Mettono in campo risorse fisiche e mentali, il tempo e la creatività; mettono in campo se stessi preparandosi nel miglior modo possibile (guidati e formati da adulti ed educatori più esperti) perché le attività estive con i più piccoli non siano solo festa ma un momento educativo. Rinunciano coraggiosamente al mare o alla piscina, rinviano le loro vacanze con le famiglie per costruire relazioni in nome del Vangelo; per servire in nome del Vangelo.
Diciamogli grazie perché pur tra mille fragilità e insicurezze dell’adolescenza, e tra gli impegni di studio o lavoro della gioventù loro scelgono quella parte migliore che nessun altro potrà togliere loro: la vita fraterna e in essa l’incontro con il Maestro.
Ad Alvignano da pochi giorni è terminato il percorso di animazione e formazione (6-26 luglio) offerto dalla fondazione Principi di Piemonte sia a giugno che a luglio agli alunni della scuola dell’Infanzia e della Primaria a cura di insegnanti ed ex allievi. Il loro impegno genera il grazie della Fondazione per quanto i giovani animatori hanno compiuto in forma gratuita e volontaria “nonostante il caldo e nonostante, essendo estate, potevano benissimo passare diversamente le loro vacanze”, si legge sui social dell’ente. “Sono nostri ragazzi, semplici, normali, che però sanno fare la differenza offrendo se stessi per il bene di altri. Grazie, ragazzi!”
La riflessione continua e si allarga, prova a toccare le corde del cuore di altri giovani ma soprattutto il mondo adulto: “E poiché fanno notizia sempre la fragilità, il disagio dei giovani e degli adolescenti, le loro bravate e la loro incapacità di stare nella società, è il caso che oggi faccia notizia, e che venga urlata, anche la loro capacità di mettersi a disposizione, a servizio degli altri, di ascoltare i bisogni del territorio, di lasciarsi toccare dalle iniziative di bene e solidarietà che fioriscono attorno a loro”.
C’è fermento tra i giovani delle parrocchie di Alvignano, ed esso supera i confini della realtà locale perché il loro impegno ha raggiunto la Caritas diocesana come pure le pagine di Clarus a supporto delle attività che la Chiesa diocesana offre al territorio. E in casa come non considerare il loro essere anche con il Servizio Civile.
“Cari ragazzi (…) – si chiude la nota della Fondazione – siete voi la speranza di un futuro luminoso, continuate ad essere luce per chi vi sta attorno. Vivete della luce e del sapore di Dio e farete grandi cose. Grazie per la vostra testimonianza… semplice ma potente!”.

