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    Home»Attualità»Oltre la zona grigia. Cattolici e società scelgono il disimpegno; ma come uscirne?
    Attualità

    Oltre la zona grigia. Cattolici e società scelgono il disimpegno; ma come uscirne?

    Redazione7 Aprile 2025Nessun commento

    Paolo Bustaffa – C’è una “zona grigia” nella Chiesa e un’altra nella società. La prima è fatta da quanti si dichiarano cattolici ma sono assenti dalla vita della comunità cristiana, La seconda è fatta da cittadini che ritengono l’astensione l’unica risposta possibile a una politica senza respiro e deludente.  La recente analisi del Censis riferita alla città di Roma, replicabile in tutto il Paese, è giunta a questa conclusione per voce del suo fondatore Giuseppe De Rita.

    In Italia dove più del 70% si dice cattolico ma solo il 15% praticante c’è un 55% che non è motivato alla partecipazione all’esperienza comunitaria di fede tranne a quella di alcuni specifici e misurati momenti che non genera scelte di condivisione e non suscita il desiderio di percorsi di crescita spirituale. Le ragioni di questa assenza viene ribadito dalla ricerca sociologica, ha alle sue origini l’individualismo, l’ “io” chiuso in sé stesso, indifferente e diffidente. Un “io” storpiato dall’egoismo che sostituisce l’individuo alla persona, un “io” che si rende sterile nel ritenere inutili le relazioni con gli altri.

    Viene meno quel personalismo comunitario da cui nascono la fraternità ecclesiale e l’amicizia sociale richiamato da papa Francesco e ripreso nel “camminare insieme” che lui stesso indica come via maestra verso la felicità. In questa visione afferma Andrea Riccardi in ua riflessione apparsa su Avvenire del 5 aprile, “l’incontro con il povero porta oltre sé stessi, fa trascendere un io autocentrato e crea un noi particolare”. Anche alla “zona grigia” i poveri, gli ultimi, i diversi e i piccoli rivolgono il loro “magistero” e la loro domanda di ascolto. Si può rispondere con l’egoismo, con il pessimismo, con l’illusione di “pochi ma buoni”, con una minoranza fondata sulla distanza più che sulla prossimità?

    Non è facile compiere il passo ma l’analisi del Censis incoraggia a farlo dicendo che la “zona grigia” non è da intendersi come luogo di apparente immobilità spirituale e culturale, non è da giudicare ma è da tradurre in una preziosa opportunità.
    Come, in questo tempo, non subire la complessità, come reagire alla paura, come aprire percorsi di serenità e di fiducia? “Per vivere in mezzo a un popolo grande, complesso in cui ci sono domande vere – risponde Andrea Riccardi – c’è bisogno di un sentimento: la simpatia. Tanto più necessario per la vita nella città che è spesso segnata da antipatia, se non da odio”.

    La “zona grigia” si pone come freno e ostacolo alla tessitura di relazione fraterne, non si può ignorare questo dato di realtà: trasformarlo in “una preziosa opportunità” per cambiare la direzione della storia è possibile a chi crede nella simpatia e ogni giorno la coltiva .

    Fonte SIR

    Censis chiesa indagine simpatia società zona grigia

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