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    Home»Chiesa e Diocesi»Leone XIV: “Dio ci ama, è la grande verità della nostra vita”. A San Paolo fuori le mura attraversa la Porta Santa
    Chiesa e Diocesi

    Leone XIV: “Dio ci ama, è la grande verità della nostra vita”. A San Paolo fuori le mura attraversa la Porta Santa

    Redazione21 Maggio 2025Nessun commento
    (Foto Calvarese/SIR)

    M. Michela Nicolais – Una preghiera silenziosa, in ginocchio, davanti al “Trofeo” dell’Apostolo delle genti. E’ il gesto più emblematico della visita di Leone XIV alla basilica di San Paolo fuori le mura, dove è entrato dalla Porta Santa in processione con i monaci benedettini, accolto dall’abate, Donato Ogliari, e dal cardinale arciprete, James Michael Harvey. Prima di venerarne il sepolcro, il Papa ha affidato l’inizio del suo ministero petrino a San Paolo, con una breve ma intesa omelia il cui messaggio è ruotato intorno a tre grandi temi squisitamente paolini: la grazia, la fede e la giustizia.

    “Alla radice di ogni vocazione c’è Dio”, il riferimento al tema della grazia: “la sua misericordia, la sua bontà, generosa come quella di una madre, che naturalmente, attraverso il suo stesso corpo, nutre il suo bambino quando è ancora incapace di alimentarsi da solo”. Subito prima, l’affidamento dell’inizio del suo pontificato all’Apostolo delle genti, che dice prima di tutto di aver avuto da Dio la grazia della chiamata, cioè “riconosce che il suo incontro con Cristo e il suo ministero sono legati all’amore con cui Dio lo ha preceduto, chiamandolo ad un’esistenza nuova mentre era ancora lontano dal Vangelo e perseguitava la Chiesa”. Subito dopo, la citazione di un altro convertito, Sant’Agostino: “Cosa potremo noi scegliere, se prima non siamo stati scelti noi stessi? In effetti, se non siamo stati prima amati, non possiamo nemmeno amare”.

    Papa Leone XIV nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Vatican News
    Papa Leone XIV nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Vatican News
    Papa Leone XIV saluta e benedice i fedeli (@Vatican Media)
    Papa Leone XIV saluta e benedice i fedeli (@Vatican Media)

    “La salvezza non viene per incanto, ma per un mistero di grazia e di fede, di amore preveniente di Dio, e di adesione fiduciosa e libera da parte dell’uomo”. L’immagine evocata dal Pontefice è quella che descrive la conversione di Saulo: “Il Signore,  apparendogli sulla via di Damasco, non lo ha privato della sua libertà, ma gli ha lasciato la possibilità di una scelta, di una obbedienza frutto di fatica, di lotte interiori ed esteriori, che lui ha accettato di affrontare”.

    “Mentre ringraziamo il Signore per la chiamata con cui ha trasformato la vita di Saulo gli chiediamo di saper anche noi rispondere ai suoi inviti allo stesso modo, facendoci testimoni dell’amore riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”, l’auspicio per il suo pontificato. “Gli chiediamo di saper coltivare e diffondere la sua carità, facendoci prossimi gli uni per gli altri”, la richiesta sulla scia delle parole pronunciate da Papa Francesco in questo stesso luogo, il 25 gennaio 2024: “Nella stessa gara di affetti che, dall’incontro con Cristo, ha spinto l’antico persecutore a farsi tutto a tutti), fino al martirio. Così, per noi come per lui, nella debolezza della carne si rivelerà la potenza della fede in Dio che giustifica”. “Cari amici, Dio ci ama. Questa è la grande verità della nostra vita e che dà senso a tutto il resto”. Il Papa ha scelto di concludere l’omelia facendo sue le parole pronunciate il 20 agosto 2011 da Benedetto XVI nell’omelia della Veglia di preghiera con i giovani, per la Giornata mondiale della Gioventù di Madrid. “All’origine della nostra esistenza c’è un progetto d’amore di Dio”, e la fede ci porta ad “aprire il nostro cuore a questo mistero di amore e a vivere come persone che si riconoscono amate da Dio”, ha detto ancora Papa Ratzinger. “È qui la radice, semplice e unica, di ogni missione, anche della mia, come successore di Pietro ed erede dello zelo apostolico di Paolo”, ha commentato Leone XIV: “Mi dia il Signore la grazia di rispondere fedelmente alla sua chiamata”. Poco prima, il riferimento alla comunità benedettina, a cui “da secoli” è affidata la cura della basilica di San Paolo fuori le mura: “Come non ricordare, allora, parlando dell’amore come fonte e motore dell’annuncio del Vangelo, gli insistenti appelli di San Benedetto, nella sua Regola, alla carità fraterna nel cenobio e all’ospitalità verso tutti?”. Poi il riferimento alle parole che, “più di mille anni dopo, un altro Benedetto, Papa Benedetto XVI, rivolgeva ai giovani”.

    Fonte SIR

    Papa leone XIV san paolo fuori le mura

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