Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Arte e Cultura»Emilio Salvatore in Parthenope di Paolo Sorrentino. Per lui il ruolo del “belloccio” professor Restelli
    Arte e Cultura Primo Piano

    Emilio Salvatore in Parthenope di Paolo Sorrentino. Per lui il ruolo del “belloccio” professor Restelli

    Grazia Biasi6 Novembre 2024Nessun commento

    “Azione!” e la cinepresa va, corre sul carrello che presto inquadrerà Emilio Salvatore.

    Sarebbe un attimo come tanti se non fosse che il regista di questo nuovo lavoro cinematografico porta il nome di Paolo Sorrentino, e il film in questione sia Parthenope, ancora nelle sale, in un crescendo di consensi, di pubblico, di critiche positive e negative. Un co-produzione Italia-Francia che mette insieme nomi di attori quali Celeste Dalla Porta, Silvio Orlando, Isabella Ferrari, Luisa Ranieri e Gary Oldman.

    Per lui, Emilio Salvatore, noto più al teatro che al grande schermo (Napoli è il suo palcoscenico da quarant’anni), pochi secondi nei panni del professor Restelli, docente universitario “belloccio” con la mission di “pontificare” davanti ad un’allieva, corteggiandola velatamente… Il ruolo si inserisce in quella Napoli di cui Sorrentino descrive passioni, fragilità, contraddizioni, verità. Una città sedotta e seducente, come la protagonista Parthenope (Celeste Dalla Porta), nata dal mare di una suggestiva baia.

    Emilio Salvatore ci racconta questa singolare esperienza: il provino, l’attesa di una possibile o impossibile chiamata (che poi arriverà), il camerino, la prova costume, la prova della scena, gli attimi della ripresa, l’occhio vigile del Regista dietro la macchina da presa, meticoloso e attento ad ogni dettaglio, ad ogni sfumatura.

    Originario di Alife ma ormai adottato da Napoli, riversa in quei secondi di girato la passione e l’espressività che contraddistingue ogni attore di teatro: “siamo abituati a dare e ricevere emozioni, a caricare voce, gestualità, emozioni” racconta nell’intervista allegata, per cui è facile sentirsi dire in un contesto cinematografico “meno, meno, meno…!”, chiaro invito a ridimensionare un portamento, anche un sentimento. E così avviene anche per lui, corretto dal Regista che però lo ha scelto tra tanti e lo ha messo alla prova: il prof. Restelli scambia una fugace battuta con il collega di Antropologia, Devoto Marotta (Silvio Orlando) mentre questi percorre il cortile dell’università insieme a Parthenope, sua allieva e futura collaboratrice. È la scena che vale tutto per Emilio Salvatore, ancor di più quando calato il silenzio, Sorrentino esclama un deciso “perfetto!”. Sospiro di sollievo.

    Porta a casa anche questa nuova esperienza il nostro attore. Non parliamo del film nella nostra chiacchierata, ma di come si vive e si affronta una nuova esperienza professionale; e come il teatro, scelto in gioventù quando si misurava con Pirandello nella sua città natale, sia esperienza di scambio, di relazione tra attori e pubblico; e sia energia vitale per tutti.

    celeste dalla porta emilio salvatore napoli paolo sorrentino parthenope riccardo cocciante silvio orlando teatro

    Articoli correlati

    Il ruolo del sacro nella cultura contadina: due giorni di studio tra fede, tradizione e nuova evangelizzazione

    5 Marzo 2026

    Andrea, da Alife a Dubai. La speranza nel futuro, la preoccupazione del presente

    5 Marzo 2026

    “Volti di luce”: dalla Quaresima di Treglia un ponte verso il Togo

    2 Marzo 2026

    Antimo Casertano e Daniela Ioia: “il teatro come atto civile”. I due attori a Piedimonte Matese

    2 Marzo 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.