Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Attualità»Coronavirus / La scuola non è distanza. Una “lettera” col cuore dai professori dell’Industriale di Piedimonte Matese
    Attualità Scuola

    Coronavirus / La scuola non è distanza. Una “lettera” col cuore dai professori dell’Industriale di Piedimonte Matese

    Redazione23 Marzo 2020Nessun commento

    Docenti ed alunni: si rincorrono, si cercano, riescono a parlarsi, a fare lezione; qualcuno tra i ragazzi è sparito, ma il prof non rinuncia ad inviargli la buonanotte.
    È il tempo di una nuova comunicazione, e forse di nuove forme di dialogo tra generazioni. Vuoi vedere che quel monitor sta diventando lo specchio che riflette anche il meglio da chi non ti saresti aspettato? Ma anche l’occasione per pensare a chi rimarrà indietro perché uno smartphone di ultima generazione per seguire le lezioni online non ce l’ha.

    Lo pensano i nostri professori e lo raccontano in questa lettera, di quelle che giungono di domenica, in cui – ancora una volta – loro più grandi hanno ugualmente diviso il tempo per la famiglia e per il lavoro da preparare ed inviare agli studenti per la settimana che inizia.

    Ci giunge questo testo dai docenti dell’Istituto industriale di Piedimonte Matese, guidato dal dirigente Nicolino Lombardi. Alle brevi cornache iniziali si aggiunge una riflessione, di quelle che in questo momento uniscono professori e ragazzi di tutta Italia e ai quali non ci resta che augurare ancora buon lavoro.

    “La scuola ai tempi del corona virus” potremmo dire, parafrasando il titolo di un romanzo di Marquez: in questo periodo si sprecano i richiami letterari a cominciare dal Decamerone di Boccaccio o dalla peste di manzoniana memoria dei Promessi Sposi o della Colonna infame; ma per quanti parallelismi si possano fare una cosa è certa: nessuno di noi si sarebbe aspettato di vivere un’esperienza simile a quella che stiamo vivendo in questi giorni.

    L’uomo, animale sociale per antonomasia, costretto a restare a casa, a rifuggire dal contatto coi suoi simili, si tratti di sconosciuti, di semplici conoscenti o degli affetti più cari. La prima comunità che si è trovata ad affrontare, dal punto di vista sociale, questa emergenza è stata la scuola.

    Il 4 marzo arriva il primo DPCM che sancisce la sospensione delle attività didattiche fino al 15 marzo nelle regioni non appartenenti alla cosiddetta zona rossa. Dopo le considerazioni di rito, ci si rimbocca le maniche per proseguire l’attività didattica a distanza …… “Tanto saranno solo pochi giorni poi torneremo alla normalità”…si spera.

    Il tempo di organizzarsi con slide, videolezioni, gruppi whatsapp, assegni sul registro elettronico condivisi con le famiglie e arriva l’inasprimento delle misure anticoronavirus che ci dice che fino al 3 aprile non si tornerà a scuola. Allora cominciamo a capire che quella “normalità” la desidereremo a lungo, forse ben oltre il 3 aprile.

    I contatti sul gruppo whatsapp dei colleghi si fanno ogni giorno più frenetici, ci si scambia opinioni, considerazioni, a volte serie e preoccupate, a volte ironiche (anche i prof scherzano e non solo per esorcizzare la paura) e spesso, molto spesso, al centro delle nostre conversazioni ci sono loro: i nostri alunni.

    “Stanno lavorando, bravi”; “con me non stanno facendo nulla, appena li avrò a tiro…”;  “come si farà con gli esami quest’anno?”; “hai notizie di… io non riesco a mettermi in contatto con lui”.

    Intanto sui gruppi whatsapp di classe loro cercano il contatto con noi: “Prof. non avrei mai pensato di dire che mi mancano le lezioni in classe”; “prof. non ho capito come svolgere i compiti”; “prof. ho sentito che stanotte un asteroide passerà vicino alla terra, è vero?”, hanno bisogno di essere rassicurati anche se non lo chiedono apertamente, vogliono sentire la nostra vicinanza e così ti ritrovi ad augurargli la buonanotte, a fargli gli auguri di buon onomastico (quanti Giuseppe!), a dirgli “mi raccomando ragazzi, restate a casa”.
    Poi ti trasformi, sei il professore, e giù paternali e richiami: “ragazzi non avete rispettato le consegne”; “avete copiato tutti”; “avvertite quelli che non rispondono che c’è del nuovo materiale sul registro elettronico”; “vi ricordo che c’è la videolezione alle 11.00”.

    Ci sono quelli che hanno voglia di normalità e sono sempre presenti e non è detto che sono i più bravi, anzi qualcuno ti stupisce; c’è l’alunno sempre iperconnesso che ora ti dice che il computer è rotto, che non ha Giga, che non riesce a scaricare il materiale; c’è quello che è sparito, irraggiungibile, anche se sai che, come il Grande Fratello, c’è, vede e sa ma finge di non esserci e poi ci sono loro…i più deboli. Quelli che davvero non hanno il computer, che non hanno un cellulare abbastanza potente da supportare una videolezione o non hanno la possibilità di fare una ricarica o semplicemente vivono in uno dei paesini limitrofi dove una buona connessione a Internet è un miraggio.
    Quando ci pensi provi un misto di rabbia e impotenza perchè ti rendi conto che questa emergenza rischia di lasciare indietro proprio loro: quelli che già partono svantaggiati. Ed è soprattutto a loro che vorresti dire: ti sono vicino, ce la faremo, andrà tutto bene, ci rivedremo presto a scuola, avevo pensato di fare questo tipo di lezione.

    Una cosa è certa, il progresso e la tecnologia ci stanno aiutando in questa nostra quarantena, la didattica a distanza ci permette di continuare il nostro lavoro ma, appunto, è…a distanza e la scuola non è “distanza”.

    La scuola è condivisione, è vedersi ogni giorno, è discutere, è dire “Bravo, hai dato il meglio”, “Vedi che ci sei riuscito” oppure “perché non hai studiato per questo compito?”, è ridere insieme, è affrontare le difficoltà, è sentirsi felici quando cogli negli occhi di un ragazzo la scintilla che ti dice “prof.mi fido di te”, è scontrarsi con chi alza quel muro invisibile che sembra tenerti fuori ma che non aspetta altro che tu trovi la breccia per entrare.
    È vittorie ma anche fallimenti a volte, ammettiamolo, in due parole è contatto umano. Proprio quel contatto che oggi ci viene negato e che, come tutto quello che non si apprezza abbastanza quando lo si ha, ora ci manca.

    I docenti dell’Istituto Industriale di Piedimonte Matese

     

    coronavirus scuola smart school

    Articoli correlati

    Ritorno a scuola, quasi 9 studenti su 10 temono l’esclusione. La ricerca di Salesiani per il sociale

    10 Settembre 2026

    In Germania vince l’ultra destra. La posizione della Chiesa, i timori di ebrei e immigrati

    7 Settembre 2026

    L’Incendio di Airola (ed altri) è solo l’ultimo anello della catena. Quale storia hanno i rifiuti che stanno bruciando?

    3 Settembre 2026

    Fine vita: le Regioni corrono ma il nodo resta. La morte provocata non è il rimedio

    3 Settembre 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...