Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Chiesa e Diocesi»19 marzo. Fermare la guerra con il coraggio creativo di Giuseppe
    Chiesa e Diocesi

    19 marzo. Fermare la guerra con il coraggio creativo di Giuseppe

    Redazione19 Marzo 2022Nessun commento
    foto SIR/Marco Calvarese

    Gian Matteo Roggio – Sono stati davvero mesi intensi quelli che hanno preceduto l’odierna solennità di san Giuseppe. Un anno dedicato alla sua figura, una Lettera apostolica (Patris corde) per tracciarne il profilo, un ciclo di dodici catechesi nell’udienza generale del mercoledì. Un percorso voluto da Papa per “accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio” (PaC, epilogo).

    Nessuno però poteva immaginare che tale cammino si sarebbe confrontato con la follia della guerra che, in questo momento, insanguina l’Europa, mettendo in pericolo come non mai la pace mondiale e lo stesso futuro dell’umanità. Si parla infatti con troppa leggerezza di armi nucleari, di guerra nucleare, occultando il fatto – una volta lapalissiano – che ciò segnerebbe la fine del genere umano e della vita sulla Terra. È pur vero, però, che proprio questo inaspettato e drammatico confronto indica quanto fosse provvidenziale il cammino che Papa Francesco e la Chiesa hanno compiuto. Davanti alla follia della guerra, abbiamo bisogno di uomini e di credenti come Giuseppe.

    Guardando le immagini di morte che continuamente rimbalzano sui media e i volti dei milioni di profughi costretti a lasciare il proprio paese, “ci viene da domandarci perché Dio non sia intervenuto in maniera diretta e chiara […]; si ha sempre l’impressione che il mondo sia in balia dei forti e dei potenti” (PaC 5). Il “mancato intervento diretto” di Dio, da sempre, turba e scandalizza, soprattutto quando la guerra svela il suo vero aspetto ed impone le sue leggi inumane. Eppure, proprio questo “mancato intervento diretto” genera i collaboratori del Dio della pace, come Giuseppe: “Dio interviene per mezzo di eventi e persone. Giuseppe è l’uomo mediante il quale Dio si prende cura degli inizi della storia della redenzione. Egli è il vero “miracolo” con cui Dio salva il Bambino e sua madre” (PaC 5).

    Il “mancato intervento diretto” non è, allora, il segno della condanna e dell’abbandono del genere umano da parte del Dio della pace; o, peggio ancora, della sua non-esistenza. È, piuttosto, “la ‘buona notizia’ del Vangelo” che “sta nel far vedere come, nonostante la prepotenza e la violenza dei dominatori terreni, Dio trovi sempre il modo per realizzare il suo piano di salvezza a condizione che usiamo lo stesso coraggio creativo del carpentiere di Nazaret, il quale sa trasformare un problema in un’opportunità anteponendo sempre la fiducia nella Provvidenza […]. Dio si fida di quest’uomo, così come fa Maria, che in Giuseppe trova colui che non solo vuole salvarle la vita, ma che provvederà sempre a lei e al Bambino” (PaC 5).

    La guerra va fermata con il coraggio creativo di Giuseppe che non teme il giudizio umano, con la sua fiducia nella Provvidenza, con il suo rifiuto della violenza; e con la consapevolezza che “ogni bisognoso, ogni povero, ogni sofferente, ogni moribondo, ogni forestiero, ogni carcerato, ogni malato sono “il Bambino” che Giuseppe continua a custodire […]. Da Giuseppe dobbiamo imparare la medesima cura e responsabilità: amare il Bambino e sua madre” (PaC 5).

    Fonte Agensir

    anno di san giuseppe guerra in ucraina Papa Francesco

    Articoli correlati

    Germogli di speranza. Scarica il sussidio della Caritas dedicato all’anima

    6 Marzo 2026

    Campeggio Don Giulio Farina 2026: si parte per il Molise. A giugno le iscrizioni

    6 Marzo 2026

    Il ruolo del sacro nella cultura contadina: due giorni di studio tra fede, tradizione e nuova evangelizzazione

    5 Marzo 2026

    “Quo vadis, humanitas?”. Il documento della Chiesa su Ai e umanità

    4 Marzo 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...