“Nessuno si salva da solo”: le parole che più volte ci siamo ripetuti oggi trovano l’urgenza di essere vissute e condivise. Perciò insieme sforziamoci di essere un’unica voce per il bene dei nostri territori e la tutela del diritto alla salute e alla vita.
Con una lettera inviata ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi e ai rappresentati di Associazioni e Movimenti delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca, il Vescovo Giacomo Cirulli sollecita la partecipazione alle manifestazioni popolari che si stanno organizzando a Piedimonte Matese e a Sessa Aurunca al fine di levare un’unica voce e ricentrare l’attenzione sulle esigenze dei cittadini e il diritto alla salute.
La chiusura dei punti nascita è frutto di un progressivo processo che riscrive gli standard qualitativi delle strutture sanitarie a partire dal D.M. 70/2015 con i conseguenti tagli ai servizi sanitari approdato sui tavoli della Regione Campania competente in materia sanitaria nel territorio. La delibera di Giunta n. 418 del 23 giugno ha di fatto dato concretezza al procedimento di chiusura dei punti nascita che i cittadini hanno potuto constatare dai primi giorni di luglio (a Piedimonte e a Sessa non si superano i 500 parti annui, soglia fissata dal DM dell’allora Governo Renzi che consente la presenza del punto nascita e l’assistenza ginecologica alle partorienti).
Proteste dal basso si sono levate dando vita ad una mobilitazione pacifica che vuole esprimere il disagio di partorienti e neomamme costrette a trasferimenti anche urgenti in località della regione pubbliche e soprattutto private dotate dei servizi di prima assistenza e di urgenza. Uno dei tanti servizi sottratti al territorio matesino, dichiarato “area interna” e successivamente da un Consiglio regionale, “territorio disagiato” al fine di recuperare – in deroga alle leggi in vigore – i servizi urgenti e attesi.
Di deroga in deroga, potrebbe essere altrettanto rischioso e logorante per gli tessi pazienti senza la certezza temporale di prestazioni sanitarie che una dopo l’altra sono sottratte al territorio.
“Faccio appello alla vostra sensibilità e al senso di responsabilità nella costruzione del bene comune”,
sono le parole di Mons. Cirulli ai suoi più stretti collaboratori e ai laici impegnati affinché cresca il fronte comune nella richiesta di diritti e nell’attesa di risposte concrete da parte delle autorità politiche preposte. E apertamente nella lettera sollecita ad esserci sia il 19 luglio nel corteo organizzato dal neonato “Gruppo d’Azione Piedimonte è Viva” che da Piazza Roma (appuntamento alle 19.00) raggiungerà l’ospedale di Piedimonte, sia nella manifestazione programmata per il 31 luglio dal Comitato San Rocco a Sessa Aurunca.