Home Attualità Terra dei fuochi: roghi sempre accesi ma riflettori spenti

Terra dei fuochi: roghi sempre accesi ma riflettori spenti

Avvenire, il quotidiano cattolico, l'unico in Italia che ha dedicato alla Terra dei fuochi il maggior numero di pagine e di inchieste, mette sotto la lente il lavoro di altre testate nazionali. Dalla Campania si alza la voce di Potere al Popolo sull'immobilismo e la cecità politica ancora perdurante

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La “denuncia” di un calo d’ attenzione sulla terra dei fuochi viene da un piccolo articolo pubblicato oggi su Avvenire, il quotidiano della Chiesa Cattolica italiana, a firma  di Umberto Folena.
Un “richiamo” al modo di fare ed essere informazione, passando in rassegna le pagine dei maggiori quotidiani italiani e lo spazio da essi dedicato al dramma della terra dei fuochi: un fumo che brucia e provoca morte perennemente alimentato non solo dai rifiuti che giacciono e sono sversati, ma anche dal grado costante di indifferenza intorno al problema.
Folena non mette in dubbio che il lavoro maggiore sul caso lo porta avanti da alcuni anni proprio il quotidiano Avvenire, mentre alla notizia delle ultime ore e cioè dello studio avviato dalla Procura di Napoli Nord e dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sui cittadini che vivono in quel territorio, tra le province di Napoli e Caserta che mette in evidenza la crescita esponenziale di tumori e malformazioni (scarica il documento), i quotidiani italiani rimandano a brevi pezzi che il lettore dovrà pazientemente andare a cercare: La ‘Repubblica’ dedica al report, al piede di pagina 19, il servizio di Raffaele Sardo: «La verità sulla Terra dei fuochi». Sul ‘Corriere’ bisogna andare a pagina 25 per rintracciare lo striminzito colonnino di Fulvio Bufi: «Tumori legati ai rifiuti. Ecco le prove». Notizia sconvolgente? Non quanto la morte misteriosa dell’ex fidanzata del calciatore tedesco Jerome Boateng e la banda di bosniaci che svaligiava gli appartamenti dei vip tra cui – è sempre il calcio a far notizia – quelli di Diletta Leotta e del giocatore dell’Inter Hakimi: una pagina a testa (U. Folena, È proprio vero: i giornali non sono affatto tutti uguali, Avvenire 13.02.2021).
Ma quella del Calcio imperante è notizia (e riflessione amara) ormai nota a tutti.

Il caso riguarda un piccolo fazzoletto di terra (426 kmq rispetto ai 13.600 dell’intera regione), ma di un concentrato tossico come pochi e un concentrato di malattie come pochi in Europa (unico!).

Forti furono le parole id Federico Quaranta per il programma di RaiUno Linea Verde (marzo 2019. Vedi), mentre attraversava in canoa il lago Matese immerso nella purezza dei nostri luoghi e nella naturalezza ancora intatta descrivendola come “La Terra dell’acqua che spegne la Terra dei fuochi!”.
Osservazione di cui andar fieri ma non a legittimare la nostra distrazione nei confronti di una terra che è a 40 chilometri da qui. Perchè pur rimanendone fuori da quei fumi, da quelle discariche, non siamo al di fuori di un circuito di malattie subdole e silenti, e neppure siamo al di fuori, come spesso appare sotto gli occhi di tutti, di piccoli atteggiamenti “malavitosi” nei confronti del nostro ambiente naturale: discariche a cielo aperto improvvisate un po’ ovunque a colorare la macchia verde che caratterizza la bella pianura alifana e i monti del Matese.

È di ieri un’altra denuncia all’inerzia e alla cecità della politica secondo il giudizio severo di  Potere al Popolo – il cui rappresentante in Campania, Giuliano Granato – a fronte degli studi annunciati della Procura e dell’ISS ricorda: “Io non dimentico l’allora Ministra Lorenzin che nel 2014 attribuiva l’alto tasso di tumori nella Terra dei Fuochi agli stili di vita, al troppo fumo, troppo alcol o ai troppi cibi grassi. Non dimentico il Presidente della Campania De Luca che nel 2018 affermava che la Terra dei Fuochi, parole sue, non esiste. E non dimentico che il nuovo Consiglio Regionale campano, insediatosi dopo le elezioni di settembre 2020, con la complicità finanche del gruppo M5S, ha eliminato la Commissione Speciale Terra dei Fuochi. Non ha più lacrime la gente della mia terra, ma ha ancora fiato per gridare che questa classe dirigente che li ha traditi e venduti, noi non la vogliamo”.

Da ieri, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa non è più al Governo.  È nato un nuovo Ministero della Transazione ecologica, affidato dal primo ministro incaricato, Mario Draghi al fisico Roberto Cingolani.
La parola “ambiente” per quanto complessa e comprensiva di tante sfumature, tuttavia ci parlava e ci procurava alla mente immagini di spazi, luoghi, contesti, vite, volti.
Un po’, ad averla persa, non rischia di distrarci dall’obiettivo di oggi a fronte dei risultati attesi per domani (anch’essi necessari)? Ma attendere e conoscere è prioritario ed educato rispetto ad un giudizio che in queste ore sarebbe improprio.
La Terra dei fuochi, anch’essa attende…

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