Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Chiesa e Diocesi»Livatino è beato, il Papa: “Martire di giustizia, sia esempio di legalità per tutti”
    Chiesa e Diocesi

    Livatino è beato, il Papa: “Martire di giustizia, sia esempio di legalità per tutti”

    Redazione10 Maggio 2021Nessun commento

    Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

    L’argento cesellato del reliquiario con la camicia azzurra a quadri macchiata di sangue splendeva questa mattina sotto le volte barocche in oro della cattedrale di Agrigento, dove l’intera Sicilia ha celebrato la beatificazione di uno dei suoi più luminosi testimoni: Rosario Livatino, il giovane giudice assassinato dalla mafia a 38 anni, che la Chiesa ha proclamato beato e che commemorerà ogni 29 ottobre.

    Il ritratto di Rosario Livatino nel drappo scoperto dopo la formula di beatificazione
    Il Papa: “Martire della giustizia e della fede”

    Papa Francesco, al termine del Regina Coeli, ha reso omaggio a questo “martire della giustizia e della fede”: “Nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo, che non si è lasciato mai corrompere, si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere“, ha detto il Pontefice, affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico. “Il suo lavoro lo poneva sempre sotto la tutela di Dio, per questo è diventato testimone del Vangelo fino alla morte eroica. Il suo esempio sia per tutti, specialmente per i magistrati, stimolo ad essere leali difensori della legalità e della libertà. Un applauso al nuovo beato!”.

    Palme e lenzuoli bianche per celebrare la beatificazione

    Nella basilica agrigentina del XII secolo, ornata da palme, simbolo del martirio, dove campeggiava un dipinto del magistrato con indosso la toga, scoperto dopo la lettura della formula di beatificazione, erano pochi i presenti alla cerimonia presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Un intero popolo ha tuttavia partecipato, tramite la tv, gli streaming web o la semplice preghiera, a questa celebrazione tanto attesa. Una festa grande per la regione, come testimoniavano le lenzuola bianche e i manifesti appesi da ieri in tutta la città e in molti altri luoghi della Sicilia. A cominciare da quella Canicattì dove il giovane magistrato abitava e dove, la mattina del 21 settembre 1990, trovò la morte per mano di un commando mafioso che avvicinò in moto la sua Ford Fiesta e, dopo una disperata fuga, lo freddò in mezzo a una scarpata.

    La camicia macchiata di sangue

    Una scena cruenta, della quale rimangono oggi, dopo 31 anni, quelle chiazze di sangue rappreso sulla camicia che ha costituito finora un “reperto” nei diversi processi in Corte d’Assise a Caltanissetta. La Curia di Agrigento ha chiesto e ottenuto in via temporanea l’affidamento di questa sorta di reliquia, che resterà esposta per la venerazione dei fedeli nella sua teca argentea dove sono evidenti le scritte “Codice penale – Vangelo”. Una sintesi, queste due parole, di quelle che sono state le direttrici della vita e dell’opera di Livatino: la giustizia e la fede. “Una giustizia sostenuta dalla credibilità di chi per la giustizia si spende fino a dare la vita”, ha detto il cardinale Semeraro in una intensa omelia. Ricordando quelle tre lettere “STD, Sub Tutela Dei”, che Livatino “scriveva in pagine particolari e qualche volta ha scritto sovrastato dal segno della Croce”, il cardinale ha affermato: “Livatino è morto perdonando, come Gesù, i suoi uccisori. È il valore autentico delle sue ultime parole dove risentiamo l’eco del lamento di Dio: popolo mio, che cosa ti ho fatto”. Non “un rimprovero”, né “una sentenza di condanna”, ma “un invito sofferto a riflettere sulle proprie azioni, a ripensare la propria vita, cioè a convertirsi”

    La teca contenente la camicia insanguinata indossata dal giudice Livatino al momento dell'agguato
    La teca contenente la camicia insanguinata indossata dal giudice Livatino al momento dell’agguato
    La tomba del beato Rosario Livatino a Canicattì
    La tomba del beato Rosario Livatino a Canicattì
    Eroe della legalità e martire di Cristo

    E tante conversioni ha suscitato in questi anni la testimonianza del beato: “Eroe della legalità”, certo, ma soprattutto “martire di Cristo”, ha detto Semeraro. Come affermava Papa Paolo VI: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, e se ascolta i maestri è perché sono testimoni”. Ecco, Livatino è stato testimone e testimone “credibile”: “La sua morte non è solo il sacrificio di un rappresentante delle istituzioni ed è stata anche più della uccisione di un magistrato cattolico. Egli è testimone della giustizia del Regno di Dio che affronta il male per salvare vittime e carnefici”, ha affermato il prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

    Il postulatore: testimone dell’inconciliabilità tra Vangelo e mafia

    All’inizio del Rito, il postulatore della causa di canonizzazione, monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace, ha ricordato la vita di Rosario Livatino. “Il suo martirio – ha detto – è stato ed è tuttora testimonianza della insanabile inconciliabilità tra Vangelo e mafia”. Il “silenzio” che gli fu imposto oggi è “un canto di lode” e “onora la magistratura”.

    Montenegro: “Il grido di Wojtyla ancora attuale”

    Prima della conclusione, ha preso la parola il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, che ha ringraziato il Papa per aver iscritto nel registro dei martiri questo figlio della terra di Sicilia: “È il primo giudice proclamato martire a motivo della fede professata e testimoniata fino all’effusione del sangue”. “Quanto abbiamo vissuto ci responsabilizza a testimoniare con coraggio il Vangelo con una vita di fede semplice e credibile come quella del giudice Livatino”, ha aggiunto il porporato, esprimendo il concreto auspicio “che questa nostra terra di Sicilia, che purtroppo ancora soffre a motivo della mentalità mafiosa, faccia tesoro di questa lezione”. Il pensiero del cardinale Montenegro è andato ai “tanti magistrati, uomini delle forze dell’ordine, politici e a quanti altri sono stati vittime della violenza dei malavitosi ma anche a coloro ai quali era rivolto il grido di San Giovanni Paolo II”. Quell’accorato appello, “Convertitevi”, che – ha ricordato Montenegro – il Pontefice polacco elevò proprio in questo stesso giorno, il 9 maggio del 1993, proprio sotto il cielo di Agrigento, nella Valle dei Templi, e proprio dopo aver incontrato i genitori del giudice Livatino.

    Fonte vaticannews.va

    beatificazione rosario angelo livatino

    Articoli correlati

    “Al Grest abbiamo messo i bambini al centro: così è cresciuta tutta la comunità”, la testimonianza

    17 Luglio 2026

    Nomadelfia torna a Piedimonte: in piazza lo spettacolo della fraternità

    17 Luglio 2026

    Piedimonte Matese. Il canto che non si è mai spento: la storia del Monastero SS. Salvatore torna a vivere in un libro

    16 Luglio 2026

    Suore degli Angeli, 135 anni di storia: una speranza che continua a generare futuro

    16 Luglio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...