Nessun allarmismo ma l’opportuna precauzione: è questo il consiglio che l’ASL Caserta affida alla popolazione dopo i casi di West Nile nel territorio della provincia che hanno portato a ricoveri e decessi. Nelle ultime ore il bilancio dell’osservatorio in Campania è di 8 casi di cui 4 gravi con ricoveri negli ospedali Moscati di versa e Cotugno di Napoli; si tratta di persone che hanno trascorso un periodo di vacanza a Baia Domizia dove sarebbe stato individuato il cluster, ossia la concentrazione delle segnalazioni.
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La febbre del Nilo è una malattia provocata da un virus isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile da cui prende il nome ed è diffusa in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. Il virus è ospitato negli uccelli selvatici e può essere trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzara. L’80% delle persone infette dal Virus non manifesta alcun sintomo; il 20% presenta febbre con temperature superiori a 38°C, mal di testa, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito, sfoghi cutanei, ingrossamento dei linfonodi; una percentuale inferiore all’1% presenta sintomi neurologici come forme gravi di encefaliti, meningoencefalite.
Nel frattempo i comuni di Sessa Aurunca, Cellole e Orta di Atella in cui sono stati accertati i casi di febbre trasmessa da zanzara, l’Asl Caserta procede con interventi di disinfestazione larvicida e adulticida. In via del tutto precauzionale e tramite appelli pubblici in molti altri comuni i cittadini chiedono simili interventi. L’Asl dal canto suo ha diffuso un vademecum da osservare per stare tranquilli e non temere il contagio: si consiglia di usare repellenti per insetti all’aperto e dentro casa l’utilizzo di zanzariere a porte e finestre; negli ambienti interni sono consigliati repellenti domestici (come insetticidi elettrici) areando i locali prima di soggiornarvi. Sull’uso dei climatizzatori, ormai diffusi in numerose abitazioni, è consigliabile una temperatura lievemente più bassa rispetto al consentito perché le zanzare non amano il freddo.
Necessario evitare ristagni di acqua in vasi, sottovasi e barili impedendo la proliferazione di uova, e al contempo cambiare spesso l’acqua alle ciotole per animali. Altro ambiente a cui prestare attenzione sono le piscine per bambini da tenere vuote o coperte se inutilizzate. Igiene massima intono a tombini e pozzetti: gli stessi vanno trattati con prodotti larvicidi ogni 15 giorni. Pulizia e controllo di grondaie altrettanto importante per evitare ristagni. Attenzione anche a cisterne e contenitori per la raccolta di acqua piovana da coprire con coperchi o teli ermetici.
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In campo anche l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Napoli che attraverso un comunicato chiede di alzare la soglia di sorveglianza veterinaria “per l’identificazione precoce della circolazione del virus, grazie al monitoraggio costante degli animali sentinella, in particolare uccelli selvatici (serbatoi) e dei cavalli (sentinelle)”.
Non esiste una terapia mirata per l’uomo ma solo cure per alleviare i sintomi; i casi di ricovero sono rari e decisi previa attenta analisi della situazione. Il fattore che favorisce il contenimento dei casi è la mancata trasmissibilità da uomo a uomo.
