Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Chiesa e Diocesi»Commento al Vangelo domenica 8 settembre. “Effatà”, la guarigione del sordomuto
    Chiesa e Diocesi

    Commento al Vangelo domenica 8 settembre. “Effatà”, la guarigione del sordomuto

    Redazione6 Settembre 2024Nessun commento

    di Padre Gianpiero Tavolaro
    Comunità Monastica di Ruviano (Clicca)

    XXIII domenica del Tempo ordinario – Anno B
    Is 35,4-7; Sal 145; Gc 2,1-5; Mc 7,31-37

    Compiuto in territorio pagano, il miracolo di guarigione della figlia della donna siro-fenicia segna l’apertura di Gesù a un messianismo che è per tutte le genti, tanto da spingere il Nazareno a percorrere in lungo e in largo il territorio che è fuori dalla terra di Israele: è questo il contesto prossimo nel quale viene portato a Gesù un sordomuto. Non si tratta di un malato qualunque, poiché la sua malattia tocca due organi (le orecchie e la bocca), che, nella prospettiva della fede di Israele, sono intimamente connessi: chi non ha capacità di ascolto, infatti, neppure può parlare correttamente, come, poi, accade a quest’uomo alla fine del racconto, una volta che gli sono stati aperti gli orecchi.

    Giuseppe Cassioli (1865-1942): “Gesù guarisce il sordomuto”. Conservato nella casa filiale di Firenze.

    Questo uomo, dunque, diviene una “icona” della condizione dei pagani, i quali non hanno la capacità di ascolto (mancando dello Shemà) e pertanto mancano anche della capacità di parlare: il loro parlare è confuso! Marco sottolinea che Gesù conduce quest’uomo in disparte, perché, per essere sanati dall’avere orecchie e non ascoltare (cf. Mc 4,9), è necessario un rapporto personale con Lui, facendo tacere il resto; le folle devono rimanere sullo sfondo e c’è bisogno di un silenzio fatto di un guardarsi negli occhi… di un lasciarsi guardare dagli occhi di misericordia di Gesù che è capace di sentire nel cuore il dolore per l’umana sordità e per l’umana incapacità di dire parole di senso.

    Diversamente da quanto avviene per altri miracoli – per i quali Gesù non ha avuto bisogno di compiere gesti o di usare cose –, qui Gesù procede in modo molto “materiale”: tocca e usa la saliva, come farà in seguito per il cieco di Betsàida (cf. Mc 8,22-26). La sua parola si accompagna, in questi due casi, a un gesto che tocca gli organi coinvolti, designando il “luogo” in cui è necessario ristabilire la “funzione”! Ascoltare e parlare, come poi il vedere la luce, sono atti essenziali all’essere uomo e il miracolo di Gesù intende toccare l’uomo lì dove ci sono quella povertà e quel vuoto.

    Il miracolo è accompagnato da un gesto, da un gemito e da una parola… Il gesto è il levare gli occhi al cielo: Gesù sa che l’ascolto è il grande dono del Padre, essendo Egli stesso a concedere quello Shemà che è la radice di ogni Alleanza. Ed è da quello stesso Padre, che Gesù riceve la dynamis, la potenza, che gli consente di sanare, di guarire. Il gemito, che succede immediatamente a questo gesto, rivela la sua umanità: Gesù geme di fronte al dolore, al male che abita l’uomo, di fronte alla finitudine e alla fragilità, ma in questo gemito viene espressa un’attesa, una speranza… in Lui, infatti, la creazione può sperare nell’adempimento di quella promessa di salvezza che attraversa tutta la Scrittura e che Isaia aveva preannunziato con grande vigore: «Coraggio, non temete! […] Egli viene a salvarvi!» (Is 35,4).

    Il gemito di Gesù è, in qualche modo, il partecipare del Figlio di Dio al dolore della creazione, alla sua incapacità: in un certo senso Gesù emette qui un suono inarticolato, non diverso dai suoni di cui è capace un sordomuto! Ma in questa infermità Gesù entra portandovi una speranza: quella della salvezza. E così la parola che Gesù aggiunge al gemito è «“Effatà” … “Apriti!”». È all’uomo chiuso nel profondo silenzio della solitudine che è il frutto del non-ascolto, è all’uomo incapace di dirsi e di dire, che Gesù rivolge una parola di liberazione.

    Il racconto di Marco si conclude in un modo apparentemente incongruente con il resto del racconto: dopo aver aperto orecchi e bocca all’uomo, Gesù comanda di non dire niente a nessuno! In realtà, il comando di non parlare non è rivolto tanto all’uomo guarito, quanto piuttosto agli altri, a coloro, cioè, che l’hanno condotto da Lui. Costoro non obbediscono a Gesù, non avendo ben compreso ciò che egli ha fatto: essi si fermano al “meraviglioso” e parlano di sordi e di muti («Fa udire i sordi e fa parlare i muti!»), senza comprendere che è la sordità a produrre la parola bloccata.

    Non hanno allora compreso che questo miracolo è un segno… e così parlano, ma a sproposito. Il comando a tacere che l’evangelista pone sulle labbra di Gesù sta, dunque, a significare che si può veramente parlare solo dopo aver fatto esperienza di Lui, dopo, cioè, che ci si è lasciati personalmente liberare dalla propria sordità e dalla incapacità di parlare. E così sono proprio quelli che avevano condotto il sordomuto a Gesù ad aver bisogno di andare da Lui per essere sanati… anch’essi, infatti, hanno bisogno di imparare ad ascoltare, prima di poter dire parole di senso…

     

    bibbia chiesa cattolica Commento al Vangelo Parola di Dio Sacra Scrittura

    Articoli correlati

    8xmille alla Chiesa Cattolica. Un antico monastero diventa centro di accoglienza per famiglie immigrate

    17 Aprile 2026

    I Sacramenti: non riti, ma sorgenti di Grazia. L’incontro con il Vescovo Giacomo

    16 Aprile 2026

    Il chiacchiericcio e i suoi danni. A Teano il libro ispirato da Papa Francesco

    13 Aprile 2026

    Leone XIV, “Basta con la guerra, è il tempo del dialogo”

    13 Aprile 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}
     

    Caricamento commenti...