Home Chiesa e Diocesi Il Vescovo Giacomo Cirulli all’Azione Cattolica: cosa significa donare la vita?

Il Vescovo Giacomo Cirulli all’Azione Cattolica: cosa significa donare la vita?

Ieri sera il primo incontro tra una realtà associativa di Alife-Caiazzo e di Teano-Calvi. L'esperienza "in persona episcopi" è prova di umiltà e comunione. Meditazione spirituale sui temi della Passione di Cristo, ancora una volta via web. Il Covid cambia ma non frena il cammino dei credenti

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La sequela e il servizio al centro della meditazione del Vescovo Mons. Giacomo Cirulli con l’Azione Cattolica di Alife-Caiazzo e Teano-Calvi.
Il Consueto ritiro spirituale che l’Azione Cattolica alifana vive prima di Pasqua è divenuta occasione di condivisione, non solo con il Vescovo, ma anche con la famiglia AC di Teano… Nella missione di annuncio del Vangelo che la Chiesa affida ai laici e alla loro creatività pastorale e spirituale ci sono i segni del cammino futuro di queste due Chiese dell’Alto Casertano. Ieri sera sul web l’immediato confondersi di ben 130 volti e voci è stata la prima prova sinodale di laici e sacerdoti ben riuscita.

“L’Unione in persona episcopi è una sfida che si gioca sull’umiltà e la comunione; un cammino che non temiamo e che affronteremo con la bussola della preghiera”, in apertura dell’incontro, le parole di Mafalda Maciariello, delegata regionale di Azione Cattolica, originaria della Diocesi di Teano. Nelle sue parole l’affetto e l’attesa di tutta l’AC campana…

I saluti di benvenuto da parte di Cinzia Brandi e Pio De Maio rispettivamente presidenti di AC in Alife-Caiazzo e Teano-Calvi: il pensiero unanime per un’Associazione capace di servire e di esserci sotto la Croce di Cristo, che vuol dire proporsi nelle situazioni di dolore e di sostegno alla vita e alla formazione dei fratelli…

Il Vescovo è partito dal Vangelo più vicino, quello di Marco appena proclamato nella Domenica della Palme: a fronte dei tanti che scappano da Gesù e come Pietro guardano a distanza la sua Passione, le donne restano l’immagine di una fedeltà costruita e maturata nel tempo; lo avevano seguito durante la sua missione, lo avevano servito e i verbi che traducono entrambe le azioni non lasciano spazio ad altre interpretazioni: “chi segue Gesù ha scelto di camminare sui suoi passi, di fare allo stesso modo del Maestro. Questa la “chiamata per i laici di Azione Cattolica in particolare”, così Mons. Cirulli.

Anticipando la Sacra scrittura che sarà proclamata nei giorni della Passione il Pastore si è soffermato sull’immagine forte, concreta, vera della lavanda dei piedi descritta dall’evangelista Giovanni, racconto che propone un linguaggio e una riuflessione più impegnative rispetto alla missione del Figlio di Dio.
Ai laici di Ac, il Vescovo ha voluto ricordare il senso più profondo dell’offerta: “La lavanda dei piedi ci dice che impatto deve avere la nostra vita di discepoli… L’offerta che Cristo fa di se stesso ci dice che la vita è servizio fino al dono della vita stessa (…), sì perché dopo quel gesto eclatante compiuto nel cenacolo, Gesù non si ferma, ma va incontro alla morte. E di fronte alla croce non è scappato…”.

Tra il Vangelo e la vita passa la difficoltà tutta umana di non riuscire ad essere come Lui, il limite di tenersi a distanza da un impegno che compromette la quotidianità nel servizio totale e gratuito… In questa riflessione che interpella personalmente ogni battezzato Mons. Cirulli come già nelle precedenti occasioni di incontro con le comunità è tornato a chiedere “Dove eravamo 40 giorni fa all’inizio di questa quaresima? E quanta strada abbiamo fatto?”.

Al credente a cui non si chiede la vita fisica, il Pastore ha ricordato un altro tipo di impegno, quello di “di svuotare noi stessi – alla maniera di Gesù – e di guardare il mondo con i suoi occhi”, quindi di far prevalere Cristo, meno gli egoismi personali; di più la Sua parola, meno la nostra…

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