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Ailano. Auguri a nonno Olderico per le sue cento candeline, esempio di onestà e semplicità

A festeggiare il signor Olderico Iorillo la famiglia e il sindaco Vincenzo Lanzone, a nome di tutta la comunità

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Foto Facebook Vincenzo Lanzone

Per la comunità di Ailano quella di ieri non è stata una domenica qualunque, ma una giornata che rimarrà scritta nei suoi annali. L’occasione è data dalla festa per i cento anni del signor Olderico Iorillo, amato da tutti in paese per la sua estrema dedizione alla famiglia e il suo forte senso del dovere. Valori ai quali il signor Olderico continua a rimanere ancorato sempre, in quanto pilastri della sua esistenza e fondamenti dell’educazione trasmessa ai figli.

Un secolo di vita, di emozioni, tra gioie e dolori com’è per ognuno, una moglie alla quale ha donato un amore solido e fedele, tre figli a cui non ha mai fatto mancare la sua guida, i nipoti e i pronipoti per i quali rappresenta esempio di saggezza autentica, quella che scaturisce dall’esperienza e dalla semplicità. A festeggiare nonno Olderico, oltre alla sua splendida famiglia, anche il sindaco di Ailano, Vincenzo Lanzone, che ha espresso vicinanza e affetto a nome dell’intera comunità.

Foto Facebook Vincenzo Lanzone

Al signor Olderico va soprattutto il “Grazie” unanime per tutto ciò che la sua vita ha rappresentato per la comunità, per le generazioni di ieri e quelle di oggi. Olderico ha lavorato alle Poste condividendo con la sua adorata moglie l’esperienza lavorativa, distinguendosi per onestà e responsabilità, un’eredità importante che lascia in custodia principalmente ai più giovani.

 

1 COMMENTO

  1. Sono un’orgogliosissima nipote del Signor Olderico Iorillo e di Antonietta Villani(ahimé venuta a mancare lo scorso anno).
    Grazie per aver dedicato questo articolo al mio dolce nonnino!
    È vero:è un esempio di onestà morale ed intellettuale,di saggezza e di umiltà.
    Un uomo ,un padre,un marito,un nonno,un lavoratore instancabile e sempre presente con il suo esempio di vita.
    Una fonte inesauribile di racconti della sua gioventù e della guerra che ha combattuto e che lo ha visto prigioniero in Africa per ben sette anni;guerra che ha sempre descritto con parole sempre piene di pudore e di gratitudine nei confronti della vita e del buon Dio che lo avevano ricongiunto ai suoi cari .
    Potrei parlare all’infinito di mio nonno e anzi mi scuso per la prolissità di questo messaggio, ma sentivo il dovere di ringraziarvi per aver dato risalto alla sua longevità come valore aggiunto di una società che si sta inesorabilmente allontanando dai valori più importanti ed in particolare da quello più importante in assoluto:l’amore per la famiglia.
    Sinceramente ringrazio e porgo i miei più distinti saluti.
    Lucia Landolfi

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