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    Home»matese moderno contemporaneo»Antonio Marasco, il comunista di Piedimonte d’Alife dalla parte degli ultimi
    matese moderno contemporaneo

    Antonio Marasco, il comunista di Piedimonte d’Alife dalla parte degli ultimi

    Redazione16 Maggio 20202 commenti

    Matese tra moderno e contemporaneo

    Pagine di storia locale più preziose di quel che pensiamo: nomi, volti, protagonisti spesso più velevoli di altri ma meno conosciuti, meno celebrati…
    Ci riporta a questa considerazione la nuova ricerca di Armando Pepe: ogni nuovo tassello recuperato e rimesso al suo posto ci spiana la strada verso un futuro migliore, permettendoci di costruire noi stessi oggi sull’esempio di chi si è speso per la Comunità, di chi ha creduto in un’idea. Non importa dalla parte di quale partito: interessa la costanza, il modello, la coscienza di un impegno.  

    Il movimento operaio a Piedimonte d’Alife

    di Armando Pepe

    Con prosa efficace e rapida lo storico Giuliano Perticone, ad affresco di un’epoca di forti tensioni sociali e segnata da una lotta politica lunga e tenace, credette opportuno scrivere che «La crisi del 1898 era stata piena di insegnamenti. La reazione crispina non si era ripetuta nelle stesse condizioni e con lo stesso apparente successo. Le Camere del lavoro già unite in Federazione scendono da 19 a 4, ma nel 1900 sono di nuovo 19. Più tardi altri organismi si sostituiscono alla Federazione delle Camere del lavoro[1]». Sulla scia di queste grandi idealità trova uno spazio tutto suo Antonio Marasco, morto a 62 anni in Piedimonte il 15 ottobre 1956.

    Chi era Antonio Marasco?
    Il primo a scriverne un profilo biografico fu Giuseppe Capobianco, il quale ammise, data la frammentarietà delle informazioni reperibili, che era un’impresa non facile, nonostante avesse rovistato negli archivi tra Caserta, Benevento e Roma. Tuttavia, perdurando l’assenza di ulteriori fonti e facendo di necessità virtù, proviamo a delineare un ritratto di Antonio Marasco e una brevissima storia degli albori movimento operaio a Piedimonte, dove la Sezione massimalista, forte di 200 iscritti, nell’ottobre del 1924 aderì compattamente al Partito comunista d’Italia, quello di Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti e Camilla Ravera. Durante la duratura parentesi fascista, sia pure senza clangori ma non in modo felpato, l’opposizione operaia fu presente, continua e costante.

    Alla caduta del regime mussoliniano, Antonio Marasco fu Presidente del Comitato di Liberazione a Piedimonte, proprio nel momento in cui Don Giacomo Vitale fu scelto dagli Alleati quale commissario straordinario dell’Ospedale civile.

    Andando a ritroso, dalle poche carte di Prefettura disponibili si viene a sapere che il 5 gennaio 1925 a Piedimonte « Un gruppo di comunisti armati di bastone, incoraggiato da rappresentanti del Partito popolare, si diresse verso la sezione del Fascio per provocare. Furono scambiate bastonate e rimasero feriti quattro comunisti, di cui uno giudicato guaribile oltre il ventesimo giorno. Dei quattro comunisti fermati, due, e cioè Boggia Giuseppe e Santomassimo Andrea, sono stati denunziati quali autori di lesioni, Marasco Antonio e D’Abbraccio Carmine per correità in tale reato[2]». Per i postumi delle percosse subite Andrea Santomassimo negli anni seguenti morì.

    Non è distante dalla realtà supporre che l’episodio accennato rimanesse indelebile nella memoria di Antonio Marasco, il quale continuò svolgere il proprio lavoro di dipendente della Società Meridionale di Elettricità alla Centrale di Piedimonte.

    Verso la fine della Seconda guerra mondiale e dopo
    A fine agosto 1944 il dottor Italo Mormile, Prefetto di Benevento, appose la propria firma su di un decreto che stabiliva la nuova composizione dell’Amministrazione comunale di Piedimonte[3], formata da: l’avvocato Alfredo Ricigliano (sindaco), il prof. Giacinto Cirioli (assessore effettivo), l’avvocato Vincenzo Cappello (assessore effettivo), il signor Vittorio Geraci (assessore effettivo), l’avvocato Vincenzo Di Matteo (assessore effettivo), il dottor Fernando Tedesco (assessore supplente), il signor Federico Lupoli (assessore supplente nonché fedele seguace di Don Giacomo Vitale).

    Come possiamo vedere nell’elenco non c’era il nome di Antonio Marasco, il quale nondimeno era Presidente del CLN locale.

    Ricordava in un suo libro, scritto in presa diretta, l’ex sindaco di Napoli, e senatore comunista, Maurizio Valenzi che «La più bella manifestazione di fraterna solidarietà è stata però quella organizzata il 1° ottobre scorso [1944] a Piedimonte d’Alife, in onore dei combattenti delle divisioni «Folgore» e «Legnano». Vi presero parte più di 10000 soldati, assieme alla popolazione di Piedimonte d’Alife. La presenza del Sottosegretario alla Guerra Mario Palermo, del Vescovo di Alife [Luigi Noviello], del Generale [Umberto] Utili, di numerosi ufficiali di Stato Maggiore e del rappresentante [Antonio Marasco] dei sei Partiti uniti nel Comitato di Liberazione diedero a questa bella festa di solidarietà popolare il carattere di una grande manifestazione di unità nazionale. Il successo della manifestazione stroncò definitivamente i tentativi criminali di alcuni ufficiali fascisti che si erano sforzati, alcuni giorni prima, di creare a Piedimonte una situazione incresciosa provocando incidenti tra i soldati del Corpo di Liberazione e la popolazione civile[4]».

    Nel dopoguerra, e fino alla morte, Antonio Marasco rimase fedele agli ideali di gioventù, non dimenticando di stare sempre dalla parte degli ultimi, e pertanto gli fu intitolata la sezione piedimontese del PCI (Partito Comunista Italiano).

    Fonti e riferimenti bibliografici

    Mario Palermo, Memorie di un comunista napoletano, Parma, Guanda 1975.

    Armando Pepe,  Le origini del fascismo in Terra di Lavoro (1920-1926), Canterano Aracne 2019.

    [1] Giacomo Perticone, La formazione della classe politica nella Italia contemporanea, Firenze, Sansoni 1954, p. 98

    [2] ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, Anno 1925, busta 119, fascicolo 81 “Caserta e provincia”, sottofascicolo “Piedimonte d’Alife”.

    [3] Giuseppe Capobianco,  Antonio Marasco e il movimento operaio di Piedimonte Matese, Caserta Federazione comunista 1986, p. 44.

    [4] Maurizio Valenzi, Esercito e popolo : parole ai nostri soldati, Napoli, Edizioni della Federazione comunista napoletana 1944, pp. 6-7

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    2 commenti

    1. Raffaele Carinola on 18 Maggio 2020 15:45

      Grazie per quest’articolo che mi ha fatto conoscere cose che non conoscevo, sopratutto in rapporto a mio zio Andrea Santomassimo.

      Reply
    2. Armando Pepe on 19 Maggio 2020 19:26

      Prego, grazie a te!

      Reply
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