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    Home»Chiesa e Diocesi»SPECIALE 8xMille. Biblioteca San Tommaso d’Aquino spazio di pensiero “sempre aperto”
    Chiesa e Diocesi Primo Piano

    SPECIALE 8xMille. Biblioteca San Tommaso d’Aquino spazio di pensiero “sempre aperto”

    Grazia Biasi31 Gennaio 2020Nessun commento

    Otto per mille alla Chiesa Cattolica. Ecco una delle tante “destinazioni” della generosità degli italiani. Ne parliamo su Clarus non solo per citare un progetto avviato e concluso, ma la sua continuità e l’utilità per il territorio. Siamo a Piedimonte Matese, in via Scorciarini Coppola dove è ubicata la sede vescovile della Diocesi di Alife-Caiazzo; qui gli ambieni al piano terra da circa un anno sono diventati luogo di “carità culturale”.

    È sulla distanza percorsa che si valuta la forza di un campione in gara; sul lungo cammino intrapreso, il coraggio di un pellegrino; sull’universalità oltre il tempo e lo spazio, il pregio di un’opera d’arte; è sulla capacità di un pensiero di evolversi in progetto di bene, che se ne valuta la sua effettiva utilità per l’uomo…

    Biblioteca “San Tommaso d’Aquino” della Diocesi di Alife-Caiazzo: un progetto in grado di non fermarsi al solo taglio di un nastro per festeggiare un traguardo, ma un taglio che consente l’accesso ad un luogo e in particolare al suo “dopo”.
    Ci piace raccontare così quel progetto che ha superato eccome il momento della festa e di brindisi augurale dando continuità al sogno di essere “spazio di carità culturale“ per il territorio altocasertano.
    Un laboratorio in continua evoluzione: cresce il numero delle utenze, aumentano i servizi, si riempiono gli scaffali di nuovi libri, cambia “in digitale” la consultazione dei testi antichi e moderni. Ne parliamo oggi, numeri alla mano, per dire concretamente cosa è diventatoo questo luogo in 12 mesi a partire dall’inaugurazione del 29 dicembre 2018 (leggi l’articolo dell’inaugurazione).

     Luogo di conservazione ed esperienza di partecipazione 
    Condividono l’universo della cultura i tanti giovani che vi accedono; si fanno esploratori silenziosi di quei libri già letti e riletti da altri prima di loro o, talvolta, pionieri tra pagine mai sfogliate; quei giovani che mai si pensa così concentrati a sostegno del silenzio che domina l’ambiente custodendo la fatica e il piacere dello studio di loro seduti lì per ore, immaginando un imminente futuro da costruire dopo la scuola o dopo l’università.

    Il sogno che la Biblioteca diocesana – già riaperta e rilanciata dal vescovo Mons. Pietro Farina nel 2002 – diventasse un luogo di partecipazione e uno spazio abitato, Mons Valentino Di Cerbo, vescovo dal 2010 al 2019, lo aveva coltivato da subito. Sono stati questi gli anni in cui, sul terreno preparato dal predecessore, Di Cerbo ha innestato quelle idee, divenute poi un progetto, che oggi consentono la vita dello spazio “biblioteca”.
    Motivazioni sempre crescenti e ancor di più per il ruolo svolto al suo interno da un’équipe di esperti e volontari, coordinati dal direttore Luigi Arrigo, che hanno saputo fare della biblioteca un incubatore di idee e un laboratorio sperimentale di nuove iniziative, passando dai concorsi letterari per giovani e adulti alle pubblicazioni di libri a firma di autori locali, alle convenzioni universitarie; dai sofisticati sistemi di digitalizzazione di testi antichi alla connessione tra sistemi bibliotecari nazionali ed europei; dagli incontri di scrittura creativa per i più piccoli ai reading letterari a cura di attori in erba e attori professionisti…

     Grazie all’8xMille 
    A permettere che il terreno fertile potesse dare i frutti sperati, la rete della partecipazione con cui la Chiesa Italiana raccoglie – fra le trame – piccole e grandi progetti, opere destinate al bene dell’uomo, al progresso delle comunità, alla crescita sociale collettiva, a generare spazi di umanizzazione secondo il Vangelo.
    Infatti, grazie ai fondi dell’8xMille (vai sul sito) che gli italiani destinano alla Chiesa Cattolica Italiana (sotto forma di  scelta libera che prevede la destinazione di una quota del gettito complessivo che lo Stato riceve dall’Irpef), la Diocesi di Alife-Caiazzo ha potuto beneficiare di fondi, completare e proiettare in avanti questo luogo e questo servizio culturale. “Il Paese dei progetti realizzati” (richiamando uno slogan caro alla Chiesa italiana) è proprio questo: piccole, medie e grandi esperienze di servizio ecclesiale in cui oggi come in passato si inserisce anche la storia della Diocesi di Alife-Caiazzo.

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    Sale della biblioteca diocesana
    Sale della biblioteca diocesana
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     Geografia e contesto sociale 
    Quella di Alife-Caiazzo è una Diocesi ai piedi dei monti del Matese (Appennino centro-meridionale), ai confini con il Molise e la provincia di Benevento, con una estensione territoriale di oltre 750 kmq: una cartolina di verde e acqua, di monti e colline e pianure fertili, di prodotti alimentari ricercati; di tradizioni ed abiti folkloristici apprezzati in tutta Italia…
    Un totale di circa 70 mila abitanti suddivisi in 24 comuni, tra cui Letino, il borgo più in alto della provincia di Caserta ad una quota di 961 metri s.l.m. e il Lago Matese, il bacino carsico più alto d’Italia.
    Tuttavia una terra di pochi servizi al cittadino e poche speranze per i giovani in cerca di lavoro; e se l’orgoglio di quei cervelli emigrati, con riconoscimenti e meriti in tutto il mondo, inorgoglisce chi resta, intristisce invece la consapevolezza di non godere della loro intelligenza per crescere noi da qui, dal basso…
    A Piedimonte Matese sono presenti tutti gli indirizzi di Scuole superiori con una percentuale di giovani provenienti dalla vasta area matesina e altocasertana: un punto di confluenza di storie e tradizioni secolari che la Scuola, in nome della cultura e di un futuro che si edifica a partire dalla consapevolezza della propria storia, coltiva e tiene unite nello sforzo di edificare coscienze cristica e formare identità.

     Ruolo e servizi della Biblioteca diocesana 
    Quale ruolo possa giocare una biblioteca in un simile contesto?
    Qualificarsi come spazio che offre occasioni di crescita e formazione personale e comunitaria; qualificarsi come Chiesa che pensa ai suoi figli non banalmente bensì con un linguaggio rinnovato e professionalmente adeguato alle richieste dell’utenza; qualificarsi come luogo di proposte; raccontarsi e rivelarsi come Chiesa nella completezza della sua missione: perciò quell’espressione di carità culturale ci sta tutta…
    Quarantamila volumi tra teologia, spiritualità, filosofia, storia, letteratura, arte a cui si aggiungono riviste di ieri e di oggi in costante aggiornamento.
    3.578 presenze da dicembre 2018 a dicembre 2019; 103 prestiti bibliotecari (una media di uno ogni due giorni); la nuova convenzione con l’Università di Salerno (Fisciano) che si aggiunge a quelle già firmate da tempo con le università Orientale e Federico II di Napoli, la Vanvitelli di Caserta e l’Università degli Studi di Cassino; la partecipazione al Programma Operativo Nazionale (Pon) e ai Progetti di alternanza scuola-lavoro in partenariato con gli Istituti superiori del territorio; l’inserimentoormai costante all’evento nazionale Maggio dei Libri, partecipazione al Polo CAM del sistema bibliotecario nazionale SBN: sono le iniziative in corso, già valutate con merito sulle lunghe distanze e ancora con tanta forza nelle gambe. Il cammino procede.

     I nuovi fondi librari 
    Ad arricchire la proposta dell’ultimo anno, grazie alla possibilità di accogliere nei rinnovati ed ampi spazi nuovo materiale, anche l’arrivo di due nuovi fondi librari: il primo è un dono di oltre 2.500 volumi di mons. Di Cerbo, vescovo emerito; il secondo del professore Federico Marazzi docente di Archeologia Medievale presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
    La biblioteca di Di Cerbo consta di una raccolta di testi di carattere pastorale, ma in gran parte filosofico: si tratta di un cospicuo apparato critico di inizio ‘900 attualmente già tra le mani dei giovani utenti che frequentano la Biblioteca. La donazione di Marazzi, invece, proviene dalla biblioteca del compianto padre, Mario Marazzi, cultore di storia romana antica e studioso della Seconda guerra mondiale, nonché ricercatore premuroso di cronache del ‘900 raccolte in un ricco apparato di miscellanee.

     Un anno di eventi e presentazioni 
    Ad impreziosire la proposta, l’integrazione in Biblioteca di alcuni servizi esclusivi dell’Archivio diocesano come la consultazione di documenti antichi (libri e pergamene) grazie a sofisticati sistemi di digitalizzazione ma anche l’organizzazione di eventi pubblici e dibattiti. In ordine di tempo, la presentazione del libro La sedia vuota di Raffaele Sardo sulle vittime innocenti della criminalità organizzata; un convegno sul professore Michele Malatesta; lo spettacolo teatrale di Lorenzo Branchetti; gli interventi letterari dell’autore e regista Michele Casella; la presentazione del volume I Vescovi di Caiazzo. Lettere al Capitolo (1474-1749) a cura del dottore Daniele Ferraiuolo. Occasione quest’ultima per raccontare e rendere conto delle ricerche scientifiche e delle pubblicazioni condotte in Biblioteca come in Archivio e far conoscere un metodo di lavoro (e di divulgazione) che arricchisce la proposta culturale della Diocesi: stile apprezzato e rilanciato di recente dalle parole entusiaste del Vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza, amministratore apostolico da maggio 2019 che nel definire questi luoghi “spazio per sedimentare la memoria” e “ancore di salvataggio nel percorso formativo della persona” (clicca per approfondire) ormai conferma la volontà di moltiplicare questi semi ma anche di continuare ad innestare su un tronco di storia, con novità, il valore e il bene della cultura.

     

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    Con l'attore Michele Casella in uno degli incontri nella Biblioteca "San Tommaso d'Aquino"
    Con l’attore Michele Casella in uno degli incontri nella Biblioteca “San Tommaso d’Aquino”
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