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Coronavirus. Il Matese delle buone prassi

Come rispettare le regole, come evitare il contagio, come rendervi "vicini" seppur costretti alle distanze... Alcuni buoni esempi da raccontare con l'auspicio che presto diventino molti di più.

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Contagiamoci di buone prassi!
Troviamo il coraggio di essere migliori e il modo per volerci bene, per dimostrarci solidarietà con i fatti, e non a parole.
Qualcosa già si muove tra le mille polemiche generate dal mancato rispetto delle regole che impongono distanze di sicurezza, particolari norme di comportamento, e soprattutto la proposta di rimanere in casa.
Foto e video di locali commerciali, spiagge e piazze affollate hanno fatto il giro di tutto il Paese, ma è tempo di provare a raccontare il meglio, la correttezza di quanti si stanno mettendo in linea con le disposizioni chieste dal Governo.

Abbiamo fatto un giro nel Matese e dintorni per scoprire come sta andando, fiduciosi che andrà sempre meglio.
Già nei giorni scorsi abbiamo ricevuto buone notizie da scuole e parrocchie circa la sanificazione degli ambienti; poi in queste ore, nella stretta che ci è imposta, si muove ancora altro.

A Piedimonte Matese giunge la notizia che il bar Nero Cafè di Piazza Carmine chiude battenti per due giorni al fine di sanificare gli ambienti frequentati da clienti e personale. Da domani si riapre, ma nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza sulla distanza tra le persone. E di sicuro tante altre attività commerciali si staranno muovendo in tal senso.

Sempre in città, il Centro Benessere “Carisma-Wellness & Beauty” in ottemperanza a quanto chiesto dalla Regione Campania circa la chiusura di questi esercizi, ha esteso, per scelta dei titolari, la chiusura anche all’attiguo centro estetico.
Affollamenti ridotti anche nelle pizzerie.

Ci spostiamo ad Alife dove la pizzeria Vino e Biga, che ha inaugurato l’attività lo scorso 29 febbraio (e sin dalla prima serata ha registrato file di clienti in attesa) ha limitato l’ingresso solo ad un ristretto numero di prenotati; buone prassi anche per Pepe in Grani di Caiazzo, dove il patron Franco Pepe ha diffuso tramite social orari e turnazioni per quanti, da ogni parte della Campania (e non solo), raggiungono il centro storico della città.

Buone ed eccellenti prassi a Letino, dove i giovani del Servizio Civile fanno la spesa di alimenti e farmaci per gli Over 65 del piccolo borgo e la consegnano in casa per evitare che i più grandi escano di casa correndo il rischio di possibili contagi.

A Piana di Monte Verna accade qualcosa di simile: la titolare di un negozio di generi alimentari ha lanciato l’iniziativa “porto io”, rendendosi disponibile a recapitare le borse con la spesa presso le abitazioni di chi ne fa richiesta, “non si tratta di speculare”, spiega, “ma di darci tutti una mano”.
A queste “novità” si aggiunge l’impegno e la presenza costante su tutto i territorio che stanno fornendo i nuclei di Protezione Civile.

E chi lo dice che questa emergenza non ci migliori in termini di gentilezza e di idee solidali? La sfida è lanciata, sotto tanti punti di vista.

Restano l’attenzione e la preoccupazione, il pensiero per chi vive il dramma della prima linea nei reparti di terapia intensiva (sia ammalati che medici), il pensiero per il mondo politico alla ricerca di ripetute soluzioni, il pensiero alle famiglie separati dai confini delle zone rosse.
Ma restano anche la speranza e l’esercizio della carità.
Il bene genera il bene: dobbiamo raccontarcelo, dobbiamo viverlo!
Facciamo circolare questa forma di contagio, facciamolo divenire prassi, consolidiamone la forma e l’aspetto… perché tra qualche ora possiamo raccontarne di altre ancora, e dimostrare di essere diventati migliori prima del previsto, dimostrare di essere divenuti immuni alla superficialità in tempi ristretti, molto ristretti.

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