Noemi Riccitelli – In un momento di crisi così delicato che il nostro tempo sta attraversando, in cui conflitti, tensioni e cieche pretese di potenti mettono in serio pericolo gli equilibri mondiali, oltre che le stesse vite umane, il cinema sembra quasi rispondere a queste incertezze, proponendo visioni che, per quanto immaginifiche, tentano di confortare gli spettatori.
E qual è il miglior conforto che si possa proporre? Il più classico dei super-eroi che affronta il male e, alla fine, riesce ad avere la meglio. E se i super-eroi sono una famiglia di quattro componenti? Meglio ancora.
Al cinema dal 23 luglio ci sono I Fantastici Quattro: gli inizi, ultimo film di casa Marvel, diretto da Matt Shakman, con Pedro Pascal, Vanessa Kirby, Ebon Moss-Bachrach e Joseph Quinn.
Stati Uniti, anni 60. Quattro anni sono trascorsi da quando gli scienziati Reed Richards (Pedro Pascal), Sue Storm (Vanessa Kirby), Ben Grimm (Ebon Moss-Bachrach) e Johnny Storm (Joseph Quinn) hanno acquisito poteri che li hanno resi esseri peculiari grazie all’esposizione a raggi cosmici durante una spedizione spaziale.
Così, sono diventati la squadra, o meglio, famiglia, di supereroi nota come i Fantastici Quattro: Mister Fantastic, Donna Invisibile, Torcia Umana e la Cosa.
Un giorno, quando Reed e Sue, marito e moglie, rivelano a Ben, migliore amico di Reed e Johnny, fratello di Sue, di aspettare un bambino, la Terra viene minacciata da un misterioso “Araldo dello spazio”, Silver Surfer (Julia Garner), annunciando che Galactus (Ralph Ineson), Divoratore di Mondi, distruggerà il pianeta.
Non di certo il primo film dedicato alla trasposizione dei personaggi tratti dai Marvel Comics: infatti, ai Fantastici Quattro, creati da Stan Lee e Jack Kirby, sono state intitolate diverse pellicole nel corso del tempo, ma quest’ultima, in particolare, inaugura la cosiddetta Fase Sei del Marvel Cinematic Universe (MCU), l’universo cinematografico condiviso dai personaggi e dalle ambientazioni tratte dai fumetti Marvel.
Inoltre, ad interpretare i protagonisti, quattro volti della “nuova Hollywood”, attori amati e popolari, provenienti da recenti produzioni di successo tra film e serie TV.
Dunque, rinnovata veste e storia: l’intreccio del film si lascia seguire, ma la narrazione non ha grandi pretese, il regista Shakman attraverso l’ambientazione vintage (che fa l’occhiolino anche alla serie animata sui Fantastici 4 del ’67), delinea una trama che sa unire il fascino retrò al gusto più contemporaneo, alternando sentimenti e azione, ma il racconto è, appunto, agli “inizi” e sembra che gli avvenimenti più densi seguiranno poi una loro traiettoria, come lasciano intendere le scene post-credit.
Spirito e umorismo al punto giusto puntellano qua e là la sceneggiatura (di Josh Friedman, Eric Pearson, Jeff Kaplan, Ian Springer) rendendo i protagonisti anche profili ironici, ma soprattutto essere umani con timori, desideri e debolezze: su questa linea il personaggio più emblematico è Ben/La Cosa, il quale privato del suo aspetto originario, è forse quello che patisce il sacrificio maggiore dei quattro, ma conserva, nonostante ciò, uno sguardo che comunica amore e che chiede di essere ascoltato e notato, al di là della sua poderosa forza.
Interessante il personaggio di Silver Surfer, declinato al femminile, interpretata da Julia Garner, una figura misteriosa e delicata, con una linea narrativa probabilmente da approfondire in futuri altri capitoli. 
In realtà, il cast tutto ha mostrato lo giusto smalto e carisma per dare un rinnovato sprint a questi personaggi: Pascal, Kirby, Moss-Bachrach e Quinn hanno una complicità vincente e tenera, rivelata anche nei momenti di promozione della pellicola in giro per il mondo.
Non a caso, I Fantastici Quattro: gli inizi fa leva proprio sul valore dell’ “unione fa la forza“, sul senso di gruppo, di famiglia, enfatizzando questi principi eterni che non bisogna mai dimenticare anche quando si è in possesso dei superpoteri più unici.
È questa la cifra caratterizzante gli eroi di oggi, che è anche ciò che serve per tentare di dare una risposta a quelle summenzionate crisi cui i tempi bui ci pongono innanzi: la vera forza è quella collettiva.
Certo, una visione che non fa faville, ma un buon prodotto di intrattenimento con il giusto stile ed entusiasmo necessari a rivitalizzare una parte importante dell’eredità Marvel.



















