Noemi Riccitelli – L’antesignano di tutti i supereroi, l’Ercole del ventesimo secolo: Superman ha rappresentato un ideale di capacità e abilità oltre le possibilità umane, tanto da diventare una proverbiale espressione da attribuire a chiunque dimostrasse simili prodezze.
Così, dalla pagine dei fumetti DC Comics in cui è nato dall’ispirazione di Jerry Siegel e Joe Shuster, Superman è passato al grande schermo, in diverse e molteplici trasposizioni, la prima e iconica versione quella con l’attore Christopher Reeve, nel 1978.
Un simbolo della cultura pop che ha superato la prova del tempo e continua a tenere vivo l’entusiasmo per il proprio profilo: così, ancora nel 2025, dai DC Studios, esce in sala l’ultima versione di Superman con la regia di James Gunn, al cinema dal 9 luglio.
Un nuovo volto per la figura di Clark Kent, il reporter metaumano di Metropolis: è l’attore David Corenswet ad interpretare il protagonista, accanto a Rachel Brosnahan nelle vesti della collega e compagna Lois Lane.
Superman (David Corenswet) si trova a dover gestire il fragile equilibrio creato da Lex Luthor (Nicholas Hoult), il quale, accecato dall’odio nei confronti del supereroe e dalla brama di potere, ha innescato un conflitto che coinvolge diverse potenze mondiali.
Supportato su due fronti, sia dai colleghi Lois Lane (Rachel Brosnahan) e Jimmy Olsen (Skyler Gisondo), che cercano di gestire la crisi mediatica creata da Luthor, oltre che indagare sul suo conto, sia da Mister Terrific (Edi Gathegi), che lo supporta nelle sue operazioni, Superman fronteggia la situazione, che gli permette di riflettere anche su di sé e le sue origini.
Limpidi occhi blu, un tenero sorriso e un grande cuore: non è difficile individuare le qualità di questo nuovo Superman.
E se pur si tratta di un cosiddetto “metaumano”, un alieno venuto dal pianeta Krypton, è proprio l’umanità, invece, a definire la direzione delle sue azioni.
Il regista James Gunn, già autore di pellicole dedicate alla realtà dei fumetti Marvel (suoi i tre volumi dei Guardiani della Galassia), dirige e scrive il capitolo 0 di quest’ultimo Superman, definendone stile e tono.
Un insieme di serio e faceto: Gunn prende spunto dal mortificante tempo presente e, così, la sceneggiatura trova definizione in conflitti tra stati confinanti, informazione manipolata, piattaforme social cariche di odio, animate da cervelli vuoti (una sequenza particolarmente eloquente!); tuttavia, la narrazione di questo triste orizzonte non troppo lontano, è intervallata da battute di spirito, che più che stemperare l’atmosfera, sembrano quasi interrompere quel pathos che la sequenza stessa vorrebbe ispirare.
Un tratto distintivo del regista, questo insieme di umorismo e impegno, già osservato in altre sue pellicole.
Tuttavia, ciò su cui Gunn ha posto l’accento è la sensibilità e la fragilità del supereroe, rendendolo una figura dai valori semplici e puri, preoccupato di difendere e proteggere, ad ogni costo, tanto l’essere umano quanto il più piccolo animale.
David Corenswet, a tal proposito, si è rivelato un interprete adeguato, con il giusto carisma.
Nella profilazione dei personaggi appare ben definito e riuscito Lex Luthor, che Nicholas Hoult ha contribuito a delineare con grande smalto, riuscendo a renderlo così perfettamente detestabile e maligno.
Edi Gathegi con il suo Mister Terrific riesce ad essere memorabile ed incisivo, rappresentando la più classica e solida delle “spalle”. Appare in disparte, invece, la protagonista femminile: la Lois Lane di Rachel Brosnahan, per quanto bene in parte, è sì sagace e pronta a tutto, ma non sembra essere fondamentale nell’intreccio del racconto, e anche il legame affettivo con Clark Kent/Superman è relegato a poche sequenze.
Menzione speciale va al piccolo-grande cane Krypto.
Dunque, un Superman che comunica tutto e niente: il gancio alla contemporaneità (che ultimamente caratterizza la maggior parte dei film sui supereroi) è certamente apprezzabile e calzante, veicolando un messaggio di solidarietà e unione, ma nella linea narrativa dell’antologia Superman, il film latita in una svolta che sia realmente sorprendente e originale.


