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E a loro, chi ci pensa? Spazio e tempo alle mamme e ai papà nella proposta della Diocesi di Alife-Caiazzo

Anche quest'anno, dall'Ufficio catechistico, la proposta di un breve itinerario di formazione e spiritualità riservato ai genitori dei bambini che frequentano il catechismo, all'inizio dell'anno pastorale

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Sant’Angelo d’Alife

E alle mamme e ai papà chi ci pensa?
Chi si preoccupa del loro tempo? Del tempo lento che riedifica la coscienza, che aiuta a recuperare certezze…?
Parliamo di fede, di spiritualità, di quella dimensione facile a perdersi tra gli impegni e le cose da fare, e i doveri…
La risposta è venuta dalla Diocesi di Alife-Caiazzo nel 2014, quando nella progettazione di un nuovo e strutturato cammino di iniziazione cristiana, ossia l’intero percorso formativo che accompagna la vita dei credenti, si è pensato in maniera più larga e capillare con l’intento di coinvolgere diverse fasce di età già in connessione tra loro: genitori, padrini di battesimo e di cresima, ragazzi, giovani, adulti in preparazione al matrimonio, catechisti e parroci, tutti coinvolti in un’unica esperienza di responsabilità.
Quale? Quella di fare delle comunità di appertennza una realtà viva di persone e di umanità, di attenzioni rivolte agli ultimi e al territorio nella sua totalità; cristiani maturi e non fruitori di servizi ma dispensatori di “buona notizia” e gesti di carità.
Cosa sarebbe se non questa, l’esperienza da cristiani? Cosa sarebbe se non quella di una fede che cerca il suo corrispettivo in quella stessa fede di Gesù, riflessa poi nella vita donata agli altri e in equilibrio tra libertà e coscienza?

 La proposta 
Anche quest’anno, in continuità rispetto a quanto già programmato in passato dall’Ufficio catechistico diocesano, i mesi di ottobre e novembre, nelle parrocchie, sono stati dedicati ai genitori ancor prima di avviare o intensificare le attività di catechesi rivolte ai loro figli.
L’Equipe di animatori costituita nel 2015 dopo aver consegnato alle parrocchie la proposta formativa (diversa ogni anno), ha accompagnato la stessa formazione dei genitori nelle comunità che ne hanno fatto richiesta.
Come amare Dio se l’amore ha bisogno di un volto? Questo il tema dei tre incontri; un progredire nella conoscenza del volto di Dio, da sempre cercato, da sempre immaginato: il primo dei tre momenti è stata una full immersion nella tradizione dell’Antico testamento, fino al momento in cui Dio, nel tempo opportuno (è la pienezza dei tempi descritta nella Sacra scrittura), si manifesta nel figlio Gesù.
La concretezza, la presenza, la vicinanza tra Dio e l’umanità trova il trait d’union nel Figlio, che vive, prega, guarisce, ammonisce, cammina, parla, incontra…
Conoscere il volto di Dio, riconoscerlo in Gesù Cristo, ripensarsi parte del progetto creatore che fin dal principio fa dell’uomo immagine e somiglianza di Dio, dunque cosa molto buona è stato il cammino che poi si è sviluppato negli incontri successivi, terminando con un momento di preghiera.

L’esperienza di Dio diventa più semplice del previsto, a portata di mano perchè già insita nel cuore dell’uomo; essa necessita dello specchio in cui ritrovarsi per confermare la propria somiglianza a Gesù e non temere di percorrerne la stessa strada, quella di una santità distribuita quotidianamente, quella che chiede a ciascun genitore di farsi modello e compagno nella fede dei propri figli (la proposta globale dell’Ufficio diocesano prevede, oltre a questo momento, un intero bioennio di formazione, attivo già in alcune parrocchie).

 Le reazioni 
La gratitudine emerge su tutto, il ‘grazie’ riconoscente “per averci offerto una strada e un e uno spazio”, ma soprattutto la coscienza di dover recuperare il tempo perduto nell’esercizio della maturità interiore, quel tempo opportuno per sè che inevitabilmente è linfa per la vita coniugale e familiare. E poi la richiesta di continuare, un appello sommesso che adesso rimbalza nell’agenda di parroci e catechisti in attesa di trovare spazio e il dovuto ascolto.
Entusiasmo e sorpresa, mai noia o distacco nella partecipazione delle mamme e dei papà assetati della parola di Dio: è la conferma che la Chiesa in uscita non comporta poi chissà quale cammino verso i confini delle nostre comunità perchè il campo di azione potrebbe essere semplicemnte prima dell’ultimo banco delle nostre chiese.

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