“Ci siamo e ci interessa”. Le parole del Vescovo Giacomo Cirulli camminando con la gente, in corteo, verso l’ospedale Civile “Ave Gratia di Plena” di Piedimonte Matese sabato 19 luglio. Manifestazione pacifica organizzata dal Gruppo d’Azione Piedimonte è Viva contro la chiusura del Punto Nascita del nosocomio matesino, decisione del Governo dal 2015 a cui spetta la concretezza dell’azione della Regione Campania per consentire alla stessa il rientro economico del Piano sanitario (Sessa Aurunca e Sapri gli altri due ospedali interessati dal medesimo taglio).
“Quello della Chiesa è un segno di presenza; ci siamo e ci interessa perché la salute pubblica è un bene primario”, ha spiegato il vescovo delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca. “Non siamo qui a far rimbalzare colpe e responsabilità dal Governo alla Regione e viceversa; pur rimanendo fuori dal dibattitto politico la Chiesa è qui con i cittadini a porre un problema che oggi riguarda la chiusura dei punti nascita ma ce ne son tanti altri legati alla sanità che vogliamo porre all’attenzione di chi è chiamato a decidere per le comunità”.
Uniti in una sola voce
Il corteo partito dalla centralissima Piazza Roma ha raggiunto l’ospedale dove il Vescovo ha parlato alla gente che si è radunata nel piazzale davanti alla statua dell’Immacolata recentemente collocata, dono del Pastore. Dopo il saluto e l’intervento di Giovanna De Biasi, promotrice dell’evento e del Gruppo di Azione Piedimonte è Viva in cui è stato lanciato l’appello alla politica locale, regionale e nazionale ad una mobilitazione di coscienze e di decisioni concrete, Mons. Cirulli ha espresso piena solidarietà e sintonia, ma soprattutto manifestato la volontà di compattare le voci dell’Alto casertano, tendendo in considerazione anche la chiusura del Punto nascita all’ospedale “San Rocco” di Sessa Aurunca (il comitato di protesta ha partecipato alla manifestazione di Piedimonte Martese): “Sono qui stasera per fare mie queste motivazioni che avete ascoltato. La vita mi ha insegnato una cosa: se si sta insieme, se si va avanti uniti, non ti possono ignorare. Non vogliamo attribuire colpe, meriti, ma di affermare che la salute è un bene primario. E non è sulla salute che si devono fare i tagli perché essa va privilegiata rispetto a tutto. I bilanci si sanano, mentre la Sanità si preoccupa non di numeri, non di soldi ma di persone che devono stare bene”.
I diritti delle Aree interne
Un passaggio su un altro tema caldo da parte del Vescovo, quello dello spopolamento delle aree interne: perché da pastore di tre Chiese diocesane sa bene che il ridotto numero dei fedeli non è soltanto subordinato alle scelte di fede dei singoli ma all’effettivo calo demografico che investe i piccoli centri. “Mentre i territori si spopolano e lo zoccolo duro di questa società è costituito dalla popolazione anziana anch’essa bisognosa di cure e di specifiche forme di assistenza, ci è tolta la possibilità di far nascere bambini e garantire alle mamme la dovuta serenità di un percorso complesso e delicato come la maternità” ha spiegato Cirulli. “Le persone chiedono certezze e concretezza. Chiunque sia detentore di responsabilità dovrà ascoltare la nostra voce; ci interessa dire quello che pensiamo e dirlo in maniera unanime, tutti insieme. Far sapere che non siamo secondi a nessuno, che l’Alto casertano non è ruota di scorta di una regione e di un Paese. Ci siamo anche noi”.
L’incontro con il nuovo Direttore Sanitario dott.ssa Verrillo
L’impegno assunto da Mons. Giacomo Cirulli in occasione della manifestazione popolare questa mattina compie un ulteriore passo avanti con l’incontro che il Pastore ha chiesto e prontamente ottenuto con il nuovo direttore sanitario dell’Ospedale Civile “Ave Gratia Plena di Piedimonte Matese” la dottoressa Giovanna Verrillo in servizio dal 16 luglio. Un incontro “cordiale e propositivo, di sereno confronto, ma anche d’intesa sui temi del momento”, così Cirulli, che conferma la linea del dialogo tra istituzioni civili e religiose del territorio che – come in questo caso – ha visto i Vescovi della Diocesi di Alife-Caiazzo interloquire negli anni con la Direzione sanitaria del nosocomio matesino ed intessere rapporti di sereno confronto con l’intera comunità di sanitari e personale amministrativo, come pure la vicinanza ai pazienti nei letti dei reparti.
Nel frattempo le comunità territoriali attendono l’esito dell’incontro tra Regione e Governo del 4 agosto quando si discuterà del rientro economico sanitario della Campania e dei possibili sviluppi sulla vicenda “Punti nascita”.
