Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Arte e Cultura»“Colori divini”, la mostra al Museo diocesano di Sessa Aurunca dedicata alle sculture sacre in Terra di Lavoro
    Arte e Cultura

    “Colori divini”, la mostra al Museo diocesano di Sessa Aurunca dedicata alle sculture sacre in Terra di Lavoro

    Redazione12 Marzo 2025Nessun commento
    "Colori Divini". La mostra sulle statue lignee del Seicente e Settecento, conservate in Terra di Lavoro, esposte al Museo diocesano di Sessa Aurunca
    “Colori Divini”. La mostra sulle statue lignee del Seicente e Settecento, conservate in Terra di Lavoro, esposte al Museo diocesano di Sessa Aurunca. Foto Carmine Petruccelli

    Sarà visitabile fino al 6 aprile presso le sale del Museo Diocesano Diffuso “Diamare” di Sessa Aurunca la mostra “Colori Divini. La scultura lignea del Settecento in Terra di Lavoro”. Promossa dalla Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento, in collaborazione con la Diocesi e con il Comune di Sessa Aurunca accende i riflettori su un gruppo di sculture di soggetto sacro provenienti dall’Arcidiocesi di Benevento, dall’Arcidiocesi di Capua, dalla Diocesi di Isernia-Venafro, dalla Diocesi di Sessa Aurunca e dalla Diocesi di Teano-Calvi. Dieci manufatti raffiguranti soggetti sacri legati alla devozione locale, usciti dalle botteghe degli abili intagliatori attivi a Napoli tra XVII e XVIII secolo; opere in cui, dopo secoli, si identificano ancora oggi le comunità tanto per il valore storico-culturale, quanto per quello religioso.

    Il busto di San Bartolomeo, proveniente dalla Collegiata di Vairano Patenora, attribuito allo scultore Giacomo Colombo, databile con ogni probabilità al secondo decennio del XVIII secolo, apre il percorso espositivo visitabile il martedì, mercoledì e giovedì dalle 15.30 alle 18.00; il venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.00.

    L’evento inaugurale, lo scorso 7 marzo nella sala Pio IX del Museo diocesano di Sessa Aurunca, ha visto la presenza del Vescovo Giacomo Cirulli e del Soprintendente Mariano Nuzzo; ai loro interventi di saluto e di promozione della mostra si sono uniti quelli di don Roberto Guttoriello, Incaricato regionale per i Beni Culturali ed Edilizia Culto della Conferenza Episcopale Campana, di Antonio Maio, Direttore del MuDiSe, di Lorenzo Di Iorio, Sindaco di Sessa Aurunca, di Pierluigi Leone De Castris e Gian Giotto Borrelli, entrambi dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. Ha moderato gli interventi Mariangela Mingione, funzionario per la Comunicazione.

    La prima parte della mattinata è stata dedicata alla storia conservativa e al contesto storico-artistico dei manufatti esposti attraverso la presentazione del libro “Notizie dai restauri. Nuove acquisizioni sulla scultura lignea del Settecento in Terra di Lavoro” (Edizioni Saletta dell’Uva) curato delle storiche dell’arte Paola Coniglio (Sabap di Caserta e Benevento) e Immacolata Salvatore (Sabap per il Comune di Napoli). Poi un momento musicale a cura de “I Solisti dell’Orchestra Domenico Cimarosa” prima di tagliare il nastro della mostra espositiva.

     Opere e provenienza  Al già citato San Bartolomeo di Vairano Patenora si affiancano il San Rocco di Capriati al Volturno, il San Marco di Teano, la Santa Margherita di Roccaromana, il San Michele Arcangelo e il San Francesco Saverio di Marcianise, il San Silvestro Papa di Calvi Risorta e il San Simeone di Camigliano, la Madonna con Bambino di Montesarchio. Ad eccezione delle due opere provenienti dal Duomo di Marcianise, le altre sono conservate in piccole chiese parrocchiali: il sottile filo rosso che le unisce è la raffinatezza del lavoro commissionato da esperta committenza e la maestria degli intagliatori nel rendere quei dettagli fisici e l’espressività dei volti che suscitassero trasporto e vicinanza nei fedeli. Il San Giuseppe con Bambino di Sessa Aurunca, anch’esso eccezionale manufatto, è invece legato per committenza e storia ad edifici di culto che hanno ospitato congreghe che come da tradizione si dotavano di simulacri raffiguranti i santi a cui erano particolarmente devoti.

    "Colori Divini". La mostra sulle statue lignee del Seicento e Settecento, conservate in Terra di Lavoro, esposte al Museo diocesano di Sessa Aurunca. Particolare di San Simeone Profeta della chiesa d iCamigliano (Diocesi di Teano-Calvi)
    “Colori Divini”. San Simeone Profeta della chiesa di Camigliano (Diocesi di Teano-Calvi); e la Madonna con Bambino di Montesarchio (Diocesi di Benevento). Foto Carmine Petruccelli
    Foto Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento
    Foto Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento
    Foto Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento
    Foto Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento

     

    Museo Diocesano Sessa Aurunca opere lignee restauro sessa aurunca Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio di Caserta e Benevento

    Articoli correlati

    La sposa! Maggie Gyllenhaal e Mary Shelley oltre Frankenstein

    11 Marzo 2026

    Strade Maestre, la scuola che cammina fa tappa sui Monti Trebulani

    11 Marzo 2026

    Piedimonte Matese. Il premio letterario nazionale “L’Eco Silenziosa del Cila – Parole ed Emozioni”

    9 Marzo 2026

    Il ruolo del sacro nella cultura contadina: due giorni di studio tra fede, tradizione e nuova evangelizzazione

    5 Marzo 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...