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La terra. Un bene da custodire con cura. La “giornata” dedicata al Pianeta, nelle scuole feste e messaggi “verde”

All'Istituto Comprensivo di Alife una mattinata con esperti e associazioni sportive ed ambientaliste per riflettere sul Pianeta Terra e sulle buone prassi per averne cura

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La Giornata della Terra venerdì 22 aprile è stata celebrata in tutto il mondo, ma è nelle scuole che si è dedicato maggior tempo e cura alla riflessione su temi come ambiente, inquinamento, ecosostenibilità e impegno…

Tutte le scuole del Matese e del Medio Volturno, in particolare elementari e medie non sono mancate all’appello globale e manifestato anche sui social la loro partecipazione alla riflessione che per un giorno ha unito il Pianeta su un tema molto caro e molto discusso. La redazione di Clarus ha partecipato alla Giornata organizzata dall’Istituto autonomo comprensivo di Alife, guidato dalla Dirigente Angela Faraone, dove tra gli altri è stato invitato a portare una riflessione Mons. Giacomo Cirulli, vescovo di Teano-Calvi e di Alife-Caiazzo.

La terra. Un bene da custodire con cura, il titolo dato alla manifestazione inserita nel più ampio progetto di curato e coordinato dall’insegnante Monica Pacelli denominato “Conversione ecologica – Un albero per il futuro” che vede gli alunni impegnati con più iniziative, integrando le materie curriculari e in particolare l’Educazione civica. In questa occasione, ai ragazzi sono stati trasmessi nuovi contenuti e proposte, e indicati stili di vita affinché la Terra possa essere custodita e consegnata al futuro ancora forte delle sue potenzialità di vita, le sue risorse, le biodiversità che custodisce… Gli alunni delle classi quinte e di II media hanno ascoltato dalla voce di esperti il rischio che oggi corre il nostro Pianeta ma anche i rimedi da mettere in campo, le buone prassi per una vita sana e felice, ma soprattutto responsabile.

Da parte della Dirigente i saluti iniziali e le motivazioni di questa Giornata e in particolare la scelta di focalizzare la riflessione ambientale sul territorio locale, luogo di vita dei ragazzi. Per questo motivo, tra i relatori due giovanissime laureande matesine, Nicoletta De Lellis e Vittoria Biasiucci rispettivamente laureande su Energy for development e su Economia, ambiente, cultura e territorio. In entrambi i casi sono stati toccati alcuni obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; oltre a parlare ai ragazzi dei contenuti specifici oggetto di approfondimento nel percorso universitario, hanno testimoniato che per tutelare la terra servono competenza, formazione e passione: studio e confronto con altre realtà territoriali quali esperienze di arricchimento, ma soprattutto il ritorno alle radici, ai luoghi dove si nasce, per custodirle, migliorarli con le competenze acquisite e tutelarli.

“Voi sarete i futuri politici e amministratori di queste terre, perciò a questa età avete un motivo in più per approfondire le vostre conoscenze e crescere con una sensibilità maggiore nei confronti di un pianeta Terra da curare e tutelare” ha spiegato il carabiniere del Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta, Arabella Ionata. Nelle sue parole l’invito ad avere cura dei luoghi, l’impegno a renderli belli, a non stancarsi di imparare e porre domande ma anche trovare soluzioni.

L’insegnante Carla De Lellis, referente per l’Educazione Civica all’Istituto comprensivo di Alife, ha introdotto la visione di un filmato a cura degli alunni, sintesi del messaggio che hanno voluto trasmettere ai presenti. Introducendone la visione, la docente ha richiamato i principi costituzionali che impegnano i cittadini italiani al rispetto dell’ambiente e i simili impegni che ci giungono dalle organizzazioni internazionali.

Monica Pacelli referente del Progetto ambientale si è soffermata sul valore dell’impegno a proteggere l’ambiente come conseguenza della passione per la natura, per la terra, l’acqua, gli animali… “Bisogna ritrovare in se stessi le vere motivazioni per essere autentici custodi del creato”. Continui i riferimenti a Papa Francesco il cui magistero è caratterizzato dall’enciclica Laudato Sì, documento a cui tutti guardano come traccia per una possibile e responsabile conversione ecologica.

“Dio ha voluto che questa Terra fosse di tutti e per tutti, senza privilegi per alcuni in particolare; c’è l’ha consegnata perché fosse un bene comune da condividere nella fraternità, senza distinzioni di razza e religioni” sono state le parole del vescovo Mons. Giacomo Cirulli, occasione per il Pastore per parlare di scelte che chiamano in causa la giustizia, la legalità attraverso i piccoli segni che ciascuno può compiere; e per i credenti, scelte ancorate alla fede in Gesù Cristo che chiama ognuno ad impegni seri, responsabili soprattutto nella cura dei fratelli.

Significativo e vissuto con partecipazione il momento del confronto tra gli alunni e i responsabili delle associazioni sportive e ambientaliste del Matese: i ragazzi hanno posto domande, lanciato provocazioni (come il sogno di un’area pedonale nel centro storico di Alife), chiesto come fare per attivare buone pratiche, come sollecitare negli altri stili di vita che tutelino l’ambiente. Concrete e mirate le risposte delle Associazioni con l’invito da parte di tutte a vivere per primi, ognuno nella propria casa e a scuola, dei piccoli ma significativi impegni; e così anche nelle strade dei paesi…

Nell’occasione presentato il “Progetto Orto” che gli alunni delle scuole medie stanno realizzando con il docente Michele Caporaso, sindaco di Sant’Angelo d’Alife e presidente della Comunità Montana del Matese: attività che coniuga il sapere e il fare, la conoscenza e i risultati. In ultimo i saluti del sindaco di Alife, Maria Luisa Di Tommaso che ha richiamato l’impegno costante delle istituzioni nel realizzare ed educare al bene dell’ambiente.

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