Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Attualità»Il ragazzo col bastone. Breiner David Cucamañe Lopez, il primo ambientalista ucciso nel 2022 a soli 14 anni
    Attualità

    Il ragazzo col bastone. Breiner David Cucamañe Lopez, il primo ambientalista ucciso nel 2022 a soli 14 anni

    Redazione25 Gennaio 2022Nessun commento

    Paolo Bustaffa – “Era poco più di un bambino, ma mostrava con orgoglio il ‘bastone del comando’ della guardia indigena studentesca Kiwe Thegna, impegnata nella difesa del territorio Nasa da boscaioli e minatori abusivi, dagli squadroni della morte fascisti dediti al narcotraffico e dagli ultimi irriducibili guerriglieri. Ed è probabilmente quel bastone che è costato la vita al giovanissimo ambientalista”. Scriveva così un giornale italiano nel pubblicare la notizia dell’assassinio di Breiner David Cucamañe Lopez avvenuto il 17 gennaio in Colombia.

    Quel bastone era il segno di un’autorevolezza che l’età di 14 anni aveva accresciuto facendo di quel ragazzo un simbolo scomodo.

    Questo spiega perché è stato ucciso mentre con un gruppo di adulti vigilava su quella terra, sulla casa del suo popolo. È stata l’ennesima vittima in un Paese in cui, solo nel 2021, hanno perso la vita 145 attivisti.

    La notizia ha richiamato all’opinione pubblica internazionale la violazione dei diritti umani e la strage di innocenti in Colombia, un Paese che, come altri in Sud America, continua a essere sfregiato dalla violenza. La notizia è stata rapidamente spinta ai bordi della cronaca da una informazione pressante sulla pandemia, sulle manovre per il Quirinale, su crisi e tensioni interne ed esterne.

    Ma se tutto questo è comprensibile non è giustificabile il “girare pagina” di fronte all’assassinio di un ragazzo che lottava per la giustizia ambientale e la giustizia sociale.

    “Nel suo sguardo limpido, ancora di bambino – scrive in controtendenza in prima pagina L’Osservatore Romano del 20 gennaio – si leggeva già la consapevolezza dell’adulto, dell’uomo che sa di avere delle responsabilità. Parenti e amici ricordano che amava definirsi un difensore della Madre Terra”. Crescono troppo in fretta i bambini ai quali la guerra, le diseguaglianze, la miseria hanno rubato e continuano a rubare il diritto a giocare, a sognare, a ridere, a immaginare il futuro. Davanti alla loro morte violenta nasce la domanda se essa abbia un senso, se il loro sacrificio serva a cambiare la direzione della storia. L’impressione è che spesso dopo essere stati vittime della disumanità questi ragazzi diventino vittime del “voltare la pagina” provocato da una informazione che non consente molte soste per riflettere e spinge oltre l’opinione pubblica. Certo, anche quelle dei media sono regole ma l’assassinio di un ragazzo di 14 anni in Colombia dice qualcosa che non può essere messo rapidamente da parte. La speranza non viene comunque meno, rinasce nei giovani che raccoglieranno “il bastone del comando” di Breiner David ribellandosi a scelte economiche e politiche che al pianeta stanno rubando il futuro.

    ambientalisti ambiente uccisioni

    Articoli correlati

    Missione Artemis II. Camminare sotto le stelle come Abramo

    15 Aprile 2026

    Memoria smarrita, coscienze in silenzio

    15 Aprile 2026

    Trump contro Leone XIV. Il cattolicesimo americano è il vero condensatore della crisi. L’INTERVISTA

    14 Aprile 2026

    Trump attacca Leone XIV: “Debole e liberal”. I vescovi Usa: “Il Papa non è un rivale né un politico”

    13 Aprile 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...