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Parco del Matese. Anche le guardie del WWF a difesa del nostro Appennino

La tutela della biodiversità è attenzione ad ogni minimo dettaglio che appartiene alla montagna. Ne parliamo con Alessandro Gatto, coordinatore regionale delle Guardie giurate del Wwf Italia

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Il Matese può contare sulla presenza delle Guardie giurate del WWF di Caserta, volontari di quella grande organizzazione internazionale a difesa dell’ambiente e delle specie protette.

“Siamo in uno dei parchi più belli e prestigiosi d’Italia per la conservazione della biodiversità” spiega il Coordinatore regionale della Guardie Wwf Alessandro Gatto (al centri nella foto, con altri volontari), “ci spinge un motivo in più per tutelare questo territorio e far sì che il legame tra uomo e natura si mantenga saldo e cresca sulla consapevolezza di questa unicità paesaggistica”.

Abbiamo chiesto un suo contributo per fare il punto sul servizio che da alcune settimane svolgono in maniera programmata nel territorio del Parco regionale del Matese dopo aver sottoscritto con l’Ente Parco una precisa convenzione che ne riconosce il ruolo e le responsabilità. “Da tempo ormai siamo presenti nel territorio matesino per la collaborazione con la Polizia provinciale da cui riceviamo ufficialmente mandato di operare. Quello con il Parco regionale, guidato dal Presidente Vincenzo Girfatti, è un impegno che abbiamo fortemente voluto formalizzare, garantendo la gratuità del servizio, perché al Matese sia riservata attenzione e tutela in ogni modo”.

Cosa spinge un gruppo di 5-6 volontari a muoversi nei fine settimana verso Il Matese? Le Guardie del Wwf, si muovono dalla città di Aversa e dintorni, coprendo la lunga distanza che dal basso casertano li porta fin sul Matese e considerando gli spostamenti all’interno del Parco, il loro percorso raggiunge anche i 260km. “Ci spinge l’urgenza di dare un contributo a far sì che la Natura sia tutelata e siano rispettate le Leggi che ne garantiscono la sua regolare vita”, spiega Alessandro Gatto. “Svogliamo il ruolo di Pubblico Ufficiale con la responsabilità precisa di poter intervenire – per esempio nel caso del Matese –  per il reato di violazioni ambientali e venatorie. Il nostro ‘lavoro’ è limitato alla identificazione dei soggetti che commettono infrazioni penali, a verbalizzare l’accaduto e demandare il resto dell’operazione alle forze di Polizia (può essere quella Provinciale o i Carabinieri Forestali…). Può accadere che le persone sorprese a commettere un illecito si rifiutino di interloquire con noi o di concederci generalità o anche di seguirci in Caserma o attendere l’arrivo delle Forze preposte: in questo caso ancor di più abbiamo al responsabilità e il dovere di segnalare quanto avvenuto. Ne va di mezzo il futuro di questo territorio… Azioni dirette di verbalizzazione e identificazione avvengono per infrazioni amministrative come per la raccolta di funghi, tartufi, orchidee…”.

Sono due le tipologie di denunce che vengono dalla loro esperienza (anche pregressa) sul Matese: il mancato rispetto per l’ambiente e per le specie animali più vulnerabili,  soprattutto quelle che nidificano a terra. La scena più frequente che descrive Gatto è quella di immondizia abbandonata un po’ ovunque, frutto di un totale disinteresse per il paesaggio e l’ambiente, ma anche cumuli di rifiuti nei pressi dei cassonetti sempre troppo pieni e poco capienti per contenere tutto ciò che lasciano i turisti d’occasione: “sarebbe il caso di facilitare il turista con contenitori diversi e più grandi per evitare che un sacchetto abbandonato a terra venga preso di mira da cani o altri animali selvatici di passaggio…”.

Rispetto dell’ambiente è anche rispetto per i suoi abitanti: “Diverse settimane fa abbiamo fermato dei cacciatori che a ridosso del Parco, nel comune di Alife, stavano addestrando cani… Un’attività non consentita lì dove nidificano le quaglie (specie di cui si registra un calo di presenze) o altri simili che depongono a terra. I cani d’istinto agiscono verso i nidi con il rischio che l’animale adulto lo abbandoni….”.

Natura non è solo ciò che si vede, ma ciò che esiste nel fitto sottobosco, sotto i muschi e sotto le foglie marce, sui rami più alti e dietro i canneti: è quell’insieme di creato che rende suggestiva la sponda del lago e la visione in autunno della boscaglia presi di mira dalle nostre fotocamere. Una quaglia è una quaglia, ma la sua vita è parte di un sistema di stagioni, temperature, animali selvatici, ciclo riproduttivo, suoni, presenze…

“Più di recente invece abbiamo identificato dei pescatori di frodo”, continua Alessandro Gatto. “La nostra presenza è servita a spiegare loro regole e norme fondamentali che neppure conoscevano  (o almeno non sembrava che le conoscessero) e poi invitato a rilasciare ciò che avevano pescato. Molto spesso si rivela fondamentale informare, far sapere, ed educare direttamente sul posto…”.

Quella delle Guardie Wwf è una presenza che incoraggia a stare sul Matese ma anche a pensare l’uomo in secondo piano rispetto alla montagna e alla vita che custodisce. Un Parco prima di essere luogo di eventi e di punti ristoro è uno spazio che vive di vita propria; all’uomo la bella  responsabilità di farsene custode con intelligenza, umiltà e lungimiranza.

♦ Da sapere
Le guardie Giurate del Wwf Caserta saranno sul Matese anche il 18 e il 25 luglio. Il loro programma di osservazine e controllo è sottoposto alla supervisione della Polizia provinciale; l’Ente Parco regionale del Matese è altrettanto informato degli spostamenti sul territorio. Per segnalare e/o denunciare illeciiti nel Parco, non esitare a contattare, anche in forma anonima, utilizzando l’indirizzo email vigilanzawwfcaserta@gmail.com o contattando le Guardie sulla pagina facebook Vigilanza Wwf Caserta
Visita anche il sito WWF Italia

 

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