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La visita ad Limina di Mons. Emilio Gentile, scorcio di storia della Piedimonte di fine ‘700

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La facciata in stile tardo-barocco della Chiesa di Ave Gratia Plena in Piedimonte Matese

Con questa pubblicazione, sospendiamo per il periodo estivo la rubrica Matese tra moderno e contemporaneo a cura del prof. Armando Pepe. È l’occasione per ringraziarlo del lavoro di ricerca e delle esclusive che ha concesso alla nostra testata traghettandoci nella vita del Matese, a cavallo di più secoli, rivelandoci scorci sociali, politici, culturali, ecclesiali di cui non conoscevamo i tratti nè i protagonisti. 
Il suo lavoro, che volentieri rilanceremo dal prossimo autunno, ci ha permesso di tornare allo specchio, di acquisire pezzi di identità più sbiadita o sconosciuta, che di fatto ci appartiene, ma che avevamo lasciato tra gli scaffali di archivi o in memorie che naturalmente si vanno dissolvendo. 
Il ‘grazie’ va anche ai nostri lettori, a quanti continuano ad appassionarsi alle proposte di Clarus: la mission di una testata cattolica resta l’uomo, protagonista nella terra che abita, e la sua capacità di santificare con il bene e la speranza, il sapere e il Vangelo la vita. Noi proviamo a dar voce a tutto questo.
Grazia Biasi

Matese tra moderno e contemporaneo

Il responso della Congregazione del Concilio a monsignor Emilio Gentile per la relazione ad Limina del 1797

di Armando Pepe

Per ogni vescovo adempiere all’obbligo della Visita ad Limina (incontro periodico con il Papa, ndr) era, ed è ancora, un dovere morale imprescindibile, momento topico in cui rendere conto del proprio operato. La relazione che contestualmente si offriva in lettura alla Congregazione del Concilio veniva annotata, per lo più ad opera di religiosi regolari (appartenenti ad ordini monastici), con responsi sia positivi sia negativi, a seconda delle circostanze. Le annotazioni a margine rispondevano all’esigenza di preservare una retta vita cattolica.

Leggiamo la risposta che la Congregazione del Concilio diede a monsignor Emilio Gentile in merito alla relazione presentata nel 1797, due anni prima che Rivoluzione sconvolgesse il Regno di Napoli. [504 r.]  Monsignor Emilio Gentile, Vescovo di Alife dai 15 luglio 1776, nacque in Biccari  (Diocesi di Troia) il 12 marzo 1733.

Il fine giurista
Dopo aver compiute esso Monsignor Vescovo nel Seminario le lezioni di Teologia e di Jus [Diritto] Canonico-, non avendovi trovati soggetti capaci di farle-, ora insegna la prassi giudiziale ed il metodo de’ giudizi, di cui dice aver molto bisogno [504v.] la sua Diocesi, avendo esso stampati due libri (I, Teorico-Pratica secondo l’Ecclesiastica e Civil Polizia. II, De Beneficiis et De Jurepatronatus). Nel Seminario s’insegnano altresì le Lettere Latine e Greche.

Il Vescovo dichiara di non aver omesso la buona disciplina, avendo da alcuni anni ristretto il numero dei convittori per dar luogo a pochi, più scelti per costumi e scienza, dei quali 6 ha fatto Canonici-, dopo aver vendicato con un’acerrima lite nella Camera Reale la collazione nei mesi riservati alla Santa Sede-, e 3 Parrochi. Altresì non ha omesso di vigilare all’economia del Seminario stesso, con aver ricevuti [505r.] i rendimenti dei conti alla presenza di 4 deputati, e del Capitolo e del Clero.

Carità e dovere ecclesiastico
Oltre il Granaro (il granaio) in città (a Piedimonte) per ajuto de’ poveri-, particolarmente nel tempo d’inverno-, fatto per conservare i generi annonarj, un altro ne ha fabbricato in campagna, e si è fatto carico di restaurare i beni della sua Chiesa. Nella Cattedrale ha provveduto [505v.] di suppellettili quotidiane e di preziose per le Solennità. In più chiese della Diocesi ha fatto dare gli Esercizi spirituali, e nello scorso anno (1796), per richiamare lo Spirito, gli ha fatti rinnovare-, col mezzo dei Padri del Redentore-, a proprie spese, come per mezzo d’essi ogni anno li dà nel Seminario. Non ha omesso [506r.] di esortare, rimproverare, parlare con catechismi e prediche nella Cattedrale, e in Diocesi, che ogni anno visita, lasciando ai malati elemosine secondo il giudizio dei Parrochi, amministrando spesso il Sacramento della Cresima, istruendo ed esaminando i fanciulli nelle Domeniche, e premiando i più istruiti. [506v.] L’orazione mentale, istituita in tutta la Diocesi da Monsignor Innocenzo Sanseverino, procura che si faccia dai Canonici delle Collegiate. La Missione dei Canonici e Parrochi- istituita da Monsignor Filippo Sanseverino pel tempo del Carnevale- egli la coltiva, ed esso stesso predica negli [507r.] ultimi tre giorni di Carnevale.

Restaurazione dell’ordine
Nei due monasteri di monache Benedettine, di San Salvatore e San Benedetto (in Piedimonte), potius monendo quam agendo (piuttosto ammonendo che agendo), ha [507v.] ottenuta la regolar disciplina e ubbidienza. Ha anche ristabilito l’Economico (il patrimonio) di essi monasteri, che era prima presso il loro Procuratore, ed ora è presso le Monache stesse. Vi destina confessore ordinario un prete secolare e straordinario un Regolare de’ più specchiati. Ambedue i monasteri hanno superiore non per età ma per prudenza e virtù seniori. [508r.] Per i Regolari-, circa il Convento dei Frati Minori in Prata-, non si mostra contento e dice che spera di rimediare al nuovo Capitolo.

Il Vescovo ha osservato la residenza, non essendosi che per 50 giorni nell’autunno scorso [508v.] allontanato, né ha omesso la vigilanza per la buona disciplina del Clero e del Popolo.

Fonte e riferimenti bibliografici
Archivio Apostolico Vaticano,  Congr. Concist., Relat. Dioec. 32 B, 504r. – 508v.

Emilio Gentile, Teorico-pratica secondo l’ecclesiastica, e la civil polizia di monsignor d. Emilio Gentile vescovo di Alife. Aggiunti in fine i giudizj di divorzio ne’ matrimonj, e di nullità della profession religiosa, In Napoli nella stamperia di Vincenzo Manfredi 1794.

Fabio Roscalla, Greco, che farne? Ripensare il passato per progettare il futuro,  Pisa, ETS 2016.

 

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