Home Territorio Piedimonte Matese. Matteo Ballarino presenta “Il mio primo traguardo”

Piedimonte Matese. Matteo Ballarino presenta “Il mio primo traguardo”

Un "diario" per raccontare la disabilità, le amicizie, i sogni scritto tra i banchi di scuola

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Può la disabilità trasformarsi in occasioni di continua gratitudine? Può, la vita di un giovane in carrozzina, suscitare passione per la vita in quei ragazzi che l’hanno perduta o si affannano alla ricerca di una felicità che mai arriva? La disabilità di Matteo è tutto questo: un grazie verso tutte quelle persone che dalla nascita ad oggi (ha compiuto 20 anni in ottobre) lo hanno accompagnato a superare ostacoli, a crescere come uomo, a divertirsi, ad amare la vita. Non si è trattato solo di un “accompagnare” fisico o di spingere la sua sedia a rotelle per andare dove necessario, ma un vero e proprio tenersi per mano, sostenendo di lui i sogni e condividendo la quotidianità.
Lui è Matteo Ballarino, occhi curiosi, sorriso per tutti. Originario di Piedimonte Matese dove è cresciuto e frequentano le Scuole superiori; il racconto della sua vita lo affida ad un diario, un piccolo libro intitolato “Il mio primo traguardo” che verrà presentato sabato 28 febbraio alle 18.30 a Piedimonte Matese presso l’oratorio San Domenico Savio (piazza De Benedictis) della parrocchia Santa Maria Maggiore su iniziativa dell’Azione Cattolica dei Ragazzi in cui Matteo è cresciuto e che oggi frequenta come animatore.
Matteo, alunno dell’Istituto Industriale di Piedimonte Matese guidato dal dirigente Nicolino Lombardi, inizia a scrivere la sua piccola opera sul finire dell’ultimo anno scolastico per un’iniziativa condivisa con i docenti di classe e in modo particolare con l’insegnante di sostegno, la prof. Rosa Di Marco. È infatti merito dell’Istituto matesino la recente pubblicazione del piccolo volume.
Scrive con semplicità, come appuntando sul diario le cose più importanti e significative ma soprattutto per incoraggiare altri giovani – come lui sostiene più volte in queste pagine – a non arrendersi e ad amare la vita. Ci sono i racconti dei viaggi d’istruzione organizzati dal suo Istituto, l’esperienza in oratorio, la vita nel quartiere di San Marcellino dove è cresciuto da bambino, l’omaggio alla città di Napoli che meglio di Roma (sembra che Matteo lo scriva quasi con fierezza da tifoseria sportiva) rende agevole i movimenti di un disabile in carrozzina.
Da lui ci viene la lezione che la vita va vissuta con passione, spontaneità, con interesse per gli amici e ogni esperienza (di studio o di formazione in genere), con il sorriso e la curiosità.

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