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    Home»Primo Piano»Piedimonte Matese. Il “nuovo” Palazzo Ducale, ecco come sarà
    Primo Piano Territorio

    Piedimonte Matese. Il “nuovo” Palazzo Ducale, ecco come sarà

    Grazia Biasi5 Gennaio 20221 commento

    L’antica dimora della famiglia Gaetani dell’Aquila d’Aragona, nel centro storico della Città potrebbe diventare presto un laboratorio di scienza e cultura: è di pochi giorni la notizia, comunicata dal sindaco Vittorio Civitillo e dal suo gruppo di Maggioranza, che l’Agenzia per la Coesione Territoriale ha approvato l’elenco delle idee progettuali risultate idonee (quindi finanziabili) che mirano alla riqualificazione e rifunzionalizzazione di siti nel Mezzogiorno destinati ad usi e funzioni di carattere innovativo.

    Veduta del centro storico con l’imponente Palazzo Ducale

    Nel caso di Palazzo Ducale, dei fabbricati e delle aree circostanti (progetti di recupero anche per il Museo Civico), il progetto prevede nello specifico la realizzazione di un ecosistema dell’innovazione nel campo agro-forestale e agroalimentare per l’area del Matese per un importo di  28.760.000 euro ma serviranno nuovi step, nuove fasi valutative e burocratiche prima dell’ok definitivo e l’inizio della fase di recupero tanto attesa dalla popolazione.

    Dopo anni di trattative politiche più volte avviate e talvolta infrante e di azioni popolari, oggi la storia di Palazzo Ducale riceve una spinta in avanti e con essa, ci si augura, la comunità civile locale e di tutta la Provincia di Caserta (ambizioso ma non impossibile) possa trovare in questo luogo l’occasione per crescere. In che modo?
    Scienza e cultura, sono le strade verso il progresso: ambizioni che non tradirebbero lo spirito dell’antica famiglia che fece di questo luogo una fucina di arte, di incontri, di alti confronti… soprattutto nell’illuminato tempo del Regno nel XVIII secolo.

    Su queste prospettive si è mossa l’azione dal basso del Comitato civico Recuperiamo Palazzo Ducale che negli ultimi anni ha promosso tra la popolazione una rinnovata attenzione al patrimonio che il Palazzo ha rappresentato e al potenziale che ancora può esprimere: costanti le interlocuzioni con la politica locale e provinciale per garantire alla dimora storica della famiglia Gaetani D’Aragona una parziale ma urgente messa in sicurezza; impegno in cui si è innestato quello della politica di Governo sollecitato dall’on. Margherita Del Sesto. Nel 2020 è stata così finanziata la manutenzione delle coperture della parte pubblica terminata da poche settimane, per un importo di 500mila euro.

    La facciata di Palazzo Ducale, anch’essa interessata da lavori di consolidamento, da poco liberata dalle impalcature

    Oggi, a farsi promotore dell’idea progettuale di recupero e riqualificazione, su iniziativa del Comune di Piedimonte Matese, è il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Biologiche e Farmaceutiche (DISTABiF) dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli che per la sua interdisciplinarietà (settore agrario, alimentare, forestale, farmaceutico, biotecnologico, biosanitario, ambientale…) riesce sull’intero territorio provinciale a coniugare cultura, ricerca, risultati contribuendo dentro e fuori le aule universitarie, allo sviluppo civile, sociale ed economico del proprio territorio.
    Partner del progetto, il Comune di Piedimonte e la Provincia di Caserta, proprietaria quest’ultima di una parte dell’immobile donato favore dell’Ente comunale in quanto supervisore tecnico e amministrativo del programma di ristrutturazione e valorizzazione messo in cantiere e in attesa di approvazione definitiva. La Provincia resterà interlocutore privilegiato mettendo a disposizione le competenze del settore edilizio e al termine dei lavori la promozione di quanto si realizzerà in Palazzo Ducale contribuendo ad estendere, oltre i confini matesini, l’ambiziosa mission che rivestirà la Dimora. L’intero iter dei lavori avverrà in stretta sinergia con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Caserta e Benevento

    Cosa accadrà nelle sale di Palazzo Ducale? La sua destinazione – secondo il progetto – terrà conto della naturale vocazione dell’area del Matese campano ancora oggi ancorata alla produzione agricola e alla piccola e media impresa/industria. Sono tre i pilastri su cui si fonderà il polo di innovazione locale: un Centro di Alta formazione; un Incubatore rurale per il co-working; Sei Laboratori sperimentali.

    Il Centro di Alta Formazione
    In esso si provvederà a formare due profili professionali, quello di Manager di cluster delle Piccole e Medie Imprese (PMI) con particolare attenzione a Distretti, Filiere e Reti d’impresa; e quello di Gestore dell’innovazione delle filiere vivaistiche agro-forestali. Scelte dettati dai risultati di studi e ricerche condotte sull’area dell’appennino meridionale, con particolare riferimento alla Campania e al Matese, da cui si evincono significative assenze di figure professionali urgenti per qualificare sul territorio i settori della PMI e del comparto agro-forestale.

    Incubatore rurale per il co-working
    Guardando al modello europeo degli hub di coworking rurali, Palazzo Ducale si candida ad essere centro di condivisione del lavoro dove, in spazi comuni, è possibile stabilire contatti e collaborazioni tra professionisti di diversi settori, mantenendo ognuno la propria indipendenza: “Non si tratta di condividere una scrivania o una caffetteria” si legge nel Documento progettuale, “il territorio diventa laboratorio di progettualità e micro-imprenditorialità e permette di sviluppare idee e relazioni che generano valore”. Un principio rafforzato dall’esperienza scaturita da questo tempo di Covid19 che ha decentrato il lavoro delle grandi aree metropolitane verso nuovi e più distanti spazi. Previste per questo servizio una segreteria e 20 postazioni di lavoro dotate di ogni confort tecnologico.

     I Sei Laboratori sperimentali
    Questi nascono per trasferire le conoscenze tecniche e scientifiche realizzate in più grandi contesti, al territorio e farne, in loco, occasione di nuove sperimentazioni e occasione di formazione professionale.
    Vivaio prototipale di incremento forestale per sperimentare interventi di forestazione rurale e urbana in risposta ai nuovi mercati connessi ai cambiamenti climatici, alle emissioni di carbonio e alle certificazioni ambientali. Esso sarà accessibile sia alla comunità scientifica sia agli operatori forestali.

    Laboratorio di analisi delle biomasse locali che, considerando il loro largo utilizzo per l’alimentazione di caldaie a combustione, consenta di verificare l’effetto in atmosfera dei fumi prodotti dalle varie specie forestali in un’ottica di minimizzazione dell’impatto ambientale.

    Laboratorio di sperimentazione di tecniche di agricoltura di precisione nel campo della forestazione per favorire l’utilizzo del legno in tutte le sue parti, anche lo scarto. Anchec in questo caso il laboratorio sarà aperto a ricercatori e ad operatori forestali.

    Nursery per la coltivazione di essenze botaniche utili per l’assolvimento degli obblighi connessi con le pratiche di agricoltura biologica: laboratorio che punta a potenziare e preservare l’azione naturale degli insetti e l’azione di piante rifugio per essi; il tutto per favorire l’agricoltura biologica ancora marginale sul territorio.

    Impianto pilota di acquaponica: pratica colturale che unisce l’acquacoltura e la coltivazione idroponica. Quest’ultima è una pratica nella quale le piante vengono coltivate in assenza di terreno. Nel caso dell’acquaponica, i nutrienti fondamentali per la crescita delle piante vengono forniti dall’allevamento del pesce i cui scarti – azoto e fosforo – derivanti dall’escrezione e dalle deiezioni dei pesci e dalla decomposizione del mangime non ingerito, possono venire assorbiti dalle radici delle piante in coltura che direttamente immerse nell’acqua. Anche questo esperimento – in forma pilota – è risposta al cambiamento climatico e alle mutate condizioni ambientali che chiedono ad allevatori e agricoltori di rivedere i propri sistemi produttivi. .

    Mini-bioraffineria per l’estrazione di molecole bioattive dagli scarti agro-alimentari, volta al supporto della valorizzazione degli scarti prodotti nell’area matesina per la produzione di alimenti funzionali, additivazione di cibi e bevande, prodotti cosmetici e per la cura della persona, integratori alimentari, processi manifatturieri di prodotti tessili e pelle, prodotti intermedi chimici, mangimi per animali, saponi e detergenti, biopesticidi, applicazioni industriali (vernici e rivestimenti; adesivi e sigillanti; grasso e lubrificante; gomma; bioplastica).

    Si parla di biologico, di Dieta mediterranea, di crisi climatica, di qualità dell’ambiente e soprattutto dei boschi; di impiego di materie naturali in diversi settori industriali; di recupero demografico e coinvolgimento dei lavoratori e dei giovani diplomati e laureati. Palazzo Ducale nel progetto dell’Amministrazione guidata da Civitillo vuole diventare comunità che dialoga, cresce, produce, si reinventa.

    Comune di Piedimonte Matese innovazione tecnologica palazzo ducale piedimonte matese

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    1 commento

    1. Giovanni on 26 Ottobre 2022 14:52

      Ho vissuto a Piedimonte negli anni in cui ho frequentato l’Itas di via Scorciarini Coppola, fine anni ’70, e conosco bene il posto. Adesso che vivo al nord per motivi di lavoro mi riempie il cuore di gioia sapere che Palazzo Ducale sarà recuperato ed adibito a luogo di studio e ricerca avanzata.
      La prossima volta che ritornerò a casa verrò sicuramente a vedere cosa è stato fatto nel frattempo.

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