I vertici regionali lo ponevano come atto spartiacque tra un prima e un dopo, ossia tra i tagli dei servizi e la conferma degli stessi, necessari alla popolazione delle aree interne e distanti dai centri maggiori della Campania.
Ad annunciarlo giorni fa a Piedimonte Matese il presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero; ed oggi nuovamente lui attraverso il suo profilo facebook: eÈ legge! Riconoscimento di Capri, Ischia, Procida, Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri come “zone disagiate” (…). Una scelta di giustizia territoriale, che guarda alle esigenze reali delle comunità geograficamente svantaggiate e che consente ora, a pieno titolo, l’applicazione delle deroghe previste dalla normativa nazionale in ambito sanitario, scolastico e infrastrutturale. Un passo essenziale per garantire continuità assistenziale, sicurezza e dignità nei nostri territori”.
Si attendeva una azione dalla Regione, anche su proposta del Governo Meloni, per agire in deroga alla Legge del Governo Renzi del 2015 relativa al taglio dei punti nascita nei territori con una soglia al di sotto di 500 parti all’anno, requisito in base al quale lo scorso 1 luglio, agendo d’Ufficio e in risposta alle disposizioni della Regione responsabile della sanità campana, l’ASL Caserta ha predisposto la chiusura del punto nascita di Piedimonte Matese e di Sessa Aurunca istituendo un punto di guardia medica ginecologica.
Dalle parole ai fatti. Si attende che simile decisione che annuncia vantaggi per i servizi relativi a sanità, trasporti e scuola, trovi in azioni mirate la concreta applicazione.