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Piedimonte Matese. Ad Angelo Bottone il “Premio Italia Giovane”, imprenditore a Milano e un progetto di sviluppo per il Matese

Studia alla Ragioneria, come tanti. La sua passione è la realizzazione di siti internet e lo studio delle start up. Poi il salto nel mondo del marketing digitale

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Angelo Bottone, solo 25 anni, e un curriculum che ne vale molto di più.
Nato a Piedimonte Matese, a 19 anni parte per Milano per perfezionare le sue conoscenze, per migliorarsi, per imparare cose nuove.
In questo percorso di scommesse e successi gli sono accanto i genitori, i primi da sempre a scommettere su di lui.

Oggi è un solido esperto di marketing e campagne di crescita dio note aziende italiane, ma il primo investimento lo ha fatto su se stesso, in età giovanissima fino a diventare Growth Hacker & Co-Founder di impacton.ch, società che si occupa della crescita di imprese e associazioni del terzo settore, in termini di visibilità e di impatto.
Tutto questo, ieri, gli è valso il Premio Italia Giovane, iniziativa ideata dall’Associazione Giovani per Roma rivolta alle nuove generazioni che riconosce in dieci figure under 35, valide testimonianze da condividere e diffondere nella società, del presidente RAI Marcello Foa, del  Ministro alle Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora, del Professore Paolo Boccardelli, Direttore della Luiss Business School, quest’ultima che ha ospitato l’evento digitale quest’anno sul tema “SmartSociety: Competenza, Innovazione e Coraggio per il rilancio” (vai al sito dell’evento).

“Mi sono diplomato alla Ragioneria, e sono uscito con il voto più basso…”.
È la prima cosa che Angelo chiarisce per spiegare che la storia di un talento, in Italia, non sempre viaggia di pari passo con il metodo di studio e di valutazione della Scuola.
“Studiavo poco o nulla; il pomeriggio a casa mi dedicavo alla realizzazione di siti internet; all’esame di maturità ho parlato dell’e-commerce…. Ma ho sempre trovato nei miei docenti dell’Istituto tecnico commerciale De Franchis, disponibilità e apertura nei confronti dei miei sogni…”

Riassume così in poche parole il suo profilo, orgoglioso di aver sempre creduto che da qualche altra parte sarebbe potuto crescere, a piccoli passi e non senza sacrifici.
Si appassiona al mondo delle start up, che in Italia fino a pochi anni fa erano una frontiera a dir poco temibile, ma Angelo crede – come tanti altri – che il futuro è nel nuovo, nella creatività, nelle potenzialità che vengono dal basso, proprio come lui.
E parte da poco, guadagnando 120 euro al mese, facendo quotidianamente la spola Piedimonte-Napoli: “L’abbonamento del treno mi costava cento euro; poi per prendere un caffè ogni giorno, ci hanno pensato i miei genitori…”.

La partenza per Milano a 19 anni corrisponde alla scoperta di un nuovo mondo, di nuova formazione. Vanta collaborazioni di marketing in Tod’s, Scuola Zoo, Hogan, poi con giovani start up e con Davide Del Maso (affermato docente e coach di Social Media Marketing, tra i più giovani d’Italia).
Poi arriva l’esperienza da freelance che gli consente di meditare un progetto tutto suo – questa volta fuori dal business dei grandi brand italiani – che si rivolge al terzo settore, al mondo del volontariato e dell’associazionismo.
Il 13 giugno 2020, festa di Sant’Antonio di Padova, la Basilica del Santo, grazie ad impacton.ch, la società di Angelo Bottone, va sul web con una veste tutta nuova: “Si tratta di un contesto, quello del volontariato e dei contesti religiosi – speiga lui – che ancora fanno fatica a stare al passo con il digitale e suoi vantaggi: se le aziende fanno business, le associazioni fanno impatto e devono crescere in tal senso, e gli strumenti sono fondamentali”.
In una settimana la pagina facebook della Basilica di Sant’Antonio passa da 30mila e 70mila like, e i religiosi scoprono che il popolo della rete corrisponde a quello dei fedeli, dei pellegrini che tante volte sono ricorsi al Santo, dunque che il web è più vicino che mai.

“La pandemia, che non avremmo mai voluto,  – spiega il nostro giovane manager – e che continua a mietere vittime ingiustamente, in termini di contatti digitali ci ha spinti in avanti; ci ha consentito di ripartire da un punto su cui, in Italia, eravamo fermi da tempo”.

In una foto che lo ritrae in occasione del conseguimento del Master per professionisti in Business & Data Analysis all’ InnovationSchool di Talent Garden.

Seppur giovane, seppur ostinatamente convinto dei vantaggi del social marketing anche al terzo settore, Angelo ci mette in guardia sui rischi di un’overdose da digitale: “Il valore di base di associazioni, enti benefici, e società simili è sempre stato il face to face, l’incontro personale con la gente, i contatti, gli sguardi, le emozioni dei racconti e delle testimonianze di vita. Lo scambio di informazioni sulle idee e i progetti finalizzati alla beneficienza tante volte si è svolto nelle piazze, davanti ad un banchetto… Tutto questo permette quello scambio di umanità, di positività che non c’è in altri contesti. Ma le distanze sociali imposte in questo momento storico impongono a tutti un cambio di rotta e competenze adeguate per non restare indietro. Il fine resta lo stesso: la promozione umana, la beneficenza, ma gli strumenti si potenziano….”.

Come salvare allora il valore di fondo di queste esperienze se il rischio è quello di acuire le distanze sociali per l’uso degli strumenti digitali?
La risposta viene ancora da un’idea di Angelo, ma non è solo teorica perché concretamente già rivolta alla tutela dell’uso improprio e smodato dei moderni mezzi di comunicazione soprattutto tra le giovani generazioni. “Collaboro ad un interessante progetto che nel 2019 ha formato circa 30mila giovani e genitori in tutta Italia sull’utilizzo consapevole del web e dei social network. Si tratta di socialwarning.it, esperienza che non possiamo sottovalutare proprio per far sì che tali strumenti siano ben investiti ma non siano subìti”.
Poi aggiunge, da giovane quale è: “Guai a togliere un cellulare dalla mani dei ragazzi, ma avere un approccio diverso con esso, sì è possibile”.

E sempre durante la pandemia da Covid19, la scorsa primavera promuove una serie di raccolte fondi che coinvolgono imprenditori e artisti dello spettacolo anche per una donazione all’Ospedale Sacco di Milano.

La sua immediata prospettiva sono i giovani come lui, i talenti come lui che troppe volte sono costretti a lasciare i luoghi dove si è nati e cresciuti (qualcuno lo fa molto a malincuore) per trovare la strada.
Angelo Bottone, contento di vivere a Milano (“diversamente non sarei potuto crescere”) ha deciso di non tagliare con le sue radici, ma di prendersi cura di chi vuole aprirsi prosettive di lavoro qui nel Matese, in altocasertano, senza per forza fare una valigia…
Ha imparato, continua a farlo e continua a sognare, ma soprattutto a “vestire” i suoi progetti di un’anima. È convinto che progresso e tradizione possono convivere, soprattutto in una terra come questa che non si scolla dai suoi valori storici, religiosi, identitari ma piuttosto ne fa un potenziale e una spinta interiore e motivazionale.

La novità? “Sto lavorando insieme ad un team di 6-7 persone, al progetto Localz da impiantare a San Potito Sannitico (e il piccolo paese ai piedi del nostro appennino si conferma laboratorio permanente di innovazione, ndr) che prevede insieme una scuola di digitale e uno spazio creativo per start up: combattiamo la fuga di cervelli e sosteniamo un nuovo modo di fare impresa in maniera del tutto gratuita”.

E ora diteci se tutto questo non sia altrettanto da premiare.

Angelo, come al primo rigo…ha soli 25 anni, energie, motivazioni, e idee per tutti.

Dove vuoi arrivare? Domanda che s’impone difronte ad un ragazzo che colleziona successi e svolge un lavoro che quotidianamente analizza risultati.
Nella sua risposta c’è tutto, la voglia di migliorare il mondo e dare una speranza anche ad altri: “La questione non è dove vuoi arrivare nella vita, ma quali sono le cose che vuoi cambiare… La mia esigenza è portare alla gente ciò che ancora non c’è, ciò che può migliorare la vita delle persone e dei luoghi”.

La chiacchierata si chiude però con una prospettiva e una domanda, questa volta da parte sua: “Ma non pensi che il Sindaco di una città sia quella persona in grado di mostrare il volto migliore di un contesto che tanti giovani hanno lasciato? Sarebbe bello che la politica ben fatta  susciterebbe la voglia di tornare, che spianasse strade, che accendesse un faro su progetti possibili e condivisibili”.

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