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    Home»Chiesa e Diocesi»Il comignolo, le bandiere, il pianto. La Chiesa e il mondo con Leone XIV
    Chiesa e Diocesi Editoriali Primo Piano

    Il comignolo, le bandiere, il pianto. La Chiesa e il mondo con Leone XIV

    Grazia Biasi9 Maggio 2025Nessun commento
    In Cappella Sistina Papa Leone XIV dopo aver vestito gli abiti pontifici si mostra ai Cardinali e insieme pregano. Foto Vatican Media/SIR

    La grandezza artistica e spirituale della Cappella Sistina, la compostezza dei gesti all’atto del giuramento dei Cardinali, la segretezza di ogni parola e gesto di quelle ore trovano inscritte nella solennità del Conclave trovano il loro “altro” nella essenza semplice, domestica, umana dei simboli che si sono imposti alla visione (per chi ha seguito l’evento in tv o dai dispositivi mobili) e di diritto entrano a far parte della pagine di Storia appena scritta.

    La fissità dell’immagine del comignolo, animata dal movimento di uno o più gabbiani; l’oggetto, piccolo e distante dalla Piazza che ha unito lo sguardo del mondo costringendolo nell’unica direzione, suscitando sentimenti di speranza, di attesa, di desiderata consolazione e di certezza nel domani. Il potere povero della Chiesa! La forza attrattiva di un messaggio affidato ad una fumata che per qualche giorno ha azzerato il potere armato della comunicazione veloce e talvolta indelicata, lo leggo volentieri come “promemoria” a coltivare l’attesa per le grandi risposte. La preghiera, dentro e fuori il Conclave in Sistina e in Piazza, nelle Cattedrali e nelle Parrocchie è stato il motivo portante di questo tempo che ci ha fatti riscoprire “minimi” di fronte al vento dello Spirito Santo, di fronte a Pietro sulla Loggia non i pronostici degli studi televisivi divenuti tormentoni superflui delle nostre giornate.

    Le bandiere del mondo intero: il senso di appartenenza ad un Paese, grande o piccolo, e il riconoscersi famiglia nella Piazza che abbraccia e accoglie, come Leone XIV ha sottolineato nelle sue prime parole dalla Loggia delle Benedizioni. In quella molteplicità di colori ciascuno ha portato storie fiere di popoli ma anche drammi moderni, identità sociali e culturali esprimendo il “tutti” che il Papa intende incontrare con il dialogo e il ponte della pace. In quelle bandiere al vento, forzate verso il cielo e le inquadrature delle telecamere, difficile non cogliere il desiderio di un Papa connazionale per la gioia di partecipare ancor più intensamente e da vicino al suo cammino nella guida della Chiesa e conquistare un primato puramente umano, ma comprensibile…

    Vaticano, 8 maggio 2025: elezione di Papa Leone XIV, card. Robert Francis Prevost, dopo Conclave di 2 giorni con 4 votazioni prima della fumata bianca – (Foto Calvarese/SIR)

    Lo sguardo basso prima di rivolgerlo alla folla; il sorriso, gli occhi bagnati dalle lacrime, le labbra che spesso si stringono, le braccia sollevate, le mani che salutano. Leone XIV si è presentato con l’umanità disarmante – come la pace auspicata dalle sue parole – del missionario. Saluta con il saluto di Cristo “La pace sia con tutti voi” perché non porta se stesso al mondo, ma Cristo, e il progetto di pace e di ponti che intende costruire non è solo di natura umana ma divina, perché –  lo chiarisce da subito – “Cristo ci precede”.  Il mondo che ha ascoltato dalla voce del Card. Mamberti l’annuntio vobis e ha scoperto quasi con sorpresa e una velata preoccupazione che si tratta di un americano è conquistata dalle sue parole, costantemente accompagnate dalle lacrime. Il Papa americano con radici europee, con una vita nel nord e nel sud del grande continente tra categorie sociali intrise di frustrazioni e povertà, è venuto ad unire e portare speranza. Indossa quegli abiti pontifici che non evocano potere o lusso ma ricordano il martirio: il rosso sulle sue spalle – non ornamento ma significato preciso nella Chiesa – è il segno visibile della strada che ha deciso di intraprendere: con Leone XIV i primi segni esprimono fedeltà a Cristo, passione per l’umanità che scaturisce dalla sequela del Vangelo, e affidamento a Maria.

    Se il suo nome è il programma, come non ricordare il primo Leone, santo e magno (eletto nel 440) che difese Roma e la cristianità; e l’ultimo, Leone XIII (eletto nel 1878) che nel definire la dottrina sociale della Chiesa ispirò ed ispira ancora oggi popoli e nazioni.

    ♦ Prima Benedizione “Urbi et Orbi” del Santo Padre Leone XIV, 08.05.2025. Leggi

    Papa Leone XIV saluta i fedeli in Piazza San Pietro
    Papa Leone XIV saluta i fedeli in Piazza San Pietro. Foto Vatican Media/SIR
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