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Covid / Campania. La Scuola punita

Sulka stessa linea di rigidi provvedimenti si sta muovendo anche la Lombardia: potrebbe essere questione di poche ore e la Regione del Nord con il maggior numero di contagi seguirà il modello campano

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Il mondo della Scuola paga un caro prezzo.
La cultura è ferita ancora una volta, o forse mutilata.
La chiusura imposta ieri sera dal Governatore della Campania Vincenzo De Luca, a fronte dell’aumentato numero di casi positivi al Covid, frena nuovamente la didattica in presenza imponendo il metodo delle lezioni a distanza impiegato durante il lockdown primaverile.
Per quanto si stesse aspettando e prevedendo che la Campania andasse incontro a misure restrittive, certo non si immaginava un nuovo stop così immediato alla Scuola che ha lavorato nei mesi estivi al fine di garantire la riapertura e la didattica un presenza in totale sicurezza, senza escludere contemporaneamente lezioni a distanza per le classi più numerose: dirigenti, docenti, studenti, alunni hanno mostrato tutti un profondo rispetto delle regole e affrontato il sacrificio di questo primo mese senza alcun peso, ma con la consapevolezza e le motivazioni che la Scuola va salvata, va protetta al pari delle vite degli italiani; che la Scuola è relazione che costruisce le identità personali e di gruppo, quindi di un’intera società; che la Scuola è  presupposto al futuro del Paese.

Le reazioni dal mondo della Scuola

Reazioni da più parti: “decisione gravissima” secondo il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e sulla piattaforma change.org parte una raccolta di firme contro De Luca, e per la riapertura delle Scule; ieri invece dal ministro della Salute Roberto Speranza, ancor prima della decisione di De Luca, il caldo invito a fare il possibile per evitare la didattica a distanza…
Altrettanto severi i giudizi dei cittadini campani che dalla sera alla mattina hanno dovuto pensare in poche ore un nuovo assetto familiare e scolastico contemporaneamente.

Nicolino Lombardi, dirigente scolastico
“Non è successo a scuola!”, le parole del prof. Nicolino Lombardi, dirigente degli Istituti Industriale e Agrario di Piedimonte Matese.
“Decisione inaspettata così presto quella che ieri ha deciso il Governo della Campania. Le nostre lezioni si stavano svolgendo nel pieno rispetto delle regole di distanziamento sociale e la risposta dei nostri studenti è stata positiva fin da subito tanto da meritarsi i complimenti miei e di tutto il corpo docente. Per stamattina avevamo programmato perfino una prova di evacuazione…ma siamo qui, con il mio Staff, a riprogrammare la didattica a distanza che partirà da lunedì. I nostri docenti verranno a scuola e da qui lavoreranno per i loro ragazzi secondo un nuovo calendario che in queste ore stiamo definendo…”.

Quel “non è successo a Scuola”, pronunciato con voce ferma, raccoglie facilmente il parere di tanti, di chi ha messo sotto accusa, fin dai primi giorni dell’anno scolastico, il sistema de trasporti, sovraffolato e privo di ogni controllo.
Problema segnalato anche per il Matese, per quegli studenti che sulla ferrovia “alifana” percorrono la tratta che va da Caiazzo a Piedimonte Matese, passando per Alvignano, Dragoni ed Alife: trasporto affidato ad un solo vagone-treno per oltre due settimane, poi affiancato da un autobus per una corsa di andata e una di ritorno, e solo pochi giorni fa sostituito da una “carrozza” poco più capiente, “ma comunque non sufficiente a garantire le distanze tra i passeggeri”.

Ludovica Feola, studentessa liceale
“Mi sono resa conto di quanto tutto sia così improvvisamente diventato di nuovo incerto, così come a marzo ho sentito la paura di non essere al sicuro…”.
Sono le parole di Ludovica, studentessa al Liceo Statale Galileo Galilei di Piedimonte Matese.
Pensare che anche nel mio piccolo paese aumentano i contagi è un qualcosa che mi preoccupa tantissimo. La cosa che maggiormente mi spaventa è non rivedere in presenza i miei docenti e i miei compagni: questo genera in me un profondo senso di solitudine e la mia mente corre ai tempi difficili del lockdown…
La didattica a distanza non può sostituire quella in presenza perchè la comunicazione in classe è anceh questione di sguardi, di contatto fisico… Seppure riuscissimo ad ottenere discreti risultati per quanto riguarda il profitto perderemmo inevitabilmente per quanto riguarda l’aspetto educativo. Frequentare la scuola è anche incontro quotidiano con tantissime persone che aiuta tantissimo la crescita personale”.

Bernarda De Girolamo, dirigente
“Il sistema-scuola ha retto, dappertutto”, è il commento della prof. bernarda De Girolamo, dirigente del Liceo Galilei di Piedimonte Matese.
“In Italia la Scuola è dotata di personale con un alto senso di responsabilità; di dirigenti, dirigenti e collaboratori che vivono l’ambiente scoalstico con la stessa premura che usano per le loro case e le loro famiglie… È questo il clima ceh consente alla Scuola italiana di andare avanti!
Da stamattina le nostre 55 classi stanno lavorando con la didattica a distanza; di queste ben 18 già sperimentavano dall’inizio dell’anno scolastico il sistema di didattica misto con ottimi risultati; ad oggi la formazione specifica data ad un team di docenti, circa l’utilizzo delle piattaforme digitali, e la formazione data a tutti i professori del Galilei ci consente di procedere con scioltezza e con i regolari orari di lezione nelle prossime settimane.
Ma la scuola è relazione! Non possiamo pensare che questo metodo abbia il valore di un confronto vivo tra persone con la facilità, il valore e il vantaggio di potersi negli occhi…”.

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