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L’emozione ha voce: l’Unione ciechi promuove “leggi per me”. Partecipare è importante e facile

L’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti invita gli italiani a leggere, registrare e condividere i loro brani del cuore per permettere l'emozione del racconto a chi può solo ascoltare

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Annamaria Tartaglia – L’emozione non ha voce, cantava Adriano Celentano, eppure a volte sì. Per coloro che non possono godere dei colori, delle forme, la voce è l’emozione, imparano a comprenderne il tono, le pause, s’abituano a vederci molto più delle parole.

Leggi per me (clicca per andare sul sito) è l’iniziativa promossa dall’Uiciechi e consiste nel registrare la voce leggendo un brano, una favola, un capitolo, una poesia che si decide di condividere perché particolarmente significativa per noi, per il nostro vissuto (è possibile online ascoltare i contributi già raccolti).

E allora ecco che la voce si fa strumento di condivisione, brani di stili ed epoche diverse tutti parte di una stessa iniziativa, con un obiettivo comune: emozionare, avvicinare l’intera Italia che, ancora di più in questo periodo, ha voglia di condividere, di sentirsi famiglia.

Pensiamo ai nostri libri preferiti, a come li consiglieremmo ai nostri amici, a come li leggeremmo a una nonna, a un bimbo, si tratta di fare lo stesso: prestare la nostra voce a chi ha tanta voglia di ascoltare, con le orecchie e con il cuore. Basterà il nostro tono ad enfatizzare le frasi che abbiamo amato, sottolineato e che, almeno un po’, ci hanno salvato in una fase della nostra vita.

 Come si fa 
Il testo scelto dovrà avere la durata di circa dieci minuti, all’inizio della registrazione è importante specificare il testo dal quale è tratto, l’autore e l’editore. Al termine bisognerà dire il proprio nome e cognome.
Il file audio andrà inviato, entro il 15 giugno, a volontarilp@uiciechi.it aggiungendo nome, età, professione e città.

La nostra voce sarà la guida, sarà come tenere per mano chi ci ascolta, per condurlo in un posto speciale, che ha a che fare con la nostra fantasia, con i nostri sogni e lì, no, non ci sono distanze da rispettare.

 

 

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