Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Chiesa e Diocesi»Commento al Vangelo di domenica 8 novembre. Lo sguardo verso Dio ma i piedi ben piantati “nell’oggi”
    Chiesa e Diocesi

    Commento al Vangelo di domenica 8 novembre. Lo sguardo verso Dio ma i piedi ben piantati “nell’oggi”

    Redazione7 Novembre 2020Nessun commento
    Di Padre Fabrizio Cristarella Orestano
    Comunità Monastica di Ruviano

    Clicca per visitare il sito del Monastero

    Cattedrale di Strasburgo, Portale delle vergini sagge e delle vergini stolte (secolo XIII). (Le sagge sono rappresentate accanto a Gesù mentre le stolte cedono alle lusinghe del tentatore. Tutte le vergini indossano il cerchio di verginità secondo i dettami della moda del 1200.

    XXXII domenica del Tempo ordinario
    Sap 6, 12-16; Sal 62; 1Ts 4, 13-18; Mt 25, 1-13

    Siamo alle ultime domeniche dell’anno liturgico e la Chiesa richiama se stessa a quegli atteggiamenti che la possano porre nella storia come realtà con lo sguardo puntato al futuro di Dio, all’eterno di Dio, ma con i piedi ben piantati nell’oggi, un oggi plasmato però dall’attesa del giorno del Signore.

    I cristiani, infatti, non possono essere prigionieri di un oggi asfissiante ma sono chiamati a vivere l’oggi nel respiro di un’attesa.

    Attendere.

    Poveri noi se tutto si consumasse solo nelle coordinate del tempo che noi conosciamo e misuriamo; poveri noi se la storia fosse l’ “unico orizzonte della storia”! La fede cristiana spalanca le porte della storia sul futuro del Dio che viene; Gesù è colui che è venuto e, proprio per questo, è promessa di una definitiva venuta.

    La parabola delle dieci vergini, che il solo Matteo narra, è una strana parabola: segue, in un certo modo, le reali tradizioni nuziali ebraiche ma di continuo le trascende, le stravolge … è come se le nozze fossero solo evocate ma per restare il grande quadro che deve dare senso a tutto; le nozze ci danno, insomma, la chiave di lettura che l’Evangelista Matteo ha  a cuore: la relazione sponsale tra il Messia Gesù e la sua Chiesa. Il contesto delle nozze serve a Matteo a dirci di che natura è la relazione tra Cristo e la sua Chiesa, tra Cristo e l’umanità: è una relazione d’amore in cui si dà la vita, in cui ci si gioca la vita, una relazione stabile e per sempre … il ritorno del Signore, la sua venuta, ci dice l’Evangelista, avverrà nel segno delle nozze; Lui tornerà ma come sposo.

    Se ci fu una cosa che segnò fortemente i primi decenni del cristianesimo questa fu l’attesa del ritorno dello Sposo, di Cristo risorto! Tanto che i cristiani venivano detti “coloro che amano la venuta del Signore”. Questa attesa, però, si scontrò, da un certo momento in poi, con un problema: il ritorno ritardava; la parusìa(la presenza rinnovata del Cristo) si rivelò non imminente come si credeva. Si dovette iniziare a fare i conti con la morte dei cristiani, con la morte di coloro che avevano sperato con tuta l’anima che Gesù sarebbe ritornato presto e li avrebbe presi con sé.

    Se il ritorno ritardava, si dilatava il “frattempo” … si dilatava la storia da dover vivere in questo mondo! Allora il problema è chiaro: l’attesa che si dilata non può e non deve diventare un alibi per vivere un presente mediocre, disimpegnato, senza orizzonti vasti, un presente preoccupato solo di un oggi soffocante ed asfittico. Il ritardo del Signore è appello a vivere il tempo in modo sensato, vigilante, con un atteggiamento prudente, cioè capace di mettere in conto che il ritardo vuole fedeltà!

    Credo che questa parabola delle dieci vergini ci richiami ad una riflessione sul tempo, sulla durata. L’uomo è immerso nel tempo come tutto il creato ma con la differenza che solo l’uomo ha coscienza piena del tempo, del suo trascorrere, del suo lasciarsi alle spalle volti, storie e fatti, solo l’uomo è cosciente del suo camminare verso altri volti, altre storie, altri fatti … solo l’uomo percepisce di vivere un oggi con radici in un passato e con il cuore segnato dall’attesa del futuro. Il tempo è il luogo per diventare uomo … l’umanizzazione vuole tempo, vuole durata e, nell’umanizzazione, il culmine è la capacità di amare … e per amare ci vuole tempo … perché? Ma perché, pensiamoci bene, il tempo è la nostra vita; questa, infatti, è un certo numero di giorni, di anni … e se l’amore non spende la vita non è amore!

    L’amore, quello vero, infatti, si misura con il tempo, con la durata, con la fedeltà … e questo riguarda i nostri amori, quelli tra noi uomini, ma riguarda anche l’amore per Dio; la parabola delle dieci vergini ci dice proprio questo: la necessità di durare nell’attesa stando pronti, avendo con sé la forza dell’attesa di Lui. Sì, attesa di Lui; ecco cosa Gesù chiede: di attendere Lui e Lui solo! Questo fa parte di quella “pretesa” di Gesù di essere il termine ultimo di ogni nostro amore, anzi la pretesa di essere il primo in ogni nostro moto d’amore. Il prolungarsi dell’attesa è possibilità di una fedeltà che sappia farsi gesto umile e quotidiano, una fedeltà sempre pronta al di là delle imminenze.

    L’amore che Gesù chiede non è un’emozione che passa, non è una “stagione della vita”: è la vita!

    La parabola non specifica cosa sia quell’olio che le vergini hanno o non hanno; se è chiaro che lo sposo e Lui, il Messia veniente, se è chiaro che le vergini sono la Chiesa sua sposa (ecco perché la sposa non appare per niente!) e nella sua molteplicità, l’olio delle lampade non è detto chiaramente cosa sia … d’altro canto questa è una parabola e non un’allegoria (l’allegoria vuole che ogni elemento del racconto rinvii ad un’altra realtà) …
    Credo che qui si voglia parlare solo di una pienezza; dinanzi al Veniente si può essere pieni o vuoti! Insomma è vigilante chi ha vera capacità di attesa, un’attesa nutrita dalla Parola, nutrita dalla vita fraterna, nutrita di atti concreti che rendano visibile l’Evangelo … Le vergini sagge sono tali perché hanno vissuto il tempo dell’attesa fedeli nell’amore, dando al loro amore per Gesù una durata che non si stanca, che non viene meno, che non si ferma divenendo così una “stagione della vita”, hanno vissuto il tempo dell’attesa riempiendosi di vita sensata, una vita nutrita dalla Parola e con lo sguardo fisso solo su Gesù.

    L’invito finale della parabola: Ecco lo sposo, andategli incontro! non è allora solo un grido escatologico, non riguarda solo l’ultimo giorno, ma è un invito ad andare incontro a Lui in ogni giorno, facendo di ogni giorno un giorno carico di Lui, proteso verso Lui.

    La parabola sottolinea che questo è richiesto ad ognuno nella Chiesa; ciascuno ha la sua parte unica e irripetibile in questa storia; non sono possibili supplenze di nessun tipo; non è possibile prendere l’ “olio” di un altro! Ci sono degli atti di salvezza che solo io posso compiere, che nessun altro potrà supplire a pieno; se quegli atti di salvezza non li compio io, nella storia permarranno dei “buchi”, dei “vuoti” che ritardano il Regno e la sua pienezza; è questo un forte richiamo alla nostra personale responsabilità nei confronti della storia e dell’umanità tutta; non ci sono dei “sì” e dei “no” privati … i nostri “sì” ed i nostri “no” hanno ricadute sulla storia della salvezza! È enorme ma è così! Ciascuno deve fare la sua parte! Se il Regno, che pure invochiamo ad ogni Paterritarda è perché troppi discepoli di Cristo, nella storia bimillenaria della Chiesa si sono sottratti dal dare la loro parte, hanno lasciato dei vuoti …

    L’ “olio” è rimando al rapporto con Gesù che è relazione tra cuore e cuore, tra vita e vita; l’olio è richiamo alla luce che Lui dà a ciascuno la possibilità di accendere. Chi non ha la sua luce cammina nella tenebra tanto da restare celato a se stesso ed al Signore (non vi conosco! dice lo sposo della parabola).

    La storia ha bisogno di testimoni prudenti, capaci di vivere la vita in un amore fedele che non si stanca, testimoni che custodiscono la luce dell’Evangelo su cui hanno scommesso non per una stagione della vita, ma per tutta la vita.

     

    attesa Regno di Dio Tempo Ordinario Vangelo

    Articoli correlati

    “Peccato contro il creato e il Creatore”: la Commissione teologica internazionale rilegge la crisi ecologica

    3 Settembre 2026

    Leone XIV apre il Tempo del Creato. Fino al 4 ottobre iniziative per celebrare la “casa comune”, opera del Creatore

    2 Settembre 2026

    Enzo Bianchi, la strada del dialogo

    1 Settembre 2026

    Amatela la Chiesa. Anche se fragile, resta straordinaria educatrice di libertà

    1 Settembre 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...