La risposta attesa da tempo: i problemi causati dalla massiccia presenza di cinghiali in area matesina trovano risposta nella recente scelta, del Parco Regionale del Matese, di approvare il nuovo Piano di Controllo del Cinghiale attuando il Piano Regionale di Eradicazione della Peste Suina Africana (P.R.I.U.) 2025–2028, adottato dalla Regione Campania.

Il piano in questione prevede le seguenti azioni: il rafforzamento della vigilanza e del monitoraggio faunistico; l’incremento del prelievo controllato selezione, interventi diretti; l’adozione di metodi alternativi e preventivi in aree agricole e periurbane; il potenziamento della collaborazione con agricoltori, enti locali e operatori specializzati.
“Il Parco Regionale del Matese – ha dichiarato il Presidente Agostino Navarra – conferma il proprio impegno nella gestione attiva della fauna selvatica, per tutelare la biodiversità, la sicurezza pubblica, la salute animale e le produzioni agricole del territorio”. Ha poi aggiunto confermando “Questo Piano non è solo uno strumento operativo, ma anche un atto di responsabilità da parte dell’attuale Giunta del Parco, in attesa dell’avvio del Parco Nazionale del Matese, verso le nostre comunità e il nostro patrimonio naturale.”
Presente in giunta esecutiva anche Giuseppe Miselli, Direttore di Coldiretti Caserta, il cui commento richiama una volontà più volte espressa dall’associazione rappresentata finalizzata anche a stabilire una filiera del cinghiale sul territorio: “È stato un documento che, fin dall’inizio, Coldiretti ha voluto fortemente. La presenza eccessiva della fauna selvatica, in particolar modo dei cinghiali, determina danni non solo alle cose, ma soprattutto alle persone: è quindi necessario intervenire. Non si tratta solo di limitare i danni alle persone, ma anche all’agricoltura. Questo Piano rappresenta l’avvio di una prima fase di un progetto che Coldiretti Caserta sostiene con convinzione: la creazione di una filiera del cinghiale nel nostro territorio. Una problematica può così diventare un’opportunità per l’intera area, con una filiera controllata e valorizzata.”
Il Piano sarà trasmesso alla Regione Campania per gli adempimenti di competenza, costituendo un modello di gestione integrata che coniuga tutela ambientale e prevenzione sanitaria.