Tornano i murales in memoria di Pietro D’Ascoli; tornano i colori d’impatto e – in questo caso – il messaggio rivolto alla comunità come ogni opera writer porta con sé: ricordare, fissare, denunciare, perpetrare. A 17 anni dalla scomparsa del giovane concittadino e dopo 10 anni dall’ultimo memorial in suo onore, artisti provenienti da tutta la Campania, sotto la guida del direttore artistico Corrado Teso hanno dipinto il muro esterno della Omniafiltra Cartiera del Torano.
L’iniziativa – promossa fin dall’origine dalla famiglia D’Ascoli – questa volta ha trovato realizzazione grazie al supporto fattivo del Forum dei Giovani di Alife che, con il Patrocinio del Comune, ha organizzato una intera giornata in memoria di Pietro: domenica 13 luglio, il muro di cinta della cartiera che per 200 metri corre lungo una delle principali arterie cittadine è stato interessato da un totale restyling di disegni e di colori. “Dask”, il nome d’arte del giovane concittadino scomparso prematuramente campeggia ovunque, dall’inizio alla fine della lunga opera d’arte.
Era il 2008 quando Pietro D’Ascoli, a soli 16 anni, veniva colpito da una comune influenza e una tonsillite, rivelatasi poi anomala e fatale; inutili il ricovero e le cure perché nel giro di poco la sua vita si spense lasciando incredula la comunità alifana. La sua passione per i graffiti è stata la strada che ha spinto la famiglia a ricordarlo in modo diverso dal solito: l’autorizzazione da parte della cartiera alifana ha fatto sì che ogni anno il suo nome venisse immortalato in un punto di passaggio strategico lungo la strada che poi ha preso anche il suo nome.
Dal 2015 mancava il memorial, la parete sbiadita portava solo poche tracce dell’ultima iniziativa in onore di Pietro d’Ascoli; l’occhio e la mente, ormai abituati e legati al ricordo di un cittadino, erano rimasti privi di un gancio: “Due anni fa, appena il Forum si è insediato – ha spiegato Francesco Accarino, a capo della formazione dei giovani alifani – abbiamo assunto con la famiglia l’impegno di questo memorial, divenuto negli anni passati momento simbolo dell’estate di Alife”.
Musica live, bombolette spry e tiri al canestro; momenti di scambio tra i giovani che per l’intera giornata hanno assistito in tempo reale alla realizzazione del nuovo muro; concittadini di passaggio o volutamente presenti hanno visto materializzarsi in poche ore il nome di “Dask”, richiamo ad un evento che seppur triste diventa memoria collettiva: “Per noi ricordare è qualcosa di forte, ci accomuna come gruppo e ci stimola a riprendere un impegno che ha toccato la nostra infanzia e ci ha segnati – spiega ancora Accarino. Come Forum dei giovani già altre volte abbiamo ricordato giovani di Alife che purtroppo ci hanno lasciati; ora era importante il nostro omaggio a Pietro”.
Dietro la festa di un giorno, l’urgenza di questi giovani di non recidere con il passato, di continuare ad anestetizzare un dolore inatteso che non trova mai spiegazioni e rassegnazione. Il memorial a Dask, e quelli per altri amici, confermano che nessuno resta fuori dal ricordo e la presenza dei cari rimane eterna: un esercizio spontaneo che coltiva sensibilità, cura per la comunità in cui si vive.
