Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Attualità»Vaccino anti-Covid. Marrella: “Il Vaticano può ispirare l’accordo mondiale”
    Attualità

    Vaccino anti-Covid. Marrella: “Il Vaticano può ispirare l’accordo mondiale”

    Redazione16 Giugno 2020Nessun commento

    Giorgio Malavasi* “Credo che la Santa Sede sia in una posizione ideale per spingere gli altri Stati ad arrivare ad un accordo mondiale che garantisca l’accesso di tutti i Paesi del mondo al vaccino anti Covid-19. Questo riconoscendo, al tempo stesso, una giusta remunerazione a chi avrà scoperto il vaccino”. È la proposta di Fabrizio Marrella (foto in basso), professore ordinario di Diritto internazionale a Ca’ Foscari. Una proposta che apre un percorso nuovo nel dibattito decisamente attuale e che nei prossimi mesi prenderà ancor più rilievo.

    I tentativi di prendere tutto per sé. Il vaccino, infatti, quando arriverà potrà salvare la vita a milioni di persone e, in generale, sollevare l’umanità da una grande preoccupazione sanitaria, economica e sociale.
    Ma già nelle scorse settimane si sono viste le prime battaglie sul tema, i primi tentativi di fare da sé e di fare per sé. L’azienda farmaceutica Sanofi, per esempio, fra le candidate ad arrivare per prima a produrre il rimedio più efficace contro il virus, ha lasciato intendere che gli Stati Uniti avranno la priorità sul vaccino perché hanno contribuito con molti soldi alla ricerca.
    Da ciò l’irritata reazione del presidente francese, Emmanuel Macron, intervenuto per sottolineare che “il vaccino è un bene pubblico che deve essere fuori dalle logiche di mercato” e per ribadire di essere impegnato in “una risposta multilaterale coordinata per rendere il vaccino disponibile a tutti allo stesso tempo”, perché non ci sono confini per il virus.
    Ma c’è anche la Gran Bretagna, che ha prenotato le prime 30 milioni di dosi del potenziale vaccino contro il Coronavirus sviluppato dall’università di Oxford in partnership con un’azienda italiana.
    C’è, dunque, un modo per evitare che il vaccino vada solo o primariamente a chi ha più danari o più forza politica globale? E al tempo stesso è realistico che una distribuzione il più possibile diffusa del prodotto, specialmente fra le popolazioni povere, si accompagni ad una remunerazione ragionevole per chi si è impegnato a fondo nella ricerca, nella scoperta e nella produzione?

    Tutela dei brevetti: i limiti evidenziati dalla vicenda Aids.
    Una via c’è, afferma il prof. Marrella, ed è bene iniziare da subito a individuarla a condividerla; più tardi potrebbe non esserci tempo e l’emergenza potrebbe lasciar spazio a soluzioni troppo “semplici” e poco tutelanti per il diritto di tutti.
    “La protezione dei medicinali, anche di quelli più importanti – spiega il docente, che fa anche parte del Gruppo docenti cattolici della pastorale universitaria veneziana – è oggetto della normativa sui brevetti. Questa normativa ha un campo di applicazione nazionale e ogni Stato ha una sua legislazione specifica. A livello internazionale, quando – nel 1995 – è stato varato l’accordo istitutivo del Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, si è inserito uno specifico accordo, il TRIPs, per la protezione dei diritti sulla proprietà intellettuale. Questo accordo, fortemente voluto dagli Usa, ha creato una norma valevole per quasi tutti gli Stati del mondo, che da un lato impone di tutelare i brevetti, compresi quelli sui farmaci, dall’altro prevede sanzioni anche pesanti per gli Stati che violano i brevetti altrui”.
    Il meccanismo di mercato, prosegue il prof. Marrella, “non è dannoso in sé, ma il suo limite è emerso nel contrasto tra diritto del brevetto e diritto alla salute, ed è esploso sui farmaci salvavita contro l’Aids. Africa e India ne avevano bisogno, perché avevano grandi numeri di malati da curare, ma i brevetti erano di proprietà di alcune multinazionali statunitensi e svizzere. Il dibattito ha portato a un compromesso: un emendamento all’accordo TRIPs, per cui un farmaco essenziale per salvare vite umane sfugge alla copertura da brevetto”.
    Ma il diavolo sta nei dettagli, rileva il docente, perché la procedura è abbastanza complessa. La deroga al brevetto è inoltre valida solo per i Paesi in via di sviluppo; in secondo luogo prevede che uno Stato che produca, attraverso questa licenza, farmaci essenziali che non ha scoperto, non può esportarli a Stati terzi. Non può fare business, insomma.

    L’obiettivo numero 3.
    Un passo avanti, comunque. E uno ulteriore è stato fatto il 25 settembre 2015, quando l’Assemblea Generale dell’Onu ha approvato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, con i suoi 13 obiettivi e 169 traguardi. Gli Obiettivi per lo sviluppo sostenibile hanno validità universale, cioè tutti gli Stati devono contribuire al loro raggiungimento entro il 2030.
    Si tratta – chiarisce il docente di Diritto internazionale – di obiettivi ambiziosi quali quello di porre fine alla povertà estrema nel mondo, di lottare contro i cambiamenti climatici e quello di garantire diritti umani per tutti. Tutti – gli Stati, le organizzazioni internazionali, le imprese e la società civile – sono chiamati a contribuire a tali obiettivi per la sopravvivenza del pianeta e di ciascuno.
    Tra questi vi è l’obiettivo numero 3, che intende assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età. Prevede di conseguire una copertura sanitaria universale, compreso “l’accesso sicuro, efficace, di qualità e a prezzi accessibili a medicinali di base e vaccini per tutti”.
    “Non è – continua Marrella – una norma cogente, ma una regola internazionale, una linea guida mondiale che deve ispirare l’azione degli Stati”.
    Un vaccino contro Covid-19 può rientrare in questo schema? “La risposta è sì, ma ci vuole un’azione diplomatica particolare. Perché il vaccino dovrà essere disponibile per tutti, in particolare per i Paesi che non lo avranno sviluppato. Perciò potrebbe essere utile che, a livello internazionale, uno Stato prendesse l’iniziativa di dire che deroghe parziali al sistema di brevettazione si applicano al vaccino antiCovid-19, in quanto questo virus produce pandemia. La posizione ideale potrebbe averla la Santa Sede, magari insieme al Governo italiano”.

    Un valore per i credenti e per i non credenti.
    Ma quale significato condurrebbe con sé un’eventuale azione diplomatica del Vaticano? “Per i cattolici – conclude il prof. Fabrizio Marrella – si tratta di dare applicazione alla lungimirante enciclica Laudato si’ di Papa Francesco del 24 maggio 2015. Per gli atei di riconoscere che in materia di salute umana non può essere solo il mercato a dettare le regole della sopravvivenza della comunità umana”.

    * direttore “Gente Veneta” (Venezia)

    Articoli correlati

    L’Incendio di Airola (ed altri) è solo l’ultimo anello della catena. Quale storia hanno i rifiuti che stanno bruciando?

    3 Settembre 2026

    Fine vita: le Regioni corrono ma il nodo resta. La morte provocata non è il rimedio

    3 Settembre 2026

    “Peccato contro il creato e il Creatore”: la Commissione teologica internazionale rilegge la crisi ecologica

    3 Settembre 2026

    Guerra in Ucraina. Mons. Bubnij: “Pregate per noi e state vicini fino alla fine”

    31 Agosto 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...