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    Home»Chiesa e Diocesi»Su questa barca…ci siamo tutti! La Scuola associativa di Azione Cattolica
    Chiesa e Diocesi

    Su questa barca…ci siamo tutti! La Scuola associativa di Azione Cattolica

    Redazione7 Luglio 2020Nessun commento

    Dalle parole del Presidente diocesano di Azione Cattolica, Cinzia Brandi, il racconto della Scuola Assciativa organizzata domenica 5 luglio presso il Convento francescano di Santa Maria Occorrevole sul tema “Su questa barca…ci siamo tutti”: un momento per guardare l’Associazione e i piccoli contesti parrocchiali in cui opera alla luce dell’esperienza del Covid19, di come ci si è tenuti in contatto, di quali iniziative e proposte si è resa protagonista.
    Si è trattato della prima occasione di incontro concreto dopo il ritorno alla normalità, e del primo incontro con i nuovi presidenti o consiglieri parrocchiali dopo le assemblee in cui sono state votate le nuove figure dei responsabili. 

    Cinzia Brandi – Ne parlavamo da tempo.
    La Scuola Associativa è uno di quei momenti che in Associazione ti consente di rivedere, tutti insieme, i volti di chi hai conosciuto, di chi per la prima volta ha assunto una responsabilità nella propria parrocchia (entro febbraio ci sono stati i rinnovi dei Consigli Parrocchiali), di scambiare idee, consigli, qualche difficoltà e perché no anche condividere qualche stanchezza.
    Ma questa del 2020 è stata una scuola associativa un po’ diversa: occorreva assicurare il distanziamento, il rispetto delle norme di precauzione dettate dai vari DPCM e dalla CEI, avere il numero esatto di partecipanti (abbiamo dovuto spiegare non più di tre persona per parrocchia)…
    Insomma sembrava un’impresa impossibile…
    E invece!
    Non eravamo pochi ma buoni. Eravamo tanti e motivati. E anche il luogo che abbiamo scelto è stato propizio al nostro incontro. La quiete, il silenzio, la natura ci hanno fatto compagnia nel nostro appuntamento.
    È vero.
    Come Consiglio (e a dire il vero la maggior parte era un pò titubante sulla possibilità di vedersi in presenza!) lo abbiamo considerato un primo approccio verso la ripresa del percorso…
    Come ogni cammino che si rispetti, l’andatura non è sempre la stessa.
    Si va piano in salita, si accelera in discesa, si gode il paesaggio in pianura…e così anche noi durante questi mesi.
    Nel pomeriggio trascorso insieme abbiamo approfondito il messaggio che Papa Francesco ci ha consegnato in quaresima: quella sera del 27 marzo in una piazza che apparentemente era vuota, ma c’era il Crocifisso insieme a lui sotto la pioggia…ma c’eravamo tutti noi.
    Noi tutti siamo sulla stessa barca.
    Una barca che si identifica con la comunità, con la propria vita, con questo Tempo. Ma consapevoli che non ci si salva da soli.
    Ed anche nelle parole del nostro Assistente unitario, don Pasqualino Rubino, abbiamo trovato l’incitazione a salire sulla barca come Gesù aveva fatto con i suoi discepoli: “il mare era agitato perchè soffiava un forte vento” (Gv 6,18).

    Don Pasqualino: “Il vento per noi è stato il virus-nemico che ci ha costretto a rivedere il nostro modo di vivere la nostra vita e la nostra quotidianità. Ma quel vento potrebbe essere anche la vita stessa che ci pone di fronte a delle scelte difficili, a dei cambi di rotta della nostra barca, verso direzioni sconosciute”.

    Nella seconda parte il ruolo da attori lo hanno avuto i consigli parrocchiali: Siamo tutti sulla stessa barca…come è andata nella tua cabina?
    Tutti concordi che lo smarrimento iniziale è stato vinto proprio grazie alla forza che l’Associazione dà a ciascuno di noi e a tutti noi. Per alcuni è stata l’occasione per mettersi in moto e organizzare “a distanza” le attività già avviate, ma da portare avanti con un metodo nuovo: da casa, perché in quel momento era imperativo ‘restare a casa’.

    E la tecnologia, i social, le comunicazioni più classiche (per i meno esperti il ricorso al telefono è stato il modus operandi! E fortunatamente tutti siamo dotati di cellulare o del caro telefono fisso), hanno consentito agli adulti di fare incontri a distanza, di seguire i vespri dei sacerdoti aiutati dai laici nella scoperta dei mezzi di comunicazione, di poter assistere alle celebrazioni “sine populo” che si tenevano nelle nostre chiese. E che dire di tutto il Triduo Pasquale! Nascita e ri-nascita di ogni credente, vissuta accogliendo l’invito a ricreare in ogni casa la Chiesa di Cristo: un crocifisso, una candela, la Parola…..

    Un impegno importante anche per i Giovani e gli Acierrini: la didattica a distanza che prendeva loro tanto tempo, ha consentito di proseguire anche con le attività dell’Associazione. E così sono nati contest grafici e di fotografia, progetti, videomessaggi, i good morning degli animatori. In breve: nessuno si è sentito Solo!

    La forza della nostra Associazione sta proprio in questo: non lasciare che l’altro si senta solo; non occorre fare, correre per fare, progettare solo per fare. Occorre farsi prossimo dell’Altro (chiunque esso sia). E così sono nate le tante collaborazioni con le Caritas parrocchiali (ci si poteva muovere solo nell’ambito del proprio comune) e poi con la Caritas Diocesana.

    E poi il futuro. Siamo tutti nella stessa barca…e ora verso quale rotta navighiamo?
    Il tempo è incerto. Siamo quasi sospesi tra “non ci sono più contagi, né ricoveri in terapie intensive” e “oggi nuovi focolai di contagi”.
    Ma non per questo non possiamo pensare al nostro futuro. E noi come Associazione siamo pronti ad accogliere l’invito a pensare al futuro come ad un progetto da costruire passo per passo: è come la costruzione di un puzzle…si mette un tassello per volta. Ma il risultato finale sarà uno spettacolo.
    Ecco! Desideriamo contribuire alla creazione del puzzle per ciascuna persona che ci viene affidata. Ne vogliamo avere cura e camminare insieme. Scopriremo insieme verso quale rotta navigare. Il timone però è sempre lo stesso: il Vangelo e quindi Gesù.
    Intanto abbiamo cura della barca e la prepariamo per salpare a Settembre.
    Grazie AC!

    azione cattolica italiana Barca di Pietro Covid19

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