Home Curiosità C’è una Madre che unisce i suoi figli, da Alife a Montreal

C’è una Madre che unisce i suoi figli, da Alife a Montreal

Gli alifani residenti a Montreal in Canada dopo la festa di San Sisto hanno reso omaggio alla Madonna della Grazia

821
0

È forte il desiderio di casa per i numerosi alifani residenti a Montreal in Canada; un legame mai reciso per tutti quelli partiti anni fa dall’Italia in cerca di un futuro lavorativo, economico e sociale più stabile e sicuro su cui fondare una nuova famiglia.

Il legame è in quella antica devozione popolare che dai luoghi di origine hanno messo nei bagagli insieme a tanti dolori e molteplici speranze e trasferito con loro oltre oceano: è il caso della festa dedicata alla Madonna della Grazia, che dopo quella del patrono di Alife San Sisto, viene celebrata a Montreal nel parco e nella chiesa che i nostri italiani hanno riservato per se stessi, per quei momenti di famiglia e di condivisione coinvolgendo anche numerosi altri emigrati, di altre regioni italiane, in questa routine di ritorno e di viaggio nel passato, occasione sempre attesa per rimarcare d’inchiostro i propri dati anagrafici.

Domenica scorsa, in anticipo rispetto alla Madonna della Grazia che ad Alife verrà celebrata domenica prossima, loro hanno organizzato tutto, il passaparola, la processione, la messa e il pranzo in comune, segno di quella comunità che vuole ritrovarsi insieme e condividere…
Condivisione, sì, è una delle esperienze più intense per quanti in America cercano di ritagliarsi uno spazio per ricordare chi sono, da dove vengono, chi sono diventati e quali valori li hanno sostenuti.
Vuoi allora che la comune festa di paese (che in questo caso è di comunità) diventa, alla vecchia maniera, occasione per essere famiglia, come non accade più per noi rimasti qui, e intorno a Maria nascono le preghiere povere, spontanee, antiche…
A loro dobbiamo un “grazie” per quella perseveranza, per la semplicità, per essere ancora legati, per ricordarci (ad Alife e in ogni altro paese di questo Matese) quel seme da cui proveniamo, quell’origine che ci fa ancora oggi terra sana, di persone buone, dove i legami esistono…
E grazie a quei pochi adolescenti o ai bambini in processione, e poi in prima fila con i nonni; ormai la terza o la quarta generazione senza alcuna accento italyano, senza nessun ricordo da riscaldare nel cuore: fanno sperare, anche poco, di aver raccolto un impegno…

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.