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Letino al centro del Mondo. Torna il Festival ad alta quota con giovani provenienti da 25 Paesi del Mondo

"Dimora. La casa in cui vivo" è il titolo della manifestazione di quest'anno in cui interverranno artisti, pensatori, filosofi per parlare a circa cinquecento giovani

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Accade dal 28 al 31 luglio in occasione della IV edizione del Festival di Letino organizzato dalla Fondazione Stabat che anche quest’anno torna a riunire nel piccolo paese di montagna, nel cuore del Parco Regionale del Matese, circa 500 giovani provenienti da 25 Paesi del Mondo. Cresce infatti il numero dei partecipanti che ogni anno aderiscono ad una iniziativa che sembra avere qualcosa di diverso: qui non mancano musica, divertimento e festa come piace ai giovani, ma al centro dell’iniziativa dominano preghiera, confronto, riflessione; e poi natura, sport, relax.

Dimora. La casa in cui vivo è il titolo della manifestazione di quest’anno in cui interverranno artisti, pensatori,  filosofi: l’architetto David Jolly, da Valparaiso; Guillaime Denniel imprenditore francese; Cristina Palladino fotografa napoletana; Patrick Felici, storico italo-svizzero; il poeta partenopeo Salvatore Palomba; Jhon McCarthy, filosofo, da Washington; l’abate di Montecassino Dom Donato Ogliari. A questi è affidata la riflessione sui temi del dimorare, del vivere i luoghi, del conferire ad essi un’anima, ma anche del ricevere dai luoghi un messaggio per farsene fruitori, portatori, custodi.
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Suscitare riflessione, contraddizioni, condivisioni; innestare nei giovani partecipanti l’idea che il pensiero e la parola suscitati dallo studio muovono il grande progetto del Mondo fin dall’antichità, è la missione di questo Festival che consolida quella originaria della Fondazione Stabat la onlus nata per svolgere attività di beneficenza, di cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale, di assistenza sociale. “La persona al centro” è l’obiettivo dei numerosi volontari di Stabat e la presenza nei territori, soprattutto le aree periferiche ed emarginate, ne diventa l’aspetto operativo. Stabato che opera in tutto il mondo, vanta esperienza ormai consolidate anche in Campania, nei quartieri dell’area metropolitana di Napoli (link alla Fondazione).

Il Festival si colloca come momento formativo per i tanti volontari che ne fanno parte, ma anche come proposta spirituale e culturale per i tanti che ogni anno si interessano ai temi proposti, ai relatori, stimolati anche dalla suggestione del paese di Letino dove la Fondazione risiede stabilmente curando momenti ricreativi per bambini e giovani con disagi sociali di cui si prende cura.

Durante il Festival ogni giornata avrà inizio con la preghiera delle Lodi e la celebrazione della Messa nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista; in mattinata sono previsti gli interventi dei relatori nell’ex edificio scolastico che il Comune ha messo a disposizione; per il resto della giornata nel paese sono dislocate mostre fotografiche e pittoriche, concerti e feste popolari in cui si esprimerà la creatività degli ospiti internazionali invitati.

Ma c’è un di più nel festival di Letino, e porta la firma dei letinesi, degli abitanti del luogo, dai bambini agli anziani che per tre giorni aprono le porte delle loro case per accogliere quei giovani provenienti da tutto il Mondo: un beneficio che si traduce in termini di ricchezza sociale e valoriale, ma che rafforza inevitabilmente l’economia del luogo per la presenza di strutture ricettive e di ristoro anch’esse impegnate nell’accoglienza. Il risultato di questo incontro (che nella sua fase organizzativa trova altrettanta disponibilità e in particolare negli operatori pastorali della Parrocchia e nell’Amministrazione comunale) è valore che si aggiunge alla ricchezza umana e culturale del luogo toccata da valori di origine straniera e lontana e altrettanto bene che si esporta ai confini del Parco del Matese, perché non c’è giovane che riparta da qui senza aver caricato nel proprio zaino un po’ della disponibilità, dell’accoglienza sincera, della semplicità e della genuinità di Letino e dei letinesi.

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