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Gaetano Fiorillo, medico e storico di Alife: il suo esempio di amore per la Città modello per le giovani generazioni

Antonio Capriata, professionista alifano, ricorda la figura del Dottor Gaetano Fiorillo, medico, storico e divulgatore scomparso l'8 novembre 2022

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Per la rubrica “Matese tra Moderno e Contemporaneo” pubblichiamo un ricordo del dr. Gaetano Fiorillo, di Alife, cultore di storia locale. Anche alla sua passione per la sua città e alle ricerche condotte negli anni si deve la moderna conoscenza del patrimonio storico e archeologico locale. L’autore di questo profilo, oltre a raccontarci l’uomo e il professionista “Fiorillo”, lancia un appello agli alifani e in modo particolare ai più giovani. 

Resti della torre del Castello normanno di Alife. Foto aerea di Roberto Gaetano; pilota del deltaplano Vittorio Imperadore

di Antonio Capriata

La passione per Alife e per la storia
Quando l’8 novembre 2022 si è diffusa la notizia della scomparsa del dottor Gaetano Fiorillo, molti, come me, hanno avuto una sensazione di vuoto, come se parte della memoria storica della nostra Comunità si fosse cancellata all’improvviso. Fu una sensazione strana, come quando si ha un momento di smarrimento. Gaetano era per tutti noi un punto di riferimento, un caposaldo, cui ci ispiravamo, per l’impegno e la passione che sin da ragazzo nutriva per la sua terra. Gaetano era il presidente della sede alifana dell’ArcheoClub d’Italia, che da decenni alimentava costantemente con il suo impegno quotidiano. Gaetano, così lo chiamavamo noi amici, era molto conosciuto negli ambienti culturali proprio per questa sua passione.

Gioventù, vita lavorativa e coniugale
Da ragazzo, dopo le scuole elementari, era entrato in seminario con la vocazione per il sacerdozio, aveva poi frequentato il ginnasio al Seminario in Piedimonte d’Alife (oggi Piedimonte Matese, ndr). E, completando gli studi classici a Benevento. Abbandonata la vocazione al sacerdozio, si era iscritto all’Università di Napoli.
Laureatosi presso la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università degli Studi “Federico II” e specializzato in Igiene e Medicina Preventiva e Medicina del Lavoro, il dottor Fiorillo ha lavorato come Dirigente Medico presso l’ASL di Napoli 5, a Pompei, fino al pensionamento, avvenuto nel 2011. Era sposato con l’insegnante Dora Della Paolera (originaria di Piedimonte Matese), molto conosciuta ad Alife per aver educato tanti giovani presso la Scuola Parificata “San Francesco”), dalla quale ha avuto due figlie: Marilinda e Giovanna; la prima, anche lei medico-chirurgo, lavora presso l’Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di PORDENONE come Dirigente medico di I Livello, la seconda, veterinaria, svolge la libera professione nella sua Clinica “San Giovanni” ad Alife. Il dottor Fiorillo si è recato ogni giorno a Pompei per più di 40 anni. La mattina con il primo treno delle 5:20 partiva per Napoli e da lì proseguiva per raggiungere il suo posto di lavoro, per poi ritornare di pomeriggio a casa.

Il nostro primo incontro nel mio ricordo
È proprio durante questi viaggi quotidiani che molti lo hanno incontrato. Anch’io l’ho conosciuto, in uno di questi viaggi, alla metà degli anni ’70, quando mi recavo a Napoli per intraprendere gli studi universitari. Gaetano lo ricordo come un uomo mite, laborioso, onesto, ma anche con un temperamento forte, convinto di ciò che faceva. In età giovanile (secondo quanto raccontatomi nel tempo da amici comuni) a tutti appariva come un ragazzo dalla mentalità aperta e lungimirante, animato da un forte spirito di iniziativa e creatività.

Alife a cavallo degli anni Sessanta e Settanta
A quell’epoca ad ALIFE c’era una gioventù vivace e attiva; molti giovani, ultimati gli studi universitari, tornavano nel paese e profondevano il loro impegno in associazioni culturali e politiche; ricordo la fondazione del MAG (Movimento Alifano Giovanile), del “Pentagono” e della “Clessidra”. Anche il dottore Fiorillo, giovane laureato, durante gli anni 60-70, quando si sviluppava il fenomeno socio-culturale del Sessantotto in una generale contestazione contro gli apparati di potere dominanti, ritornò in Alife e con un gruppo di amici creò una rivista locale, “Il Risveglio Alifano”, forse unica nella storia municipale, che pubblicava non solo articoli di cronaca locale, ma anche divulgazioni a carattere culturale e proposte inerenti allo sviluppo locale e al lavoro giovanile.

Impegno politico e culturale
Gaetano è stato per un periodo impegnato anche nella politica locale; infatti, fu proprio lui a fondare la prima sezione del Partito Repubblicano Italiano in Alife. In seguito, nel 1981, quando mancò il professore Salvatore Farina, fondatore e primo presidente della sede alifana dell’ArcheoClub d’talia, Gaetano ne divenne suo successore, rimanendo Presidente dell’associazione sino alla scomparsa. È in questi anni che il Dottore ha maggiormente espresso la profonda passione per la propria terra, per la storia della sua città e di quella degli uomini illustri che vi sono vissuti. Ha divulgato la conoscenza di fatti, cose e persone tramite studi e continue ricerche, con ristampe, pubblicazioni di libri, convegni, mostre e manifestazioni varie.

Le tante pubblicazioni per la conoscenza del territorio
Tra le tante cose voglio ricordare le ristampe delle opere più importanti per la conoscenza storica delle antichità romane locali, come: 1) MEMORIE HISTORICHE DEL SANNIO ALIFANO: RACCOLTA DEL DOTTOR GIO. VINCENZO CIARLANTI DEL 1644, PUBBL. FEB. 1992; 2) DISSERTAZIONI ISTORICHE DELLE ANTICHITA’ ALIFANE, PUBBL. NOV. 1993; 3) GIANFRANCESCO TRUTTA AD ALIFE, PUBBL. GEN. 1995; 4) RIASSUNTO STORICO DELL’ANTICO SANNIO di Giuseppe Mennone (1984), PUBBL. LUG. 1997. E, solo per concludere, è doveroso citare la traduzione di un testo fondamentale per la realtà medievale meridionale: 5) STORIA DELLA DOMINAZIONE NORMANNA IN ITALIA E IN SICILIA Ferdinand Chalandon (1906-07), PUBBL. DIC. 1999.

Il mio auspicio
Queste poche notizie spero che siano la premessa alla organizzazione di un prossimo convegno per poter approfondire e meglio evidenziare lo spessore culturale del dottore Gaetano Fiorillo e del valore delle sue opere. Sapendo, sin da ora, che tutto ciò non potrà mai colmare il vuoto che ha lasciato, auspico che almeno si ravvivi il suo ricordo per l’impegno e lo spirito di dedizione che ha profuso verso la propria terra, nonché per la conoscenza e la divulgazione delle opere e dei fatti di importanti personalità nel campo culturale della nostra Comunità. Che la sua passione ed assiduità, fungendo da sprone, si riverberino nelle nuove generazioni.

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