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Dragoni. “Eugenio alle 11 di questa mattina è salito al Padre”

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“Eugenio alle 11 di questa mattina è salito al Padre”.
Eravamo abituati a più lunghi messaggi, a post più articolati, attraversati tanto da parole di dolore, quanto da espressioni cariche di speranza. Un sito internet e una pagina facebook dedicati alla sua storia accompagnava ormai da un anno la quotidianità delle comunità di Dragoni, Alvignano, Baia e Latina, ma numerose tante altre…
E invece stamattina poche parole per descrivere l’attimo in cui il giovane Eugenio Ruberto  ha compiuto il suo salto in Paradiso, tra le braccia del Padre.
Ci piace immaginarlo salire, in uno slancio, come quelli che gli riuscivano bene per andare “a canestro”, a lui abile giocatore di basket.

13 mesi, tanto è durata la sua malattia che in un duro e banale nome si descrive come tumore al cervello. Una sorpresa e un dramma per un ragazzo di III media. Lui quel diploma l’ha preso nonostante tutto lo scorso giugno, ignaro che di lì a pochi giorni il suo passo, omrai incerto, si sarebbe fatto sempre più pesante, accompagnato dal sostegno dei genitori Remigio e Giuseppina, dalla sorellina Francesca, dei suoi professori, della premurosa dirigente scolastica Aida Cortese. Le foto di quel momento sono sembrate un significativo raggio di luce nella vita di una comunità – non solo quella di Dragoni – che ha seguito molto da vicino la sua storia. Era un traguardo che significa crescere e sperare, come comunemnte avviene per tanti adolescenti come lui, e così come in quei giorni avveniva per i suoi compagni di classe.

La scelta della famiglia, di raccontare il percorso della malattia di Eugenio attraverso i social nell’aggiornamento quotidiano degli alti e bassi che hanno caratterizzato questo percorso, ha contribuito a creare legami, rinsaldare amicizie e suscitarne di nuove, a richiamare la responsabilità collettiva sui bisogni di un fratello in difficoltà, a stimolare la solidarietà, ma soprattutto a suscitare preghiere, e poi a capire quanto la consolazione e il conforto siano necessari al cuore.
Un altro tiro andato “a canestro”. Grazie Eugenio.

È tra le braccia amorevoli di Dio. E oggi ci basta così.

Dragoni. Eugenio Ruberto “ritorna” in campo

 

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