Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Curiosità»Piedimonte Matese. Alberto Bacchiani, la sua memoria della Seconda guerra mondiale su Rai Storia
    Curiosità Territorio

    Piedimonte Matese. Alberto Bacchiani, la sua memoria della Seconda guerra mondiale su Rai Storia

    Grazia Biasi23 Aprile 2025Nessun commento

    Alberto Bacchiani, tra gli ultimi testimoni della Seconda guerra mondiale, sarà protagonista questa sera (mercoledì 23 aprile) della puntata “Il giorno e la storia” in onda su Rai Storia alle 21.10 nel documentario del regista Pasquale D’Aiello.
    Piedimontese per scelta, aveva deciso di stabilirsi nella città matesina dopo averla conosciuta da giovane durante gli studi all’Istituto Agrario e ne  rimasto affascinato, e come per un naturale legame di sangue se ne sentiva figlio.
    Deceduto lo scorso 3 gennaio a 103 anni, la sua testimonianza di guerra è stata raccolta nel 2022 insieme a quelle di uomini di altre Regioni italiane che combatterono per il Paese; e finalmente questa sera, alla vigilia della Festa della Liberazione, la ascolteremo in tv.

    Lo aveva già fatto il signor Alberto; aveva già affidato le sue memoria alle collettività con il libro “La memoria e il tempo” pubblicato nel 2014; ma volutamente il suo diario di combattente si apriva con la narrazione di un periodo a lui particolarmente caro: il fascismo delle grandi opere pubbliche, delle centrali idroelettriche, della costituzione dei Parchi nazionali, delle opere sociali: “Nato nel 1922 ho vissuto quel periodo con la spensieratezza della prima gioventù – spiega Bacchiani –  entusiasta come tutti i giovani di allora, dei traguardi che, anno dopo anno venivano raggiunti”. Come tanti anziani di oggi, testimoni di quegli anni, Alberto per tutta la vita ha riconosciuto i meriti delle imprese mussoliniane che avevano conferito all’Italia la crescita sperata; l’esperienza della gioventù lo aveva reso consapevole del progresso che stava investendo il Paese e lo affascinava; diversamente è stato quando un’altra consapevolezza si è fatta strada nella società: il dolore e il male che il fascismo e le sue estreme conseguenze portarono all’intera popolazione.

    Di origini pesaresi Alberto era nato il 12 maggio 1922 a La Goletta, in Tunisia, dove la mamma era impiegata come insegnante di italiano e francese in quella che era diventata meta di immigrazione e colonia di italiani. Vissuti a Monastir e Susa quindi trasferiti a Rabat in Marocco ed infine a Casablanca dal 1926 al 1930, anno in cui tornano definitivamente in Italia, a Roma. Vissero presso il fratello della mamma: Alessandro Bacchiani, professore, giornalista e redattore capo presso l’allora Giornale d’Italia. Profondo studioso nel campo delle antichità ricoprì cariche importanti come direttore della toponomastica di Roma e Consultore presso il governo diretto da Benito Mussolini. Come non poteva interessarsi il giovane Alberto all’Italia di Mussolini e alle imprese del Duce! In questo clima di vivacità e fermento culturale che cresce fino all’iscrizione in collegio a Firenze e poi all’avviamento professionale agrario nella città di Latina, altro simbolo dell’impresa fascista, allora Littoria. Su consiglio del direttore, per fargli proseguire gli studi, la madre decise di trasferirsi a Piedimonte d’Alife sede di uno dei più antichi e accreditati Istituti Agrari, fondato il 12 luglio 1888 come Regia Scuola Pratica di Agricoltura. Nel 1942 arrivò la chiamata alle armi; successivamente Alberto venne inviato in Africa Settentrionale e sino all’11 maggio 1943 fu combattente nella seconda guerra mondiale. Dopo l’Armistizio fu fatto prigionieri prima in Algeria e quindi negli Stati Uniti, in Virginia nella città di Norfolk. Nel 1945 finalmente tornò a Roma in tempo per festeggiare il Natale con la famiglia. Lo accolse una città completamente trasformata dagli eventi della guerra in cui lavorò come manovale per ricostruire le strade urbane al 1947. Fu in quel periodo che a Roma incontrò per caso, durante una passeggiata a piazza Cavour, Gino Mattera, vecchio amico Piedimontese, che cantava da tenore e in quel momento era impegnato al Teatro dell’opera di Roma. Gli regalò dei biglietti per una delle rappresentazioni, episodio che fece nascere in Alberto la nostalgia e la voglia di tornare in visita nella cittadina matesina che lo aveva ospitato e in cui aveva tanti cari amici. Fu quel breve viaggio a riaccendere in lui il desiderio di tornarci e rimanere; e così accadde dopo aver convinto la madre al trasferimento. Dal 1948 Piedimonte divenne la sua casa, la sua nuova famiglia. Conobbe Italia che sarebbe diventata sua moglie, godendo la gioia del matrimonio per ben 71 anni. La sua riconoscenza per Piedimonte, l’amore per la città e per il Matese lo ha raccontato in poesie e scritti; il suo sentirsi parte della comunità lo ha portato nelle scuole del territorio a farsi narratore di una pagina di Storia unica ed indimenticabile per l’Italia.

    Rinnegò il fascismo e le leggi razziali, e da adulto volle perciò precisare: “Se le cose avvenute nel passato, come nel bene e nel male, non sono passibili di alcuna correzione, sono però, se ricordate, preziose da un lato se prese ad esempio, dall’altro per non ricadere in errori ancora più gravi”.

    Alberto Bacchiani durante gli anni della prigionia negli Stati Uniti d’America
    Alberto Bacchiani benito mussolini fascismo leggi razziali seconda guerra mondiale

    Articoli correlati

    “Seta e acciaio”: a Piedimonte Matese le donne raccontate tra arte, memoria e sport. Presente la pugile Angela Carini

    11 Marzo 2026

    Strade Maestre, la scuola che cammina fa tappa sui Monti Trebulani

    11 Marzo 2026

    Germogli di speranza. Scarica il sussidio della Caritas dedicato all’anima

    6 Marzo 2026

    A Piedimonte Matese la “Pizza di Beneficenza” organizzata dai Salesiani

    26 Febbraio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...