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Matese tra Moderno e Contemporaneo. Una lettera ritrovata di Monsignor Merolla al Vescovo Dupanloup

Una lettera inviata da mons. Luigi Merolla arciprete della chiesa di Santa Maria Maggiore, in Piedimonte d’Alife, che volle esprimere i sensi della sua più alta considerazione a Monsignor Dupanloup. Per la rubrica Matese tra Moderno e Contemporaneo una nuova ricerca del professore Armando Pepe

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Matese tra Moderno e Contemporaneo

Ex palazzo Merolla, Piedimonte Matese

di Armando Pepe

Marco Minghetti e l’eversione dell’asse ecclesiastico
Durante i primi anni del periodo postunitario, segnatamente tra il 1866 e il 1867, lo Stato italiano dispose la confisca dei beni ecclesiastici: una scelta politica che proseguì in modo serrato e costante nel corso di varie legislature, a maggioranza parlamentare sia di destra sia di sinistra. Uno dei principali artefici della condotta intransigente, secondo la prospettiva cavouriana della “libera Chiesa nel libero Stato”, cioè la separazione tra istanze necessariamente diverse, fu Marco Minghetti (1818-1886), bolognese, patriota a tutto tondo, presidente del Consiglio e ministro delle finanze, studioso dai molteplici interessi, che spaziavano dalla letteratura, alla filosofia, dalla matematica all’economia fino all’agronomia. Pur non avendo mai conseguito una laurea, Minghetti aveva una cultura enciclopedica, nutrita dalla lettura di migliaia di libri contenuti nella sua biblioteca. Fu anche un pensatore politico, raccogliendo le sue riflessioni in volumi quali “Stato e Chiesa” (Milano 1878) e “I partiti politici e la ingerenza loro nella giustizia e nell’amministrazione” (Bologna 1881).

Monsignor Félix Dupanloup
Félix-Antoine-Philibert Dupanloup (1802-1878) nacque a Saint-Félix, nel dipartimento dell’Alta Savoia, in Francia. Fu ordinato sacerdote nel 1825 e vescovo di Orléans nel 1849. Si prodigò molto per la canonizzazione di Giovanna d’Arco, fu esponente del moderatismo cattolico, eletto nel 1854 all’Académie française. Nel 1874 scrisse un pamphlet, in italiano pubblicato con il titolo “Lettera di monsignor vescovo d’Orleans al sig. Minghetti ministro per le finanze di re Vittorio Emanuele intorno la spogliazione della Chiesa a Roma e in Italia”, contestando il modus agendi del governo italiano, attribuendone una particolare responsabilità all’onorevole Minghetti che, oltre alla presidenza del Consiglio, reggeva anche il dicastero delle Finanze.

Monsignor Luigi Merolla
Una copia del pamphlet giunse tra le mani di Don Luigi Merolla, arciprete della chiesa di Santa Maria Maggiore, in Piedimonte d’Alife, che volle esprimere i sensi della sua più alta considerazione a Monsignor Dupanloup, inviandogli una lettera, densa e concisa, finora inedita, che si trova negli immensi fondi degli Archivi Nazionali a Parigi.

La lettera, ritrovata, di Monsignor Merolla al Vescovo Dupanloup (f.1r.)
“Monsignore Illustrissimo e Reverendissimo, In occasione dell’Apostolica lettera di Vostra Signoria Illustrissima e Reverendissima al Presidente dei Ministri d’Italia, signor Minghetti, per la quale anche l’immortale Pio IX, col Breve datato a Roma presso San Pietro il 19 ottobre p. p. esternava le sue congratulazioni con Lei, io, qual Cappellano onorario di Sua Santità, ed uno conseguentemente della famiglia Pontificia, non posso non farvi eco con applaudire e congaudere [gioire insieme], pregando l’altissimo Iddio, e la Sovrana Signora del Sacro Cuore di Gesù di sempre più darle lena, sapienza et salute, a conquidere e smascherare l’errore, non che a cooperarsi alla Divina gloria e disinganno di tanti, i quali, non so se più illusi dalla falsità delle dottrine, o più trascinati dalla corruttela della vita, in tenebris et in umbra mortis sedent [siedono nelle tenebre e nell’ombra della morte].   Suggello tali sentimenti di plauso e di (f1.v) desiderio col permettermi in di Lei ossequio farle giungere pel corso postale di questo giorno due libriccini, l’uno per San Luigi Gonzaga, l’altro per Santa Lucia, che, volendo, regalerà a di loro divoti. Monsignore, Vostra Signoria Illustrissima e Reverendissima, ha qui un servidore umilissimo; mi comandi davvero, mi metta alla prova; ed, a darlene la spinta, resomi audace, mi fo a domandarle una sua fotografia, od, invece, una più vicina all’originale dell’angelico Pio IX che, siccome certamente Ella ha nel cuore, l’avrà forse ancora nel suo forziere. Mi perdoni, mi benedica, e baciandole il sagro anello mi riprotesto di Vostra Signoria Illustrissima e Reverendissima Monsignor Dupanloup vescovo di Orleans in Francia divotissimo et umilissimo servo Monsignor Arciprete Luigi canonico Merolla.
Da Piedimonte d’Alife (nel Napolitano in Italia), li 12 novembre 1874.

Fonti e bibliografia
Paris, Archives Nationales, Fonds du séminaire de Saint-Sulpice (XVIIe-XXe siècles), Cote: AB/XIX/526; Dossier 1Voir le détail, Correspondance passive de Mgr Dupanloup (1844-1878).
Félix Antoine Philibert Dupanloup, Lettera di Mons. vescovo d’Orleans al sig. Minghetti Ministro per le finanze di re Vittorio Emanuele intorno la spogliazione della Chiesa di Roma e in Italia, Editrice Romana, Roma 1874.
Marco Minghetti, Stato e Chiesa, Ulrico Hoepli, Milano 1878.

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