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Terra viva, il romanzo di Maddalena Zullo, “omaggio alle mie radici e alle donne della mia terra”

Originaria di Alife, ora vive a Fino Mornasco. La suai ndagine sull'universo femminile prima di essere un libro è anche impegno sociopolitico

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Terra Viva – Sotto una buona stella, nasce dalla voglia di testimoniare uno spaccato del Mezzogiorno e la vita delle sue donne tra gli anni venti fino al 1945, ancor prima di molte battaglie che hanno garantito a tutte loro, in Italia, diritti e parola: “ho sempre riflettuto molto sulla storia della donna; ho scelto quel modello e quel momento storico perché ho voluto pensare che in quel tempo sono nati i primi germogli dell’ideale di libertà…”. Sono le parole dell’autrice, Maddalena Zullo.
Un ventennio di accadimenti in cui la nostra scrittrice fotografa donne audaci, coraggiose, sognatrici silenziose: “Mi sono chiesta se è più coraggiosa la donna femminista che ha condotto battaglie ben note, o questa tipologia di donna anticipatrice dei tempi, e che io ho scelto di narrare”.
Siamo in Campania, nella valle del Medio Volturno, nel triangolo fertile della campagna tra Gioia Sannitica, Alife e Dragoni.
Nella storia di una famiglia si identifica la storia di una intera comunità: è una ricerca, quella dell’autrice che non solo la riporta in famiglia ma anche in un intero contesto culturale che mette sotto la lente esaminando la lingua di quegli anni, il dialetto e le tradizioni, e le credenze, ormai per sempre cristallizzate nelle pagine del suo romanzo, “la lingua stessa è la storia”, spiega lei.

L’autrice
Originaria di Alife, dopo gli studi liceali, Maddalena Zullo si laurea in Filologia moderna inserendosi poi nel mondo della Scuola senza mai tradire (anzi coltivando) la sua passione per la lingua, che in  Terra Viva diventa il filo conduttore di tutto il racconto, “confessato” nelle prime pagine, poi rivelato dalla narrazione nella sequenza dei fatti, del parlato, dell’accaduto. Una continua immersione nella storia che diventa immersione in se stessa, come in un embrione di valori, di accadimenti, di fatti da cui lei si è allontanata geograficamente ormai da qualche anno per aver scelto di lavorare e di costruire una famiglia lontano da questa terra viva.
La riflessione sulla lingua procede di pari passo con quella sulla condizione della donna che per l’autrice assume i toni non soltanto di un impegno letterario ma anche sociopolitico tanto da ricoprire nel suo comune di residenza a Fino Mornasco (CO) il ruolo di referente per le Pari opportunità “un’occasione – spiega lei – per stare dalla parte delle donne anche con i fatti, oltre che con una riflessione su dolori e conquiste”.

Il romanzo, edito dalla casa Le Parche Edizioni, è ispirato dai racconti della nonna paterna di cui Maddalena ha raccolto la voce, poi tradotta nelle forti immagini che ci restituisce oggi la sua penna, abile, emotivamente coinvolta, lucidamente cosciente di “fissare” la Storia.
Forza, estrema pazienza, accettazione del dolore e del destino, esperienza del male nella commistione tra religiosità e credenze popolari…sono le origini che l’autrice racconta e di cui lei, ancora giovane, ne riconosce il valore universale, identificandosi in esse e cogliendo nel microcosmo raccontato un universo femminile identico o sovrapponibile a tanti altri, ma sempre generatore di virtù e diritti.
La scelta di lasciare il Sud, e di ritornarci attraverso queste pagine, per Maddalena Zullo ha significato un percorso interiore di “ritorno alle origini”.
“Per me che mi sono sempre definita senza origini, questo lavoro ha rappresentato un ritorno alla mia vera essenza, alle mie radici, perché è quel tipo di donna mi ha educata”.
Per l’autrice, la narrazione di Terra Viva diventa visione allo specchio di se stessa, di ciò che si diventa negli affetti, nel lavoro, negli hobbie, a partire da un nucleo fondante di valori che – nel bene e nel male – inaspettatamente germogliano dentro. “Quell’anelito alla libertà che comunque quelle donne hanno avuto anche io l’ho avvertito in me, sentendomi – rispetto a loro – privilegiata nell’aver potuto scegliere che orientamento dare alla mia vita”.

L’esercizio di fondo del romanzo, che è ricerca di valori e di espressioni linguistiche, riporta a galla anche la dimensione epica di cui si alimentano le famiglie del Sud di quegli anni: favola e leggenda, magia ed elementi religiosi, ancestralità, istinti che attraverso le pagine del racconto si ricongiungono al mito di più antica tradizione greca così che le radici di quei pochi villaggi della fertile campagna tagliata dal Volturno, si uniscono all’antica anima del mondo, diventano tutt’uno…

È lo stesso tutt’uno che Maddalena recupera oggi con la sua terra d’origine, come a restituire in dono, riconoscenza e premura alla terra viva che l’ha generata.

Ma Terra viva è anche risposta alle domande di oggi, di una donna del XXI secolo che si chiede il perché di paure, di silenzi e rinunce di altre donne a cui brillava dentro la voglia di osare.
Lo stesso coraggio che oggi Maddalena affida ad una penna: “il libro è stata l’unica occasione in cui ho osato e l’ho fatto per il luogo da cui provengo e in cui sono nata”.
La buona stella è la virtù dell’intelligenza che si sa riconoscere in se stessi, coltivare e poi mettere a disposizione…anche attraverso un romanzo.

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