Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Arte e Cultura»Cinema»Il treno dei bambini e Napoli-New York: due storie che scaldano il cuore nel tempo di Avvento
    Cinema occhio allo schermo

    Il treno dei bambini e Napoli-New York: due storie che scaldano il cuore nel tempo di Avvento

    Noemi Riccitelli9 Dicembre 2024Nessun commento

    Noemi Riccitelli – Al cinema e in piattaforma.
    Due visioni che riescono a scaldare il cuore in questo inizio di Avvento, raccontando la vita e la Storia dal punto di vista dei bambini, seguendo la trama di due vicende dai toni forse diversi, ma che racchiudono in sé quello spirito fiabesco e meraviglioso che caratterizza l’infanzia.
    Entrambe le pellicole si svolgono a Napoli, nel pieno del Secondo Dopoguerra, luogo di addii, di disperazione, ma anche di inestimabili tesori umani.
    Il treno dei bambini di Cristina Comencini e Napoli-New York di Gabriele Salvatores sono disponibili, il primo, su Netflix dal 4 dicembre, dopo essere stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il secondo invece al cinema dal 21 novembre.

    Il treno dei bambini è tratto dall’omonimo romanzo di Viola Ardone, che racconta l’esperienza dei cosiddetti “treni della felicità”, un’iniziativa solidaristica promossa dal Partito Comunista Italiano con la collaborazione dell’Unione delle Donne in Italia, nel Secondo Dopoguerra.
    L’esperienza era rivolta ai bambini italiani, provenienti specialmente dal Sud Italia, che usciva martoriato dopo l’avanzamento delle truppe Alleate, tra bombardamenti e combattimenti, trovandosi ancora più povero rispetto all’ante guerra.
    Così, le famiglie prive di mezzi e risorse, aderirono a questa iniziativa lasciando che i loro figli partissero verso le Regioni del Nord Italia, dove altri nuclei familiari potevano prendersi cura di loro, tra cibo ed istruzione.
    Per molti bambini questa rappresentò l’occasione della vita, perché tanti di essi rimasero a vivere, studiare e lavorare nei luoghi dell’accoglienza.

    A Napoli, nel 1946, Antonietta (Serena Rossi) e suo figlio Amerigo (Cristian Cervone) vivono alla giornata, unici superstiti della famiglia Speranza.
    Antonietta, avvilita dalle ristrettezze, decide di mandare Amerigo a Modena, tramite il “treno della felicità” organizzato dal PC, in modo che il ragazzino possa trascorrere l’inverno e la primavera in serenità.
    Ad accoglierlo, ci sarà Derna (Barbara Ronchi), ex partigiana, inizialmente riluttante all’iniziativa, ma la quale scoprirà presto il valore di Amerigo.

    Una scrittura lineare, semplice, quella della penna della stessa Comencini, insieme a Furio Andreotti, Giulia Calenda e Camille Dugay, ma che riesce a rappresentare in modo chiaro tutti i profondi sentimenti di una storia vera.
    Il treno dei bambini, infatti, è una scatola di emozioni: disperazione, spaesamento, ma anche speranza, crescita, opportunità.
    È toccante osservare l’incontro tra i bambini e le loro nuove famiglie: diffidenti all’inizio, ma poi sempre più inseriti nella nuova realtà, che appare loro così strana: unica la sequenza del “salame rosa”, la mortadella, che i piccoli partenopei credono essere piena di muffa, per via del pistacchio verde. Una prelibatezza che loro non hanno mai conosciuto.

    I sentimenti, tuttavia, riescono ad emergere con vividezza anche tramite le interpretazioni di un validissimo cast tutto italiano: Serena Rossi e Barbara Ronchi in testa offrono performance brillanti, commoventi; due donne che scoprono, ciascuna a suo modo, come la maternità e l’amore possano essere declinati in forme diverse, impensabili talvolta.
    E che dire del piccolo Cristian Cervone, che riesce a parlare solo con lo sguardo, così come per la sua controparte adulta interpretata da Stefano Accorsi: per lui poche sequenze, ma incisive e toccanti.

    La caparbietà, l’intuizione e la passione di Amerigo riescono a condurlo oltre un destino di sofferenza e negazione, così come avviene anche per i due piccoli protagonisti di Napoli-New York di Gabriele Salvatores.
    Quest’ultimo film, tratto da un soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli, possiede sin dalla sua origine un qualcosa di magico: infatti, il manoscritto fu ritrovato dallo stesso Pinelli tra diverse scartoffie e quando Salvatores ne è entrato in possesso si è lasciato coinvolgere da questa bella storia tratta dalla realtà, creandone una visione incantevole per il pubblico.
    Nel 1949, Napoli cerca di risollevarsi dal difficile passato bellico, ma la povertà e le sciagure dilagano ancora in città.
    In questo contesto, la piccola Celestina (Dea Lanzaro), rimasta orfana e sola dopo che anche la sorella maggiore è partita alla volta degli Stati Uniti per seguire il suo sogno d’amore con un soldato americano, si unisce all’altrettanto solitario Carmine (Antonio Guerra), amico poco più grande di lei.
    I due cercano di sopravvivere attraverso espedienti, ma quando si presenta loro l’occasione di unirsi ad altri emigrati italiani in viaggio verso l’America su una nave della Marina americana, seppur in modo clandestino, grazie anche alla complicità del comandante di bordo Domenico Garofalo (Pierfrancesco Favino), Celestina e Carmine non si tirano indietro e insieme giungono a New York.

    Si alternano dramma, riso, fantasia, realtà, Salvatores, anche autore della sceneggiatura, è riuscito a dare una forma unica ad un testo sicuramente originale, rendendolo una storia che riesce a mostrare con delicatezza e leggerezza, ma non per questo meno profondità, anche gli aspetti più crudi di una realtà storica devastante.

    Questo è possibile proprio attraverso lo sguardo dell’infanzia, ancora una volta: la storia dell’emigrazione italiana all’estero è vissuta dai due giovanissimi protagonisti che affrontano le più aspre difficoltà, ma trovano sempre la forza di andare avanti, uniti nella speranza e volontà di un futuro migliore.
    Anche per Napoli-New York il pregio sta in uno smagliante e ricco cast, a cominciare dai due incredibili Dea Lanzaro e Antonio Guerra, che con i loro volti scanzonati e semplici conquistano lo schermo con una verve naturale, irresistibile;
    Pierfrancesco Favino conferma, invece, le sue preziose doti di interprete, costruendo un personaggio che colpisce per la sua sorprendente tenerezza.
    Con lui anche Anna Ammirati, Antonio Catania e Anna Lucia Pierro.

    Dunque, due racconti che riescono a trasmettere speranza e forza, il messaggio di Avvento più vero: che una strada per tutti c’è sempre e che anche nelle avversità della vita, la luce c’è e va cercata nei gesti e nelle parole più genuini, come avviene per i bambini.

     

    avvento cristina comencini emigrazione gabriele salvatores il treno dei bambini napoli-new york netflix pierfrancesco favino serena rossi speranza

    Articoli correlati

    SOS cinema: come sta la settima arte “made in Italy”

    14 Aprile 2026

    The Drama. Zendaya e Pattinson a nozze con il dubbio

    8 Aprile 2026

    Peaky Blinders: The Immortal Man. Quel commiato che non ci aspettavamo

    26 Marzo 2026

    Ritorno al tratturo. Di Molise e aree interne in un docu-film di Francesco Cordio ed Elio Germano

    23 Marzo 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci Consenso
    Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Visualizza le preferenze
    • {title}
    • {title}
    • {title}
     

    Caricamento commenti...