Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Chiesa e Diocesi»Commento al Vangelo domenica 22 settembre. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti
    Chiesa e Diocesi

    Commento al Vangelo domenica 22 settembre. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti

    Redazione20 Settembre 2024Nessun commento

    di Padre Gianpiero Tavolaro
    Comunità Monastica di Ruviano (Clicca)

    XXV domenica del Tempo ordinario – Anno B
    Sap 2,12.17-20; Sal 53; Gc 3,16 – 4, 3; Mc 9,30-37

    Emil Nolde (1867-1956): “Gesù e i bambini” (1910)

    Come il primo annuncio della passione (cf. Mc 8,31-33), così anche il secondo ha trovato l’incomprensione e il cuore duro dei discepoli, i quali «non comprendevano queste parole» (quelle che annunciavano la passione) e inoltre «avevano timore di interrogarlo», vale a dire che avevano paura di chiedergli spiegazioni: i discepoli risultano, così, prigionieri di un “non capire”, ma anche di un “non voler capire”, nonostante Gesù abbia parlato loro con parresía (apertamente, con franchezza: cf. Mc 8,32).

    Ma sono proprio le cose dette “senza veli” a spaventare, anche perché la passione, in questo secondo annunzio, viene meglio specificata da un particolare tutt’altro che secondario: qui, infatti, non si parla più di anziani, capi dei sacerdoti e scribi, ma di uomini («Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini»), il che significa che non basta non far parte di quelle categorie storiche per essere innocenti in questa storia di dolore del Figlio dell’uomo! Nella morte di Gesù non sono coinvolti soltanto Giuda, o quegli Ebrei, o il Sinedrio, o Pilato con i Romani – per quanto siano costoro a esserne responsabili materialmente e storicamente: in quella morte sono coinvolti tutti gli uomini, le cui mani sono macchiate del suo sangue che, paradossalmente, ha lavato e salvato tutti!

    Le parole di Gesù suscitano una “crisi” nel gruppo dei discepoli, dal momento che esse non corrispondono a ciò che essi avrebbero voluto ascoltare: esse non corrispondono alle loro aspettative più profonde, che sono tutte centrate sul proprio “io” e sulle sue “dimensioni ingombranti”. Per Marco, infatti, l’incomprensione e la chiusura dei discepoli ha un motivo ben preciso: essi non capiscono e non vogliono capire perché sono tesi a cercare primati, privilegi e potere: «Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande». I Dodici, dunque, sono per la via (espressione che indica la sequela di Cristo), ma invece di seguire davvero Gesù, seguono sé stessi, le loro idee, i loro miseri deliri di potere.

    Gli sono vicini, eppure sono infinitamente distanti da Lui; lo hanno davanti agli occhi, ma in realtà non lo conoscono! Essi pensano che il Cristo debba essere “potente”, perché vorrebbero che Egli li confermasse nella loro brama di potere! Pazientemente, però, Gesù comunica ancora ai suoi le vie incredibili e paradossali che vuole e “deve” seguire: quelle di chi sceglie l’ultimo posto… e lo fa con delle parole («Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti») e con un gesto («E preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro…»)! Il bambino che Gesù pone al centro, abbracciandolo, è segno di quell’ultimo posto, che Egli vuole abbracciare per indicare al mondo le vie del Padre.

    Il bambino che qui Gesù abbraccia è, inoltre, icona della condizione di im-potenza propria dello schiavo (in greco pàis significa bambino, ma anche giovane schiavo): ai discepoli che sognano di ottenere potere, Gesù presenta un’icona di impotenza e dichiara che chi accoglie quella debolezza nel suo nome accoglie Lui stesso e, paradossalmente, Dio. È questa la sola via per accogliere Lui e la logica del Regno! L’evangelo intende così affermare che chi è prigioniero della logica del potere non può accogliere la debolezza del Crocifisso, ma è vero perfino che quanto più ci si oppone alla logica della croce tanto più ci si espone a essere soggiogati da logiche di forza e di potere. È questa l’amara esperienza che lo spazio del “noi” ecclesiale spesso si trova a vivere, oggi, come ai tempi di Gesù.

    bibbia chiesa cattolica Commento al Vangelo Parola di Dio Sacra Scrittura

    Articoli correlati

    Gesù e la Samaritana, un incontro che rigenera. Commento al Vangelo domenica 8 marzo

    6 Marzo 2026

    Germogli di speranza. Scarica il sussidio della Caritas dedicato all’anima

    6 Marzo 2026

    Campeggio Don Giulio Farina 2026: si parte per il Molise. A giugno le iscrizioni

    6 Marzo 2026

    Il ruolo del sacro nella cultura contadina: due giorni di studio tra fede, tradizione e nuova evangelizzazione

    5 Marzo 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...