Il Venerdì che precede la Domenica delle Palme in Italia (soprattutto in quella meridionale), è un venerdì speciale perché, seguendo un’antica e radicata tradizione, viene venerata la Beata Vergine Maria, prestando particolare attenzione al Mistero del suo Dolore materno, associato alla Passione di Cristo. Ai più potrà risultare assai strana, se non addirittura sconosciuta, tale celebrazione. Sta di fatto che essa ha raggiunto nel tempo talmente tanta diffusione e prestigio, fino a diventare in alcuni luoghi una sorta di anticipo dei Riti della Settimana Santa, che si aprono abitualmente con la Domenica delle Palme.
Mille anni di Storia Il Culto ai Sette Dolori di Maria ebbe inizio intorno alla fine del sec. XI, con la compilazione del Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius di autore ignoto, inizialmente identificato in san Bernardo: in esso, veniva presentato il pianto della Vergine in varie lingue. A metà del secolo XIII, invece, sorse a Firenze l’Ordine dei “Servi di Maria”, fondato dai Santi Sette Fondatori e ispirato alla venerazione verso la Madre dei dolori. Poco dopo, sarebbe stato grazie all’impulso di Fra Jacopone da Todi (1230 circa-1306) che avrebbe visto la luce lo Stabat Mater, celebre composizione in lingua latina che incentivò la devozione ai Sette Dolori di Maria (condensata nella Pratica della Via Matris), così individuati:
1) La profezia dell’anziano Simeone, quando Gesù fu portato al Tempio;
2) La Sacra Famiglia è costretta a scappare in Egitto, per sfuggire ad Erode;
3) Il ritrovamento di Gesù dodicenne nel Tempio a Gerusalemme;
4) L’Incontro tra Maria addolorata e Gesù che porta la croce sulla via del Calvario;
5) La Madonna ai piedi della Croce assiste il Figlio crocifisso e morente;
6) Maria accoglie tra le sue braccia il Figlio morto, deposto dalla Croce;
7) Maria assiste alla sepoltura di Gesù, in attesa della risurrezione.
In conseguenza di una diffusione sempre più capillare e radicata della Devozione, il 9 giugno del 1668, la Sacra Congregazione dei Riti permetteva ai Servi di Maria di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori della Beata Vergine, che il 18 agosto 1714 collocò al Venerdì precedente la Domenica delle Palme. Fu infine San Pio X (Papa dal 1904 al 1914), a fissare la data definitiva al 15 settembre, giorno successivo alla Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, presentandola ai fedeli come “Memoria della Beata Vergine Maria Addolorata”. Ciò nonostante, la venerazione popolare verso la Madre dolorosa in quello che frattanto era stato ribattezzato “Venerdì di Passione”, non è venuta mai meno anzi, nonostante le riforme e gli adeguamenti liturgici intercorsi lungo i secoli, si è accresciuta sempre di più. Per citare alcuni esempi, a Bra, in provincia di Cuneo, il rito della Processione dell’Addolorata si tiene nell’ambito della Via Crucis cittadina, a cura dell’Arciconfraternita della Misericordia, detta dei Battuti Neri, dove i bambini e le bambine che frequentano il catechismo presso le parrocchie braidesi, sfilano portando i simboli della passione di Cristo. A Roma invece, tra i vari Luoghi di culto, va segnalato il Santuario di San Salvatore in Lauro, dove quest’anno viene ricordata l’Addolorata con la Preghiera delle “Mille Ave Maria”, mentre a Licata (Sicilia), Gallipoli (Puglia), Sora (Lazio), l’Addolorata diviene protagonista di lunghe processioni.
A due passi da casa Anche nella Diocesi di Alife-Caiazzo, nel solco di un culto mariano presente praticamente in ogni parrocchia, sono tre gli appuntamenti in calendario questa sera che ricordano il Venerdì dell’Addolorata. A Castello del Matese presso la Chiesa parrocchiale di Santa Croce, il triduo in onore della Madonna dei giorni precedenti culmina questa sera alle 18.00 con la Via Matris (che condurrà il Crocifisso e l’Addolorata lungo le vie cittadine) e la Santa Messa (scarica la locandina). All’insegna della Via Matris è anche l’appuntamento che, a Piedimonte Matese alle 19.30 nella Chiesa di San Filippo Neri, è stato indetto dalla Parrocchia di Ave Gratia Plena e dalla Confraternita di Santa Maria della Libera, le quali insieme alle Reale Arciconfraternita del Carmine, hanno trasformato il momento di Formazione confraternale di questo mese in un evento di Preghiera aperto a tutti (scarica la locandina). Domani ad Alvignano, dove per decenni le comunità parrocchiali sono state guidate dai Servi di Maria, su iniziativa del Terz’Ordine dei Servi di Maria, sabato alle 17.15 ci sarà la preghiera della Via Matris (in sosta davanti alle edicole raffiguranti i dolori di Maria) lungo tutta via Iacobelli fino al Santuario dell’Addolorata dove alle 18.00 sarà celebrata la Messa.