Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»Arte e Cultura»Cinema»In nome del cielo: cronaca di una fede che diventa tendenza ossessiva e pericolosa
    Cinema occhio allo schermo

    In nome del cielo: cronaca di una fede che diventa tendenza ossessiva e pericolosa

    Redazione8 Settembre 2022Nessun commento

    Noemi Riccitelli – Non è la prima volta che una produzione televisiva decida di attingere a casi di cronaca, specie se quest’ultimi sono stati particolarmente eclatanti.
    Inoltre, l’interesse si fa più vivo se i fatti prevedono il coinvolgimento di comunità religiose, soprattutto di quelle meno note o caratterizzate da un codice etico peculiare.
    È il caso di In nome del cielo (Under the banner of heaven), la nuova serie Disney Plus disponibile sulla stessa piattaforma dal 31 agosto: thriller-poliziesco di 7 episodi della durata di circa un’ora.
    Si tratta dell’adattamento dell’omonimo libro best-seller di John Krakauer (noto autore del romanzo Into the wild, da cui è stato tratto il celebre film diretto da Sean Penn incentrato sulla storia vera di Alexander McCandless), edito nel 2003, che racconta dell’escalation di violenza di Ron e Dan Lafferty, appartenenti alla comunità della Chiesa di Gesù dei Santi degli Ultimi Giorni (conosciuti anche come Mormoni), culminata nell’omicidio di Brenda Lafferty e sua figlia Erica, rispettivamente cognata e nipote dei due assassini.
    La tragedia avvenne nel 1984 in Utah, dopo che i due fratelli furono scomunicati dalla comunità religiosa a causa dei loro atteggiamenti e tendenze estremiste, non più in linea con il credo mormone.
    Il creatore della serie è Dustin Lance Black (sceneggiatore premio Oscar) e tra i produttori esecutivi c’è anche il regista Ron Howard.

    Utah, anni ’80. Il detective Jeb Pyre (Andrew Garfield) e il suo collega Bill Taba (Gil Birmingham) indagano sull’efferato omicidio di Brenda Lafferty (Daisy Edgar Jones) e sua figlia Erica.
    Le accuse ricadono sul marito di Brenda, Allen Lafferty (Billy Howle), il quale si dichiara innocente, collaborando alle indagini e conducendo ben presto gli agenti sulla pista giusta: Dan (Wyatt Russell) e Ron (Sam Worthington), fratelli maggiori di Allen, hanno abbracciato una deriva estremista del loro credo, coinvolgendo in un turbine di tragici eventi tutta la loro famiglia.
    Il caso scuote la comunità mormone e lo stesso detective Pyre, nel corso delle indagini, affronta una personale crisi di coscienza, legata proprio all’educazione religiosa che ha ricevuto, mettendo in discussione l’etica che sempre seguito e rispettato.

    Quante malvagità si sono compiute “in nome del cielo”? Quante volte il nome di Dio è stato capro espiatorio di atti indegni e cruenti?
    La storia di ogni credo religioso cela momenti oscuri, in cui la volontà umana si è sostituita subdolamente alla più pura ispirazione divina, macchiando spesso indegnamente la credibilità di un’intera comunità: In nome del cielo racconta proprio di uno di questi momenti, ma al di là del caso di cronaca in sé, la serie propone soprattutto un caso di coscienza, un confronto tutto intimo tra la propria vera interiorità spirituale e l’etica che un credo propugna, se e quanto quest’ultimo sia vissuto passivamente o in piena consapevolezza.

    Il protagonista principale, Andrew Garfield, reduce da un anno di successi (da Spider Man-No Way Home fino alla candidatura all’Oscar per Tick tick BOOM), è chiamato ad interpretare proprio questo dissidio interiore e lo fa confermando la sua bravura e un’ormai raggiunta maturità artistica: non a caso, l’attore è tra i nominati come Miglior attore protagonista per questa serie agli Emmy Awards, che si terranno il prossimo 12 settembre.
    Accanto a lui, si distingue anche Gill Birmingham, che al contrario recita il ruolo del disincantato detective Taba: la coppia mostra un feeling sincero che funziona, donando alle serie i momenti più teneri e divertenti, alleggerendo di tanto in tanto la tensione della narrazione.
    Di contro, l’altra coppia antitetica che riesce a tenere viva l’attenzione e la suspense è quella di Wyatt Russell e Sam Worthington, rispettivamente Dan e Ron Lafferty: i due attori impersonano in modo eccellente la climax eversiva e folle dei due fratelli, con interpretazioni degne di nota.
    Daisy Edgar Jones, giovane attrice britannica consacrata dal suo ruolo da protagonista nella serie Normal People, si distingue nel ruolo di Brenda e conferisce un tocco spigliato e sicuro al suo personaggio, rendendo giustizia alla sua memoria e non associando il suo nome solo al tragico destino spettatole.

    Il focus sulla comunità mormone è realizzato con dettaglio e cura, usi e costumi sono rappresentati con dovizia di particolari, permettendo al pubblico di addentrarsi al meglio nella prospettiva: del resto, il creatore della serie, Dustin Lance Black, è nato e cresciuto in un ambiente di credo mormone e in relazione a ciò, la sceneggiatura è molto attenta nel distinguere e delimitare l’oscura cronaca di questo avvenimento ad opera di due assassini con il ritratto di un’intera comunità religiosa.

    La serie, come il genere thriller vuole, tiene un ritmo incalzante, anche se a volte i molteplici piani temporali e i flashback tendono a rallentare la narrazione, ma nel complesso l’attenzione e la curiosità dello spettatore rimane alta fino all’ultimo episodio.

    In nome del cielo è una serie intensa, drammatica senza dubbio, ma con il pregio di non proporre semplice intrattenimento che rasenta lo sciacallaggio, ma al contrario, stimolando nel pubblico una sincera riflessione critica sul personale rapporto e coinvolgimento religioso di ognuno e come quest’ultimo influenzi e incida sulla propria vita quotidiana.

    andrew garfield daisy edgar jones disney plus dustin lance black emmy awards john krakauer mormoni sam worthington under the banner of heaven wyatt russell

    Articoli correlati

    Al cinema arriva Digger: il j’accuse di Iñárritu alla società di oggi

    5 Ottobre 2026

    Numero 10. Maradona a teatro con lo spettacolo al Palapartenope

    28 Settembre 2026

    Venezia 83. Leone d’oro a Woman Unknown, Premio speciale della Giuria al documentario NAZA

    14 Settembre 2026

    Venezia 83. L’11 settembre la seconda edizione del premio Croce Rossa Italiana

    9 Settembre 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...