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PROGRAMMI. L’Avvento in Azione Cattolica è “stare svegli”: formarsi, rimanere popolari, contagiare di Vangelo le comunità

Fino a Natale, il calendario degli incontri di Acr, giovani e Adulti, prioritaria resta la proposta formativa che vede così l'Associazione impegnata nella Chiesa

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Se attendere e vegliare sono il binomio che traducono in azioni il senso dell’Avvento, l’Azione Cattolica della Diocesi di Alife-Caiazzo ha deciso di stare sul pezzo.
Se il Covid ha frenato iniziative e purtroppo anche qualche idea, è stato solo per il tempo necessario a rendersi conto che la vita dell’AC andava un attimo ritoccata…
Da parte dei giovani, a livello diocesano e parrocchiale, non sono mancate proposte, anche con la fatica di una distanza che al mondo dell’associazionismo (ecclesiale e non solo non piace del tutto); e ancora continuano, inserite in una programmazione più organiza che adesso, all’inizio del nuovo anno associativo coinvolge nello specifico anche gli adulti e gli educatori dell’ACR.

 

Si riparte, A vele spiegate, così come recita lo slogan dell’AC in occasione delle nuova campagna di adesioni; ma si riparte soprattutto per l’esigenza comune a tutti di tornare ad incontrarsi e formarsi, facendo del confronto e della crescita umana e spirituale l’impegno solido, quello che forma i cittadini…credenti.
Un fitto calendario, di date e di titoli, a disposizione di chiunque voglia partecipare è stato appena reso noto alle parrocchie. Appuntamenti che s’incrociano e non escludono nessuno, spaziando dalla formazione sull’identità associativa a quella spirituale: il necessario bagaglio per essere pronti e propositivi nelle proposte, nelle idee e nei contenuti.
Quale Azione Cattolica ci attende?
Quella che continui ad imprimere uno stile (Perché sia formato Cirsto in voi è il titolo scelto per il progetto formativo e confermato nella nuova edizione appena stampata), quella che non smetta – nei propositi e nelle azioni – la scelta della popolarità, ossia di una quotidianità vissuta accanto alla gente e alla Chiesa, ai sacerdoti, ai vescovi, per servire il Vangelo, per trasformare l’esperienza formativa in annuncio, in un passaparola contagioso.

 

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