Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Chiesa e Diocesi»Avvento, “rivestirsi di quello stesso Signore che si attende”
    Chiesa e Diocesi

    Avvento, “rivestirsi di quello stesso Signore che si attende”

    Redazione30 Novembre 2019Nessun commento

    È tempo di un tempo nuovo, di nuove parole, verbi, attese e pretese dai battezzati. Con l’evangelista Matteo entriamo nella vita di Gesù narrata e rivelata attraverso le Letture che ci accompagnano nel nuovo anno liturgico che comincia. In video, a cura di don Giammario Pagano, sacerdote romano, il vademecum per approfondire il Vangelo di Matteo e come seguirne il ritmo, come entrare in confidenza con verbi, luoghi, esperienze di Gesù e dei destinatari di questa Scrittura.
    Valido strumento che mettiamo a disposizione dei nostri lettori e in particolare degli operatori pastorali della Diocesi.

    Segue il consueto commento al Vangelo della domenica a cura di padre Fabrizio Cristarella Orestano della Comunità monastica di Ruviano che oggi ci suggerisce come affrontare come vivere questo “frattempo”: uomo di Avvento è solo chi sogna, ci spiega il nostro commentatore.

    Di Padre Fabrizio Cristarella Orestano
    Comunità Monastica di Ruviano
    clicca per visitare il sito 

    I domenica di Avvento (le Letture)

    Ecco l’Avvento! Tutto ricomincia per poterci condurre alla meta … inizia un altro anno liturgico che subito ci pone dinanzi alla più vera identità cristiana: siamo il popolo dell’attesa.

    Certo, condividiamo questo atteggiamento spirituale con Israele che pure è il popolo della speranza dell’adempimento della Promessa, ma la nostra attesa attende un volto preciso ed amato, noi attendiamo Gesù, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, attendiamo il suo ritorno, attendiamo che Lui tutto reintesti al Padre (cfr Ef 1, 9-10), che tutto in Lui ritrovi la sua destinazione che è il Padre.

    L’Avvento è allora un tempo a sé; è davvero segno di debolezza di fede dire che l’Avvento è il tempo di preparazione al Natale, il tempo in cui si attende il Natale. Il Natale del Signore è già avvenuto e non si attende ciò che è nel passato; noi attendiamo, invece, il ritorno glorioso del Cristo, di Gesù che tutto ha conquistato nella sua Pasqua con il suo amore fino all’estremo. Il Natale verrà dopo l’Avvento per dirci che ciò che Dio ha promesso davvero lo fa! Il Natale verrà per dirci che il Signore è fedele e che, come venne allora nell’umiltà di Betlemme, così verrà nella gloria, nell’ultimo giorno. Il Natale verrà per rassicurarci che attendere, accesi dalla sua promessa, non è insensato perché Colui che è stato fedele – oltre ogni nostra immaginazione – facendosi davvero l’ Emmanuele nella nostra vera carne, sarà fedele tornado alla fine della storia.
    L’Avvento ci pone il problema di come riempire questa attesa, di come colmare di senso questo “frattempo” tra la sua Pasqua e il suo ritorno.

    Insomma: come si attende?
    La liturgia di questa prima domenica di Avvento ci dice ancora la promessa e lo fa facendoci ascoltare un oracolo di Isaia in cui ci è annunziataa un’opera del Signore che porterà un volto nuovo alla storia, all’umanità, al mondo tutto, un’opera del Signore che ci chiede di camminare andandole incontro.
    Promessa, attesa, movimento. Se infatti la promessa genera attesa, questa, l’attesa, va vissuta andando incontro al Signore Veniente che ci chiama ad essere orecchio teso al suono dei passi del suo ritorno, ad essere vita compromessa con il suo amore che testimonia al mondo che, attendendo Lui, si riempie la storia di novità.

    L’atteggiamento da cui la Chiesa è chiamata a farsi plasmare i giorni è quello della vigilanza. È necessario che la Chiesa, per essere davvero Chiesa, popolo che attende il suo Signore, popolo di fratelli che condividono con gioia e amore l’attesa del Signore, smetta i panni del sonno e dell’intontimento. È necessario scrollarsi di dosso tutto ciò che ottunde cuore e mente; è necessario rivestirsi di quello stesso Signore che si attende. Sembra quasi che quel rivestirsi di Cristo sia via che acceleri il ritorno del Signore; quanto più ci si riveste di Lui, tanto più si fa pronta la storia a giungere ad una pienezza che avrà bisogno poi solo del sì di Dio. Rivestirsi di Cristo con un assenso pieno e cosciente è opera di ogni giorno per il discepolo, è opera di libero assenso. Se nel Battesimo realmente siamo rivestiti di Cristo questo non è un mero automatismo, è dono che chiede, esige risposta; rivestiti di Cristo nel Battesimo è necessario che liberamente desideriamo rivestirci di Lui in una vita che abbia davvero il sapore della differenza.

    La vigilanza è qualcosa di semplicissimo e di grandissimo …il testo di Matteo (quest’anno liturgico sarà questo evangelo ad accompagnarci) che oggi si proclama in questa Prima domenica d’Avvento è straordinario…Gesù non parla di un tempo di particolare iniquità, di un tempo di grandi peccati, di dissolutezze, non sottolinea dei concreti peccati o dei delitti o delle palesi empietà; dei giorni di Noè sottolinea una cosa tremenda che noi conosciamo bene: l’eccesso di “quotidiano”. Cioè? Il lasciarsi vivere, il vivere immersi in una vita di cui non si conoscono più le reali coordinate, in una vita non scelta, di cui non si conoscono i motivi profondi… Gesù stigmatizza una vita in cui tutto è divorato da un fare che annienta la vita stessa. Gli uomini e le donne descritti in questa parole di Gesù che Matteo ci consegna non sono malvagi … sono uomini e donne che non vivono più, che hanno fatto della loro vita una “routine” che li vive! Sono vite senz attesa, senza profezia, vite indifferenti a ciò che davvero conterebbe … i giorni di Noè allora quali sono? Sono i giorni in cui smetto di attendere e sognare, sono i giorni in cui hanno la meglio i bisogni primordiali, sono i giorni in cui “mi accontento” (terribile!) e io mi basto … sono i giorni in cui non so andare a nessun “oltre” … sono i giorni in cui voglio “pascolare” nel mio piccolo e sicuro fraticello e non me ne importa nulla delle infinite praterie che sono oltre la mia siepe e che potrebbero scomodarmi. I giorni di Noè sono i giorni sprecati e senza Dio … i giorni in cui, anche se qualche voce profetica si leva, preferisco sbeffeggiarla e volgermi alle cose che il mondo ritiene “concrete”! E se il profeta continua  a parlare gli grido di stare “con i piedi per terra” e di non volare con la fantasia! Ecco i giorni di Noè!

    Per uomini così il ritorno del Signore non ha senso … non lo si attende, non lo si vuole attendere …lo si relega tra i miti. Eppure verrà quando meno lo si attende …come un ladri…in situazioni di ottundimento e grettezza, come quelle che prima cercavo di descrivere, bisognerebbe augurarsi che il Signore venga come un ladro, come un ladro che porti via da noi tutto ciò che ci stordisce, che porti via ciò che non è essenziale! Venga come un ladro a renderci capaci di non mettere il cuore in ciò che non è l’Evangelo, la bellezza, l’umano; venga come un ladro per restituirmi a me stesso, alla mia vita, per restituirmi alla verità ed alla semplicità delle relazioni … venga come un ladro a dire a ciascuno di noi che non abbiamo bisogno di altro che della nostra verità umana, ci restituisca a noi stessi e ci tolga dall’essere ostaggio del superfluo e dell’inutile …

    Saremo uomini dell’Avvento se, per sua grazia, riusciremo a calarci nel nostro umano d’origine.
    Il “frattempo” allora va riempito di questa vigilanza capace di riconoscere il Signore che viene a prendere da me tutto ciò che non è essenziale al mio umano e al mio essere suo.
    Forse questa lettura del Signore che viene come un ladro non è strettamente esegeticamente corretta da un punto di vista scientifico ma mi pare una metafora fortemente significativa della capacità di vigilanza che ci è richiesta. Direi, paradossalmente, che saremo vigilanti se ci lasciamo derubare dal Ladro Veniente tutto ciò che ci impedisce d’essere uomini liberi, veri uomini, uomini convinti del primato del Cristo che è venuto a far nuove tutte le cose e che verrà per portare tutto a compimento.

    Se ci abbandoniamo a Lui e alle sue mani saremo uomini e donne di attesa pura … mai prigionieri di un presente senza sbocchi … diversamente, come nei giorni di Noè, si rischia di affogare!  

    Articoli correlati

    Cinquant’anni e sessant’anni di sacerdozio, la fedeltà che continua a costruire la Chiesa

    11 Luglio 2026

    San Benedetto: quella “regola” che parla all’Europa del nuovo millennio

    11 Luglio 2026

    Terremoto Venezuela, la Chiesa italiana indice una raccolta straordinaria di offerte

    9 Luglio 2026

    Perdono di Assisi: dal 29 luglio al 3 agosto Santa Maria degli Angeli accoglierà migliaia di pellegrini

    7 Luglio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...